Un collega mi ha scritto in privato su Instagram: si può girare un intero matrimonio con il DJI Pocket 3?
La domanda arriva in un momento particolare. Mentre registro la risposta è uscito da un mese il Pocket 4, e da pochissimo il Pocket 4 Pro. Quindi la domanda giusta da farsi oggi è un’altra: si può girare un intero matrimonio con un Pocket 4 o un 4 Pro?
Il Pocket 3 ha un sensore piccolo, con una resa scarsa agli alti ISO. Per usarlo bene bisogna adottare alcuni accorgimenti che impediscano al rumore di diventare un problema.
Il primo: illuminare la scena, quando è possibile. Il secondo, che sfugge a quasi tutti: il frame rate. Girare a 25 fotogrammi al secondo invece che a 50 permette di scendere a un tempo di 1/25 di secondo invece che 1/50 — quindi si recupera più luce, e quella luce recuperata si può compensare abbassando gli ISO. È una regola generale utile ogni volta che si lavora con un sensore che soffre in condizioni di poca luce: prima di pensare all’illuminazione, controllate a che frame rate state girando.
Il Pocket 4 Pro cambia parzialmente le cose: ha una doppia camera, una 60mm con risoluzione elevata che permette uno zoom virtuale, e una grandangolare. Il sensore è decisamente migliore. In teoria, un reportage di matrimonio con questo strumento si potrebbe fare.
Ci sono però due criticità che vanno oltre la tecnica.
La prima riguarda come si compone un’inquadratura. Guardare nell’oculare di una fotocamera dà una percezione immersiva che aiuta a definire con precisione cosa si vuole ottenere. Guardare sul display di una camera, o peggio sul micro-display di un Pocket, dà una percezione distorta: sia per le dimensioni ridotte dello spazio osservato, sia perché l’occhio continua a vedere tutto quello che sta intorno. Il risultato è una minore capacità di comporre bene l’inquadratura.
La doppia camera del 4 Pro aiuta in parte: la grandangolare è utile per riprese dinamiche o di contesto — gli sposi che ballano, gli invitati intorno — mentre la 60mm, con diaframma molto aperto, permette di sfocare il secondo piano, cosa poco tipica per un gimbal, e serve per le inquadrature più intime ed emotive.
Un limite tecnico dei gimbal giro-stabilizzati resta però invariato: a differenza di una Steadicam, che ha un braccio isostatico che disaccoppia meccanicamente la camera dal movimento del corpo, un gimbal in mano resta legato al nostro braccio. Anche camminando con passo felpato, l’oscillazione verticale si percepisce — soprattutto quando in scena ci sono riferimenti orizzontali come muri o linee continue.
C’è un terzo aspetto, forse il più concreto: come veniamo percepiti dall’esterno. Viviamo nella società dell’immagine, e arrivare su un set con strumentazione grande e visibilmente tecnologica genera nel cliente una percezione diversa rispetto ad arrivare con una “macchinetta” piccola in mano. Il rischio è che il committente o gli invitati leggano quella scelta come poco professionale — un giudizio che si potrebbe verificare solo sul campo, in un vero matrimonio.
Il verdetto finale, però, lo dà il risultato. Se il video consegnato è di qualità, esteticamente curato, con le stesse scelte creative che si applicherebbero con una camera tradizionale, allora ha funzionato — indipendentemente dallo strumento con cui è stato girato.
Personalmente non andrei a un matrimonio o a un reportage solo con il 4 Pro. Preferisco costruire l’inquadratura con un’ottica che scelgo io — un 35mm per le mezze figure di contesto, un 85mm molto luminoso per i ritratti, restando su aperture abbordabili come f/1.8 (non f/1.2 o f/1.4: il costo sale molto e a volte la sfocatura diventa eccessiva).
Quindi: ottica fissa, 35 o 85mm, più il 4 Pro come camera complementare. Andrei anche con il 4 semplice, che ha solo la grandangolare ma è un’evoluzione solida del 3. Non tornerei indietro al Pocket 3 in un contesto con poca luce come una chiesa, a meno di poter girare a 25fps e gestire bene l’esposizione senza alzare troppo gli ISO.
Hai un dubbio su attrezzatura, tecnica o software video? Scrivimi la tua domanda — se sono in grado di rispondere, la pubblico anche qui, a volte con un video.
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