Non so bene nemmeno cosa dire.
In questa settimana abbiamo raggiunto un livello di bassezza che non credo sia più potabile. Un tizio viene derubato e invocando la legittima difesa spara a tre persone, ne ammazza due, su di una si concentra prendendogli a calci la testa. Pochi giorni dopo, un uomo viene ammazzato in circostanze che oltre l’evidenza dei filmati a disposizione di tutti, per non farci cacare il cazzo dai soliti fasci definiremo ancora da confermare, in mezzo alla strada, mentre chi dovrebbe occuparsi della sua sicurezza e della sua salute (e della nostra, per inciso) non muove un dito. O ne muove troppi. Questo accade negli stessi giorni in cui si ricorda quella che è stata definita "la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale" da Amnesty International, cioè il G8 di Genova del 2001, la morte di Carlo Giuliani, la barbarie della Diaz e di Bolzaneto, la famosa macelleria messicana che, ho letto in un commento oggi (sì, mi faccio male, leggo i commenti), dovremmo smettere di ricordare perché è incitazione all’odio verso le forze dell’ordine. Ripeto: incitazione all’odio verso le forze dell’ordine. Il G8 di Genova.
Ho visto meme, ho visto rapper che ci sfondano la minchia da anni con il venire dalla strada e la fatica dei bordi di periferia esprimere solidarietà a un assassino gioielliere, ho visto Melissa Satta diventare una voce autorevole del dibattito, ho assistito alla perquisizione in pompa magna di un concerto di ragazzi in spiaggia (le nostre tasse, che bello vederle andare in merda sempre peggio) solo perché il cantante ha detto al microfono che gli dispiace che la polizia ancora rompa le palle ai pischelli che si fanno le canne. Ho visto il solito giro di lune, dita che indicano le lune, dita che indicano dita che indicano le lune, dita che bacchettano le altre dita che indicano altro, e mi sono veramente rotta il cazzo. Ho pensato che non frega davvero niente a nessuno.
Nel frattempo Vannacci e Renzi si sfidano a fare la mezza maratona, non la politica seria eh, la mezza maratona, Salvini dice che vuole candidare Roggero con la Lega, la sinistra è morta, inesistente, desaparecida, ridicola, fanno un milione di gradi che non è più definibile estate, direi piuttosto l’inferno, ogni tot piove grandine della dimensione della capoccia di una bambola, io mi dovrei preoccupare del colore della faccia che un regista miliardario dà a Atena in un film, o del concerto di Ultimo, o dovrei riuscire a essere vagamente meno giudicante di chi ha come massima aspirazione entrare nella cazzo di casita di Bad Bunny, un posto a cui se non ho capito male accedi se sei fregna e appetibile e allora via, tutte a sperare, vestirsi a tema Porto Rico, dondolare le anche, brillantini in faccia. Poi dici che arriva il diluvio.
Temo che sia stato superato un limite, che è quello della sensibilità. Credo che abbiamo scavallato male. Non ci fa davvero più effetto nulla: se non vomitiamo davanti al video di uno che a terra muore senza ricevere aiuto, cosa ci smuoverà più? Ho letto un tweet, diceva che se la legittima difesa va bene per il gioielliere fumantino, allora abbiamo risolto la questione palestinese, e non fa una piega. Mi viene voglia di chiudermi in un bosco, non parlare più con nessuno, non si sa mai chi c’è là fuori, potrebbe essere uno che in fondo “sai, la remigrazione non è del tutto sbagliata…” Poi penso che è questo l’obiettivo, farmi odiare il prossimo, farmi diventare sospettosa, suscettibile, farmi coltivare questa rabbia silenziosa che tanto poi esplode. Ci stanno riuscendo con tanti, perché non dovrebbero con me? Mi piacerebbe avere una bella chiusa saggia, incoraggiante, piena di speranza, vi anticipo che non ce l’ho. Chiedo aiuto al micelio, sento che c’è bisogno di luce e magia collettiva, come dice la mia amica Totta. So che la strategia, l’unica possibile, è costruire, portare dialogo, pensiero critico, ispirazione contro la paura, che lo sconforto è fisiologico ma non è l’ultima stazione del viaggio. So anche che costa fatica, perché parlare richiede uno sforzo di equilibrio e siamo strattonati dalla miseria, dal dolore, dalla stanchezza. E che in mezzo ognuno di noi ha la propria vita, ha fidanzati con cui va male, ha genitori da accudire, ha i soldi, i lavori, le cosce che sfregano. Mi piacerebbe portare sempre slancio qui, ma mi sono anche ripromessa di trattare questo spazio con onestà e la verità è che stasera mi fa schifo quasi tutto. Tornerà l’arte, tornerà la poesia, va bene anche Temptation Island se ci fa staccare un attimo il cervello, stasera sono un fungo moscio di questa rete, accettatemi così.
E speriamo bene per tutti, speriamo in una tregua.
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