Liberiamoli tutti è un'iniziativa della campagna #DatiBeneComune per individuare, ottenere, riformattare, pulire, documentare, pubblicare e diffondere dati di interesse pubblico.
Tanti di questi dati sono inaccessibili alle persone e alle comunità che ne hanno più bisogno: non sono mai stati resi pubblici, sono pubblicati in formati di difficile utilizzo, o senza la documentazione necessaria per interpretarli correttamente.
Vogliamo pubblicare quei dati utili alle tante organizzazioni che hanno aderito alla campagna e che vorranno segnalarci un vuoto informativo che, se colmato, renderebbe le loro azioni più utili, efficaci e mirate.
Hai un dataset “desiderato” nel cassetto?
Vogliamo che la newsletter diventi sempre più uno strumento collettivo: costruito insieme a chi i dati li cerca, li usa, li incrocia, li racconta.
Hai un dataset che, secondo te, dovrebbe essere aperto? Una banca dati che merita di essere accessibile, leggibile, utile? Dicci quale, spiegaci perché. Ma soprattutto: raccontaci cosa ci faresti tu, se fosse davvero liberato.
E se ti va di contribuire anche in altri modi – con un editoriale su un tema che ti sta a cuore, un’analisi a partire da dati pubblici, una visualizzazione, un’infografica, o anche solo un’idea da sviluppare insieme – scrivici a 📧 info@datibenecomune.it.
Liberiamoli tutti è anche tua!
Liberiamoli tutti! è ispirata al Data Liberation Project, un meraviglioso progetto di Jeremy Singer-Vine (👏).
In questo numero della newsletter rendiamo pubblici i dati che sono stati ottenuti grazie alla richiesta FOIA, descritta poco sotto nell’editoriale di Claudia Mazzanti di ActionAid Italia.
Sono divisi tra interventi su edifici privati e pubblici e resi disponibili sia in formato CSV, che come Google Sheet:
Privata
Pubblica
Ai dati originali, abbiamo aggiunto
il codice ISTAT dei Comuni, in modo da poterli incrociare con altri dati;
il link, ove disponibile il Codice Unico di Progetto, alla pagina di dettaglio sul portale OpenCUP (quindi ad esempio per il CUP “E63H19000300001”, questo link).
Anche stavolta per noi è importante fare venire in superficie non tanto una nuova tabella, ma la necessità di liberare i dati e renderli disponibili alla collettività.
Stavolta a raccontarcelo è Claudia Mazzanti, Programme Developer dell’unità Resilience di ActionAid Italia.
La richiesta di trasparenza sui dati della ricostruzione post-sisma in Centro Italia è un percorso ancora incompiuto che tuttavia testimonia il ruolo della società civile nel rivendicare con fermezza il diritto all’informazione.
Tutto ha avuto inizio con una comunicazione indirizzata al Commissario straordinario per il sisma 2016, sottoscritta da 17 organizzazioni della società civile, per chiedere dati aggiornati, completi e fruibili sulla ricostruzione pubblica e privata del Centro Italia. Non avendo ricevuto alcuna risposta, si è scelto di ricorrere a uno strumento più formale: il FOIA, l’istanza di accesso civico generalizzato. Presentato a dicembre 2024, avrebbe dovuto ottenere riscontro entro 30 giorni. Nulla è arrivato nei tempi se non una risposta tardiva del Commissario straordinario con la quale veniva negata l’ostensione di dati e informazioni richieste tramite l’istanza.
Il passo successivo è stato il riesame e, di fronte al nuovo silenzio, la decisione di intraprendere, attraverso il sostegno di un team legale, un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio. Dopo qualche mese di attesa, ad aprile 2025, con una sentenza fissata per il mese successivo, il Commissario ha finalmente trasmesso i file excel con i dati sulla ricostruzione pubblica e privata, inducendo i ricorrenti a rinunciare all’udienza, poiché la materia del contendere era venuta meno.
Eppure, questo piccolo risultato è solo parziale. I dataset ottenuti risalgono a dicembre 2024 e non sono completi né pienamente utilizzabili, restano lacune e molte delle informazioni richieste non sono state tracciate. Solo grazie al lavoro di una società civile competente ora questi dati hanno una veste più fruibile che si presta ad una maggiore comprensione e rielaborazione.
Nel frattempo, gli ultimi dati sulla ricostruzione aggiornati a maggio del 2025 sono stati pubblicati a luglio, ancora imprigionati in report PDF, difficili da rielaborare e lontani dal principio dei “dati aperti”. La sezione open data nel sito del Commissario straordinario ad oggi risulta in molte sue parti lacunosa, non aggiornata e priva di quella chiarezza che una pubblica amministrazione dovrebbe garantire.
È tempo che la ricostruzione diventi davvero trasparente, perché non si tratta di una concessione o di un obbligo dovuto a conseguenza di un’azione legale, ma di un diritto. I dati pubblici appartengono alla collettività: solo liberandoli, si potranno avere strumenti concreti per informarsi, monitorare, valutare e partecipare in modo consapevole. E a nove anni di distanza da quell’evento che ha trasformato per sempre comunità e territori dell’Appennino Centrale, il diritto all’informazione è quanto mai improrogabile e necessario.
“Liberiamoli tutti” di datiBeneComune è promossa da ActionAid Italia, info.nodes, OnData e Transparency International Italia.
#DatiBeneComune è una campagna lanciata il 9 novembre 2020 per chiedere al Governo italiano di pubblicare in formato aperto e accessibile i dati sulla gestione della pandemia di COVID-19. La campagna è stata accolta sin dall’inizio con entusiasmo da parte di esperti, organizzazioni, testate giornalistiche, che hanno aderito immediatamente all’iniziativa. Oggi la campagna è impegnata della richiesta di dati aperti sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e su tutte le politiche e questioni di pubblico interesse.
Con “Liberiamoli tutti” vogliamo fare un altro passo per costruire una comunità di persone, organizzazioni e altre realtà attorno ai dati liberati ed al loro utilizzo e per contribuire a promuovere la cultura dei dati aperti.
💌 Hai in mente altri dati da liberare? Scrivici a info@datibenecomune.it.

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