In questa puntata parlo con Carlo Calenda, fondatore e segretario di Azione, già Ministro dello Sviluppo Economico e parlamentare europeo. Calenda è una delle figure più centrali e spesso controverse della politica italiana, noto per le sue posizioni nette sulla politica industriale, l’energia e la collocazione internazionale dell’Italia.
Partendo dal suo ultimo libro “Difendere la libertà”, affrontiamo i grandi temi della geopolitica e dell’economia che stanno ridisegnando il mondo: dalla minaccia russa di Putin — che Calenda è convinto attaccherà un paese europeo per testare la tenuta della NATO — alla crisi delle democrazie liberali, fino al ruolo dei nuovi monopoli tecnologici della Silicon Valley e della Cina, rispetto ai quali l’Italia e l’europa sono delle colonie tecnologiche.
Esploriamo quello che Calenda definisce “l’odio di sé” dell’Occidente e il fascino pericoloso per le autocrazie, spiegando come la democrazia abbia fallito nel proteggere l’identità e il benessere dei cittadini. Calenda racconta anche retroscena inediti dei suoi incontri con leader mondiali come Putin (descritto come sprezzante nel suo ufficio a San Pietroburgo), Trudeau e Macron, offrendo una visione critica sulla politica industriale italiana. Non mancano attacchi duri alla gestione di asset storici come Fiat (e la critica a John Elkann per la “desertificazione” industriale) e una denuncia sul potere delle lobby energetiche che bloccano lo sviluppo del Paese.
Una conversazione senza filtri che tocca anche il sistema dei media, l’immigrazione e le sfide della formazione in un’Italia che rischia la “grecizzazione”.
L’episodio completo per abbonati sostenitori è qui
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