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Note a margine · Aug 6, 2026

Ho chiesto a ChatGPT chi è il migliore nel mio settore. Ero io: ti spiego come ho fatto.

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Dario De Micheli · Note a margine

Qualche settimana fa ho chiesto a ChatGPT chi fosse la migliore agenzia GEO in Italia.

Non ero io.

Ecco. Fa un certo effetto, sai? Gestisco una società che fa proprio Generative Engine Optimization. È letteralmente il mio mestiere far comparire i brand dentro le AI. E il calzolaio, come da tradizione, andava in giro con le scarpe rotte - frase che sentirai tipo un miliardo e mezzo di volte nella tua vita -.

Diciamocelo: me la sono cercata. Ma da quella piccola umiliazione è partito un lavoro che sto facendo da mesi proprio per Moonify, e che oggi voglio raccontarti pezzo per pezzo.

La richiesta di apparire su ChatGPT e le altre AI mi viene rivolta spesso. L’ultima volta un manager mi ha detto testuale: “Il board mi chiedeva se si potesse comparire su ChatGPT”.

Eh… certo che si può comparire. Ma serve un preventivo, un’analisi, un piano operativo e tutto ciò che ne consegue.

Mica è un interruttore che premi e magicamente sei dentro gli LLM.

Non esiste il pulsante “mettimi su ChatGPT”. Esiste un lavoro di posizionamento che parte da una domanda scomoda: quando qualcuno chiede all’AI qualcosa come...

  • le migliori agenzie GEO in Italia

  • le migliori agenzie GEO a Padova

  • agenzia Generative Engine Optimization

...tu ci sei o non ci sei?

Quindi vorrei usare questo articolo, di fatto, in primis per condividere le scoperte che ho fatto per comparire su ChatGPT, e in secundis per farti entrare in testa una cosa: quando si parla di GEO parliamo di un paradigma diverso dalla SEO classica. Le AI non cercano: scelgono. E per farti scegliere, devi farti conoscere.

È la differenza tra un motore di ricerca e un amico fidato. Google ti porta al mercato e ti fa vedere tutte le bancarelle. ChatGPT è l’amico che gli chiedi “dove mangio stasera?” e ti risponde con UN nome. Se non sei quel nome, non esisti.

risposta di chatgpt alla domanda "quali sono le migliori agenzie geo in italia?"
In ogni caso, alla fine ci sono riuscito. Moonify compare, il più delle volte, come risposta al prompt “quali sono le migliori agenzie geo in italia?”. Auto-pacca sulla spalla per me.

Nota prima di partire: da adesso in poi, quando dico ChatGPT, intendo tutte le AI (Gemini, Perplexity, Copilot eccetera). È vero che differiscono per come sono strutturate tecnicamente e per come scelgono le loro risposte, ma qui provo a raccontarti i pattern comuni. Quelli che valgono un po’ per tutte.

Andiamo al sodo.

Non è proprio vero che le AI non cercano.

Di fatto fanno browsing, ovvero sfruttano le SERP, e lo fanno da un bel po’. Quando fai una domanda “fresca” a ChatGPT, lui va a leggersi i risultati di ricerca come farebbe uno stagista veloce e instancabile.

Quindi una base SEO è fondamentale.

Fare GEO può essere un’attività indipendente dalla SEO, ma la SEO è un volano incredibile, perché consolida molto di più la strategia. È come costruire una casa: se hai fatto delle fondamenta solide, tutto sta in piedi molto meglio.

Chi ti vende la GEO come “la morte della SEO” ti sta vendendo fuffa. Le due cose si tengono per mano, come Stanlio e Ollio in questa immagine iper sfocata da 11kb.

È qui che la SEO classica viene meno.

Diversamente dalla SEO, l’ottimizzazione on-page su una landing page o su un articolo è importante, ma non importante quanto essere presente su molti articoli poco ottimizzati che rispondono all’intento su cui vuoi posizionarti.

Traduco: 10 articoli in cui compari in liste tipo “migliori agenzie GEO”, anche scritti così così, sono più efficaci di 2 articoli iper ottimizzati on-page.

