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Centro Studi sulla Storia dell'Europa Orientale · Aug 20, 2026

Spaccio, rintracciato in Polonia e arrestato in Italia

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CSSEO · Centro Studi sulla Storia dell'Europa Orientale

Era sfuggito all’operazione eseguita dalla Squadra Mobile e dalla SISCO dell’Aquila l’uomo di nazionalità macedone arrestato ieri

Era sfuggito all’operazione eseguita nel novembre 2024 dalla Squadra Mobile e dalla SISCO dell’Aquila l’uomo di nazionalità macedone arrestato ieri in Italia su mandato di arresto europeo.

Il provvedimento era stato emesso dal GIP del Tribunale dell’Aquila, su richiesta dell’autorità giudiziaria della Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila.

L’uomo è stato associato alla casa circondariale di Rieti.

Le ricerche, estese in campo internazionale e svolte dal Servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia, hanno portato al suo rintraccio in Polonia.

La traduzione in Italia e l’arresto sono stati eseguiti allo scalo aereo di Fiumicino dalla Polizia di Frontiera Aerea.

All’uomo vengono contestati i reati previsti dagli articoli 74 e 73 del D.P.R. 309/1990, nell’ambito dell’indagine condotta dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile e dalla Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo dell’Aquila.

L’attività investigativa ha riguardato il periodo compreso tra novembre 2022 e giugno 2024 e ha interessato una presunta associazione finalizzata allo spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe avuto base logistica e operativa all’Aquila e nel Lazio, gestendo quantitativi rilevanti di cocaina, con un portafoglio clienti di circa 650 persone e un considerevole movimento d’affari.

Il profilo associativo del sodalizio, secondo gli investigatori, sarebbe emerso da una ripartizione dei ruoli, da una gerarchia interna definita, dalla stabilità del vincolo legata anche a rapporti di parentela e comunanza di origine tra gli associati, da basi logistiche comuni e dalla disponibilità di numerose autovetture, in gran parte intestate a terzi.

Gli investigatori hanno inoltre rilevato l’utilizzo di telefoni dedicati, affidati di volta in volta ai pusher dai vertici dell’associazione.

Nel novembre 2024, all’esito dell’indagine, la Squadra Mobile e la SISCO dell’Aquila avevano eseguito 22 misure cautelari in carcere e 6 ai domiciliari.

Quattro membri dell’associazione che erano sfuggiti alla cattura sono stati successivamente rintracciati all’estero e arrestati in Italia sulla base di mandati di arresto europeo emessi dal GIP del Tribunale dell’Aquila.

L’uomo arrestato ieri, destinatario della misura della custodia cautelare in carcere, era ritenuto dagli investigatori all’apice dell’organizzazione.

Secondo quanto contestato, avrebbe svolto il ruolo di braccio destro e uomo di fiducia del capo del gruppo, facendo da riferimento per la gestione delle cessioni di cocaina all’Aquila e, in alcune occasioni, a Roma.

Gli viene inoltre contestato di aver fornito luoghi idonei all’occultamento dello stupefacente e di aver eseguito direttamente cessioni, come accertato nel corso dell’indagine.

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