Papa Bergoglio ha condensato nel suo ultimo tratto di vita una straordinaria qualità e quantità di cose fatte.
Francesco aveva fretta perchè sapeva che non gli rimaneva molto tempo e se il corpo era ormai malato e allo stremo, la sua mente e il suo spirito sono stati così lucidi e luminosi da consentirgli di prendere una serie di decisioni fuori dall’ordinario, come d’altronde era sua abitudine.
E guarda caso sono tutte azioni guidate da una serena e attenta consapevolezza della morte imminente.
Negli ultimi giorni della sua vita terrena ad esempio il Papa ha:
affrontato una malattia gravissima in cui quello che traspariva maggiormente era il suo atteggiamento di totale accoglienza della prova divina.
Visitato il carcere di Regina Coeli con una straordinaria presenza e vicinanza e con una donazione di 200.000 € il cui significato va ben oltre il puro valore economico.
Incontrato il vicepresidente americano !
Partecipato faticosissimamente alla liturgia della settimana santa scendendo in piazza tra i suoi fedeli ed esprimendo flebilmente ma chiarissimamente il suo ultimo messaggio di pace pasquale.
e molto, molto altro
Sono solo alcuni esempi di cosa sono stati gli ultimi giorni di vita del Papa che sono un chiaro segnale di quanto Papa Francesco abbia voluto compiere ciò che per lui era veramente importante prima di andarsene.
La mia percezione è che abbia voluto portare a tutti la sua ultima luminosa presenza, per incoraggiare chi è sulla buona strada come anche per richiamare chi la strada l’avesse magari un pò persa.
E ancora mi sembra chiaro che il Papa ha realizzato un lucido e bellissimo progetto di un suo personale avvicinamento alla morte, come perfetta soluzione di continuità con la vita.
E il passaggio non ha potuto che essere sereno e gioioso.
Ed Infine mi sembra sempre fondamentale l’importanza della domanda che ognuno di noi deve avere ben chiara dentro di se: quanto è importante morire bene?
PS. Leggi anche “L’implicita bellezza di tutte le cose”

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