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Christian Mirra · Jul 26, 2026

Genova, venticinque anni dopo

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Christian Mirra · Christian Mirra

È difficile riassumere in poche parole tutto quello che è accaduto, e non voglio nemmeno provarci. Ne verrebbe fuori un post lunghissimo, oppure una raffica di articoli che finirebbero per bombardare le vostre caselle di posta.

Mi limiterò quindi, per ora, a una breve annotazione.

Temevo che fosse soprattutto un evento commemorativo: un incontro di reduci del G8 riuniti per abbracciarsi, ricordare i tempi in cui un altro mondo sembrava possibile e reclamare, ancora una volta, verità e giustizia.

Io e Haidi Gaggio Giuliani, davanti alla Diaz. Foto di Mark Covell.

Tutto questo è inevitabilmente accaduto. Ed è stato molto bello rivedere persone magnifiche come Haidi Gaggio ed Elena Giuliani, Carlo Bachschmidt, Lorenzo Guadagnucci, e gli altri reduci della Diaz, Mark Covell, Lena Zuhlke, Stefania Galanti e Paolo Fornaciari. C’era anche Michael G. , di cui prima o poi vi racconterò l’incredibile storia di come beffò la polizia e riusci a fuggire dalla Diaz facendosi passare per un infermiere. E tanti altri che vorrei nominare, ma qui mi fermo sennò questo post diventa un elenco enorme.

Da sinistra: Stefania Galanti, Lena Zuhlke, io, Lorenzo Guadagnucci, e il PM Enrico Zucca, che finalmente ho avuto occasione di conoscere e ringraziare per il suo straordinario lavoro nei processi.

Ma come dicevo: la memoria e il raduno dei ¨reduci¨ non sono stati affatto l’elemento centrale dell’anniversario.

foto di Luca Greco

Ho visto tantissimi giovani e la convergenza di realtà locali, nazionali e internazionali unite dalla volontà di lavorare insieme per costruire un mondo più giusto.

C’erano fori tematici e workshop dedicati alla lotta contro le guerre, contro lo strapotere degli ultraricchi, contro il genocidio in Palestina, alla difesa della sanità, dei diritti umani e su molti altri temi.

Oltre al corteo del 19 luglio, dove oltre 14000 persone hanno sfilato alle 3 del pomeriggio sotto un sole francamente insopportabile, il momento culminante, forse, è stato l'Assemblea Nazionale No Kings, dove numerosi gruppi si sono riuniti, sia in presenza sia in collegamento, per organizzare strategie e iniziative comuni.

Un'atmosfera capace di andare oltre le divisioni interne e superare l'eterno dibattito tra "buoni" e "cattivi" all'interno del movimento, cercando di fare fronte comune contro il fascismo e il neoliberismo, pur nel rispetto delle diverse pratiche e dei diversi metodi di lotta.

Venticinque anni fa eravamo un movimento più grande, ma forse anche più facile da reprimere e frammentare. Lottavamo per un mondo che volevamo migliorare, ma molti dei problemi che denunciavamo non colpivano ancora direttamente la maggior parte delle persone.

Dietro l’apparente desolazione rappresentata da gran parte dei media, che cercano in ogni modo di denigrarci o di far finta che non esistiamo, e dietro il vuoto di rappresentanza politica nelle istituzioni, che ignorano le nostre proposte e propongono alternanza al governo senza alternative alle politiche neoliberali, c’è molta gente stanca di questo mondo, arrabbiata, indignata, che vuole soltanto capire come fare per cambiare davvero le cose.

Viviamo tempi duri, dove immaginare un altro mondo possibile è più difficile di 25 anni fa. Ma non possiamo permetterci di arrenderci, o limitarci a lamentarci. C’è davvero troppo in gioco.

Dobbiamo e possiamo riprenderci il futuro.

Ci stiamo lavorando.

CI VEDIAMO A GENOVA

Jul 14

Da domani sarò a Genova per partecipare alle iniziative del venticinquesimo anniversario del G8.

Quella notte alla Diaz- pagina 26

Jul 7

Che fine hanno fatto Emiliano e David?
Emiliano tornerà più avanti nella storia, quando scopro che è riuscito a fuggire.
Ma di David non racconto piú nulla...

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