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Sciuscià | La newsletter di Cronache · Jul 10, 2026

Bellingham è nato nel 1966.

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Cronache di spogliatoio · Sciuscià | La newsletter di Cronache

Ammetto: non vedo ogni settimana molte partite intere de LaLiga, quindi non mi ero reso conto dell’attitudine di Bellingham così a fondo. I match contro Croazia e Messico mi hanno folgorato. Jude è cattivo, ha gli occhi della tigre, vuole vincere a tutti i costi, aizza i tifosi e all’Azteca gioca con una serenità totale con la diffida addosso, segnando i due gol che spaccano la partita 💥

È un calciatore atipico, forse quello che Pogba non è riuscito a essere fino in fondo. Fisico, agilità, tiro e inserimento migliore di Paul, ma soprattutto un’altra testa. Non a caso atterrò nel pianeta Real Madrid segnando un gol a partita. Come sempre i premi individuali vanno noiosamente a braccetto con i successi del club o della Nazionale, ma ‘Hey Jude’ è una hit candidata al Pallone d’Oro 🏆

In una generazione poco viva, distaccata, che a volte dà l’impressione che comunque vada non cambi poi così tanto, W Jude Bellingham. Con le qualità potenziali di Pogba e i valori di Bobby Moore 👏

Bellingham inizia al Birmingham quando ha meno di 8 anni e sarà il più giovane debuttane della squadra a 16 anni e 38 giorni. Andava agli allenamenti in bus. Nel 2020 lo compra il Borussia Dortmund, gradino ideale per arrivare tra i più grandi e alla prima partita è il più giovane debuttante con gol.

Il Real lo paga 103 milioni. Pressione? What? È capocannoniere del club con un siluro memorabile al primo Clásico. Vince al primo anno LaLiga e Champions League. Del resto, tutti i campioni hanno gli attributi: Halaand, Messi, Mbappé. E lui è in quella classe lì.

L’Inghilterra ha vissuto l’era dei due box to box uguali tatticamente e difficili da far coesistere in campo. Seppure fossero due tra i migliori centrocampisti al mondo, per i Tre Leoni rappresentavano paradossalmente un problema. Ci provarono sia Eriksson sia Capello a mettere un centrocampo a tre con Barry o Hargreaves davanti alla difesa e loro ai lati, ma non si arrivò alla soluzione: era come se una squadra NBA avesse i due playmaker più forti della lega.

Bellingham è la loro evoluzione. Copre molto campo, ma sa giocare vicino alla porta e sa impattare in modo devastante sul risultato. E così via tutti sotto ai tifosi per cantare insieme ‘Wonderwall’.

La FIFA ha chiesto ad ogni Federazione di inviare una playlist. L’Inghilterra ha portato ‘Sweet Caroline’, ‘Three Lions’, ‘Chase the sun’, ‘Angels’ e ‘Wonderwall’, ma la canzone degli Oasis è stata reputata la più ingaggiante per i tifosi allo stadio.

Risultato: Wonderwall’ è diventata l’inno per una Nazione che fa delle tradizioni (dal cambio della guardia ai taxi neri) un elemento del proprio DNA. Spotify ha dichiarato che dopo la vittoria contro la Croazia c’è stato un incremento del 50% degli ascolti del brano.

Dopo la partita vinta all’Azteca si è proprio notato come sia una messa laica con i suoi rituali: appena parte il giro di chitarra, i calciatori saltano il cartellone pubblicitario e vanno sotto i tifosi, che sembrano la galleria di uno store che vende maglie storiche della nazionale inglese (ce ne sono di ogni tipo!).

È chiaramente anche l’onda lunga della reunion dei fratelli Gallagher dello scorso anno, che ha generato affezione, nostalgia e molto marketing. Soprattutto perché non è stata una reunion stanca: Liam ha solo i capelli più fini, ma stesso look, stessa grinta, voce simile, stesso carisma da frontman.

Morale: nella testa restano i ricordi e la musica è fondamentale per accompagnarli. La FIFA ha scelto bene. Kane e compagni che cantano ‘Cause maybe, you’re gonna be the one that saves me’ stanno alimentando l’immaginario collettivo. Il giro di chitarra ora sfida il tamburo vichingo. Un Eurovision che finalmente ci fa vivere il Mondiale, quello vero.

L’Inghilterra ha sempre avuto problemi a diventare gruppo. Questa volta, probabilmente anche per merito delle scelte di Tuchel in fase di convocazione, pensando alla Nazionale come a un club e non facendo la lista per i tabloid, potrebbe aver superato questo scoglio.

Ora però ci sono i vichinghi. La Norvegia ha superato la prova di maturità ed eliminato il Brasile. All’ultima partita del girone, tutti ci siamo chiesti perché Solbakken avesse fatto giocare tutte le riserve contro la Francia? Non sarebbe stata una mancanza di rispetto verso la manifestazione? E se invece è stata una scelta figlia della consapevolezza di avere un gruppo solido, che non perde certezze, per averli più freschi dopo? Ovviamente con il senno di poi è tutto facile, ma ha avuto ragione lui.

Ha vinto Halaand, micidiale, glaciale, anche ampliando il repertorio sul secondo gol. È stato forte Nyland, portiere al momento disoccupato che para un rigore cruciale a inizio partita (perché non l’ha tirato Vinícius?) e sull’1-0 salva la Norvegia.

Quando sono stato in Norvegia ho parlato con l’Head of Development della Federcalcio, che mi ha spiegato come il suo lavoro sia iniziato nel 2013 e i frutti si raccolgano solo ora. Devo dire che vedere un popolo magnifico come quello norvegese far festa mi riempie di gioia.

Ma sabato tiferò Inghilterra…

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