C’è una domanda che mi arriva a ogni corso, a ogni workshop, in ogni messaggio privato su Instagram. È sempre la stessa, e suona più o meno così:
E ogni volta mi tocca dare la risposta più frustrante del mondo: non lo so. Non perché non voglia dirtelo, ma perché non esiste un dato vero. Esistono i sentito dire. Esiste il tizio nel gruppo Facebook che spara una cifra. Esiste il listino di quello di Milano che però lavora con le agenzie e fattura in un mese quello che un altro fa in sei. Ma un numero reale, regione per regione, su quanto si paga una giornata da operatore a Palermo contro Bologna, un matrimonio in Umbria contro il Veneto, un videoclip al Sud contro il Nord — quello non l’ha mai raccolto nessuno.
E secondo me è un problema serio. Perché al buio si sbaglia, e si sbaglia quasi sempre per difetto. Si lavora sottocosto senza nemmeno saperlo, convinti che “tanto va così”. Ma va così davvero? O è solo che nessuno ha mai messo insieme i numeri per dimostrare il contrario?
Ho costruito un sondaggio — la prima indagine nazionale sui compensi del video in Italia. È completamente anonimo, si compila in cinque-sette minuti, e si risponde sempre per fasce di prezzo: nessuno ti chiede quanto fatturi con nome e cognome, ci mancherebbe. Le domande coprono un po’ tutto: le tariffe a giornata, i prodotti che fai (dal matrimonio al documentario, dallo spot al reel), l’attrezzatura, e anche le cose di cui non si parla mai — tipo quanto sei sceso, almeno una volta, pur di non perdere un lavoro.
Quando avrò raccolto abbastanza risposte, trasformo tutto in un report. Un documento vero, fatto bene, con i numeri divisi per regione e per tipo di lavoro. Il primo tariffario reale del settore in Italia. E lo condivido con chi ha partecipato.
Ma non volevo fermarmi al “ti mando il report” — perché lo so come funziona, il report poi lo leggi quando hai tempo e intanto hai dato i tuoi dati. Quindi ho deciso di metterci sopra un regalo immediato:
quello che di solito sta su Udemy a prezzo pieno. Oltre cinque ore, ventotto lezioni, e — guarda caso — parla esattamente di questo: come capire il valore del tuo lavoro, come analizzare la concorrenza nella tua zona, come gestire un preventivo senza spararla a caso.
Mi sembrava giusto così: tu mi dai cinque minuti e un dato, io ti do cinque ore e un metodo.
Una cosa però:
Dopo, il regalo non c’è più — il sondaggio resta aperto, ma il corso te lo prendi solo se rispondi entro quella data. Quindi se ci tieni, non rimandare di un mese: lo apri ora, ci metti cinque minuti, e l’hai fatto.
Un’ultima cosa, se posso. Quando hai compilato, gira il link a un collega — soprattutto se lavora in una regione diversa dalla tua. Questa cosa funziona solo se siamo in tanti e se copriamo tutta l’Italia, dal Trentino alla Sicilia. Più mappa riusciamo a disegnare, più il dato diventa utile. A te, a me, a tutti quanti.
Davide
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