Una delle priorità di un editore è trovare un proprio pubblico. Può essere generalista o specifico, giovane o adulto, orientato alle storie di un certo periodo, paese, di una certa narrazione. Questi aspetti sono uniti con la linea editoriale dell’editore.
Mentre la linea editoriale è chiara, o almeno dovrebbe esserlo per chi decide di pubblicare dei libri, altrimenti tanto varrebbe pubblicare la qualunque, lo è meno comprendere il proprio pubblico. E questo accade perché si sceglie un tipo di comunicazione, di narrazione che può essere più o meno efficace, più o meno allineata con chi si sta cercando.
Entrando più nello specifico, nel mio campo editoriale, è chiaro da subito l’interesse a comunicare che pubblico solo racconti, di soli italiani e di storie contemporanee.
Se non lo sapevi, ti consiglio di recuperare questo articolo in cui parlo di come ho iniziato: https://editoreindie.substack.com/p/nasce-256-edizioni
E, ora che lo sai, se leggi gli altri articoli o spulci i social scoprirai anche come lavoro.
In breve, oltre a leggere i manoscritti che arrivano, mi avvalgo di riviste e scouting, le selezioni sono poche e precise perché ogni racconto deve rispecchiare la volontà delle famose linee editoriali (e anche perché non ha senso pubblicare tanto). L’editing, la correzione di bozze, l’impaginazione, le grafiche, sono tutte parti di un processo trasparente che non ho mai nascosto. Ma poi c’è la necessità di promuovere e comunicare il libro e la missione della casa editrice.
Ho ben chiaro quale sia il target principale. Quello che non ho chiaro è: chi legge quello che pubblico? E come ci è arrivato lì?
Non è una domanda retorica. È un problema e una mia mancanza concreta. So qualcosa dei libri, come vengono accolti, cosa ne dicono i lettori nel merito, ma so poco delle persone. Come scelgono un libro. Da dove partono. Se cercano i racconti perché lo fanno attivamente, o se li trovano per caso e poi li leggono. Se sono consapevoli o meno.
Questa differenza non è irrilevante. Una casa editrice che pubblica solo racconti di autori italiani contemporanei dovrebbe sapere se il suo lettore è qualcuno che vuole esattamente questo (racconti italiani contemporanei), o qualcuno che è arrivato nella sua pagina cercando altro (pizza e fichi). O entrambe le cose. E questo vale per chiunque, ritengo.
Cosa fa il mio pubblico non lo so. E preferisco dirlo apertamente piuttosto che fare finta di avere una risposta. Perché una risposta non ce l’ho.
Quindi lo chiedo a te: cerchi i racconti attivamente, o li trovi per caso o, piuttosto per argomento? A prescindere che tu legga racconti o meno. Potresti essertene trovato uno tra le mani, un regalo o semplicemente ti aveva incuriosito la copertina. Ma è interessante sapere anche questo perché fa parte di un ragionamento più ampio sul tipo di mercato.
È una domanda genuina che vale per chiunque, non solo per chi mi conosce o conosce i libri pubblicati.
Aspetto la tua risposta nei commenti e, se vuoi condividere questa domanda con qualcuno, fallo pure. Grazie!
PS: nella risposta indica se già conoscevi la casa editrice o meno. Ogni dato è utile

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