Oggi lo facciamo più corto, formato espresso, una cosa tra amici. Una poesia e una canzone, perché entrambe hanno la dote intrinseca della rivelazione, oltre che del bello. Se fossimo amici (e alcuni di voi che mi leggono lo sono), oggi sabato 13 giugno vi fermerei per un buon caffè e vi consiglierei queste due cose.
Dylan Thomas. Non andartene docile in quella buona notte.
Non andartene docile in quella buona notte,
i vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno;
infuria, infuria, contro il morire della luce.Benché i saggi conoscano alla fine che la tenebra è giusta
perché dalle loro parole non diramarono fulmini
non se ne vanno docili in quella buona notte.I probi, con l’ultima onda, gridando quanto splendide
le loro deboli gesta danzerebbero in una verde baia,
s’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.Gli impulsivi che il sole presero al volo e cantarono,
troppo tardi imparando d’averne afflitto il cammino,
non se ne vanno docili in quella buona notte.Gli austeri, prossimi alla morte, con cieca vista accorgendosi
che occhi spenti potevano brillare come meteore e gioire,
s’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.E tu, padre mio, là sulla triste altura maledicimi,
benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose, te ne prego.
Non andartene docile in quella buona notte.
Infuriati, infuriati contro il morire della luce.Maggio 1951
Invece, da mettere in cuffia, un pezzo degli Smiths. Questo brano l’ho preso da una playlist che ascoltavo mentre scrivevo Cinema all’aperto.
Il tempo è un bastardo, e qualcuno ha ben pensato di prendere questa verità e trasformarlo nel titolo di un libro famoso. E ha fatto bene. Ed è proprio quando il tempo rende le cose più difficili che possiamo - forse, dobbiamo - provare a cambiare prospettiva. Rimanere presenti, pure se in modo diverso, per ciò che riteniamo importante.
Per questo oggi, abbiamo ordinato un caffè diverso. E ce lo godiamo lo stesso, che tanto le robe belle durano sempre poco ma sulla carta fanno rumore per un sacco di tempo. E in cuffia, bè, in cuffia ci aprono il cuore. Una bella fregatura, no?
Ci sentiamo il 1 luglio. Your coffee table friend,
Appuntamenti 💌
Il primo luglio si torna in cuffia per il decimo episodio di The Coffee Table. Se te lo sei perso, questo è l’ultimo:
Il 13 luglio ci prendiamo un altro caffè. Vi aspetto.
Per i più, la versione originale della poesia:
Do not go gentle into that good night,
old age should burn and rave at close of day;
rage, rage against the dying of the light.Though wise men at their end know dark is right,
because their words had forked no lightning they
do not go gentle into that good night.Good men, the last wave by, crying how bright
their frail deeds might have danced in a green bay,
rage, rage against the dying of the light.Wild men who caught and sang the sun in flight,
And learn, too late, they grieved it on its way,
Do not go gentle into that good night.Grave men, near death, who see with blinding sight
blind eyes could blaze like meteors and be gay,
rage, rage against the dying of the light.And you, my father, there on the sad height,
curse, bless me now with your fierce tears, I pray.
Do not go gentle into that good night.
Rage, rage against the dying of the light.
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