Contro-intuitivo? Sì. Ma l’AI ragiona così: se dieci fonti diverse fanno il tuo nome, per lei sei un candidato credibile. Se una sola fonte (la tua) urla quanto sei bravo, sei solo uno che si fa i complimenti allo specchio.

Conta quante bocche fanno il tuo nome.

Poi vale il discorso dell’autorevolezza.

Con la SEO tradizionale puoi ingannare un po’ la SERP. Trucchetti, scorciatoie, backlink comprati a pacchi. Con la GEO, no: una fonte autorevole vale più di 5 fonti non autorevoli.

Un articolo di Forbes ha un peso specifico enormemente maggiore rispetto a un magazine locale. Non è democratico? No. Ma le AI sono state addestrate a fidarsi di chi ha già una reputazione, esattamente come faresti tu: se te lo dice il tuo medico, pesa più di se te lo dice il signor Severino al bar del paese.

Quindi la domanda da farti non è “quanti link posso comprare?”, ma “chi di autorevole può parlare di me, e perché dovrebbe farlo?”.

Traduzione brutale: investire in PR vale la pena.

Questa è la parte che mi diverte di più (perché costa zero).

Sfrutta tantissimo i portali gratuiti: Crunchbase, F6S, Medium, Quora, Reddit, Linkedin. Hanno una base utenti enorme e una SEO interna già fantastica. Loro hanno passato quindici (o più) anni a costruire autorevolezza: tu ci sali sopra gratis, come si sale su un treno già in corsa.

Quantomeno quando si parla di nome brand, sono validissimi e a costo zero. Creare una pagina brand e degli articoli che rispondono all’intento di ricerca desiderato è la cosa che risponde meglio in assoluto al principio di Pareto del 20/80: il 20% dello sforzo che ti porta l’80% del risultato.

Fallo. Prima di qualsiasi altra cosa, fallo.

content is king, il giullare è ai slop
Immagine generata con ChatGPT.

Ultima scoperta, forse la più bella: il contenuto di qualità è tornato centrale.

Quindi no allo slop. Ricordi quando la SEO ti permetteva di far crescere un sito anche senza tanti backlink, semplicemente creando articoli long form ben dettagliati, con fonti e parametri E-E-A-T? Ecco. Quel mondo è tornato, in una forma nuova.

L’AI si nutre di contenuto. Ma non di quello che rientra nella media di una curva gaussiana (quello che oggi possiamo tranquillamente definire AI slop, la sbobba tutta uguale che intasa il web). L’AI ha fame di contenuti con ricerche, fonti, dati. Qualcosa che racconti qualcosa di diverso rispetto alla media.

curva gaussiana contenuti generati da ai
Immagine generata con Gemini.

Se il tuo articolo lo poteva scrivere chiunque con un prompt da due righe, per l’AI non vali niente (no dai non è completamente vero: vali poco). Se invece porti un’esperienza vera, un numero che gli altri non hanno, un punto di vista che scotta un po’, diventi una fonte. E le fonti vengono citate.

Ironia della sorte: le AI, che producono contenuto medio a valanghe, premiano chi scrive contenuto fuori dalla media. Fai un po’ te.

Tiriamo le fila.

ChatGPT mostra il tuo nome non quando sei iper ottimizzato, ma quando sei iper citato.

Rileggila, perché è il cuore di tutto. La SEO era una gara a ottimizzare la tua casa. La GEO è una gara a far parlare di te tutto il quartiere. È molto più simile alle vecchie pubbliche relazioni che a un lavoro tecnico sul codice: reputazione, presenza, passaparola. Solo che il passaparola, stavolta, lo fa una macchina.

E la macchina, come un amico fidato, consiglia solo chi conosce.

Io intanto continuo a lavorarci per Moonify, e ogni tanto torno a chiedere a ChatGPT chi è il migliore nel mio settore, confidando nel rimanere primo.

Tu invece l’hai mai chiesto all’AI chi è il migliore nel tuo settore? Fallo adesso.

E se la risposta non ti piace, scrivimi.

Read the original on dariodemicheli.substack.com

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