Domenica è andata in onda su RaiStoria la puntata di “Scritto, Letto, Detto” (RaiStoria), dedicata a “Il lungo sentiero”. Giovanni Paolo Fontana mi ha intervistato sul libro che ho scritto cercando di raccontare al meglio delle mie possibilità la storia dei nativi americani, quelli che furono chiamati “indiani”. C’è chi mi ha chiesto come funziona, un’intervista alla TV, e ho pensato di rispondere.
NON È QUESTO IL LINK, QUELLO LO TROVATE ALLA FINE DEL POST
Avevo ricevuto un primo invito a parlare del libro pochi giorni dopo la sua uscita (settembre 2025), ma le opzioni che mi erano state date per raggiungere gli studi di registrazione (Roma o Firenze) non si sposavano bene con la mia agenda. Avevo dovuto quindi declinare. Passati alcuni mesi, ho ricevuto una email con un nuovo invito; questa volta per girare mi è stata proposta Bologna e una data libera da altri impegni. Ho sentito al telefono Giovanni Paolo Fontana e Daria Turiaco, curatrice della trasmissione. Ci siamo accordati rapidamente. Così un lunedì di maggio ho preso il treno, sono arrivato a Bologna e ho passeggiato fino all’Università, interrompendola per una colazione salata. Nell’Aula Magna era stato organizzato tutto al meglio per la registrazione.
Non conoscevo le domande che mi sarebbero state fatte. Meglio, altrimenti ti fissi su quello che devi rispondere e rischi di incartarti: almeno, questo dice la mia esperienza. Non mi hanno truccato. Il nodo alla cravatta l’ho fatto da solo, come da solo ho pettinato la barba, elemento di rischio per il microfono. Il consiglio che mi è stato dato: “chiacchieri liberamente, ci diamo del lei”. Basta. Tutto molto semplice. L’intervista è filata davvero liscia, nessuno stop, nessun re-ciak. Quello che vedete al link che posto qui sotto riproduce le cose come effettivamente sono andate.
Finita la chiacchierata, ci siamo salutati. Ho proseguito a parlare piacevolmente di western con un appassionato tecnico Rai. Sono andato a mangiare un panino alla mortadella in un chiosco che ho scoperto in una precedente trasferta bolognese. Poi sono tornato a casa. Mi scuso con gli amici bolognesi: inesperto televisivo, ignoravo le tempistiche e non ho avvisato della mia scappata.
Per riassumere questa esperienza in estrema sintesi, scriverei "(e scrivo), “divertente e appagante”. Perché, intendiamoci, a me parlare di storia piace quasi sempre. E quel “quasi” dipende per lo più dagli interlocutori, che in questo caso sono stati ottimi. Quanto al contenuto, lo potete vedere qui:
https://www.raiplay.it/video/2026/05/-Scritto-letto-detto-Claudio-Ferlan--fe06c7f1-1801-4211-8f5b-ee17c5f58ee0.html
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