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Christian Mirra · Aug 2, 2026

Dentro la Diaz, venticinque anni dopo

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Christian Mirra · Christian Mirra

La mia intervista al TG3 Liguria, fatta in diretta il 18 luglio davanti alla scuola Diaz, dove ero appena tornato dopo 25 anni.

Non ho provato paura.

Inizialmente era soprattutto curiosità: volevo sapere quanto fosse accurata la mia ricostruzione dell’interno della scuola, fatta a memoria quando disegnai il fumetto nel 2007.

Ma appena varcata la soglia, è successa una cosa:

Sapevo esattamente dove andare.

Ed è stata una sensazione stranissima, perché ho un pessimo senso dell’orientamento.

Sono andato subito a sinistra e ho aperto una porta. Mi sono trovato nell’atrio che separa l’ingresso dalle scale e dai bagni.

Era vuoto, ma ricordavo che lì, nel 2001, c'erano dei computer. Anche Lena Zuhlke (presente in quel momento) ricordava la stessa cosa.

Poi ho aperto un’altra porta, sapendo già che dietro avrei trovato le scale. E sono salito verso il secondo piano, dove avvenne il mio pestaggio.

Foto di Laura Trémoulet

Ricordavo una finestra piccola e stretta, non un’intera parete di vetro. C’erano due aperture, ma mi sembrava difficile immaginare che Emiliano fosse riuscito a romperle e attraversarle:

Foto di Magalí Zoppo

Ho chiamato Emiliano per chiedergli conferma.

Senza mostrargli fotografie né suggerirgli nulla, gli ho chiesto se ricordasse ancora quella finestra.

Me l’ha descritta nei dettagli: una finestrella con delle asticelle di vetro orientabili.

È proprio quella la finestra in cui rimasi incastrato.

Foto di Laura Trémoulet

Meno male che, in quella notte del 2001, fuori la Diaz c’era un’impalcatura. Altrimenti, dubito che Emiliano sarebbe sopravvissuto alla sua fuga:

Questa volta per la presentazione del libro di Roberto Bertoni.

La palestra era piena.

L’atmosfera era completamente diversa da quella del giorno precedente.

Non stavo più pensando al pestaggio. Ero sereno.

A un certo punto mi sono allontanato dalla palestra per andare in bagno.

Senza pensarci, ho ripercorso il tragitto della mia fuga di venticinque anni prima.

È durato solo un attimo.

Sapevo perfettamente di essere al sicuro e ho ripreso subito il controllo.

Ma quella paura è stata reale.

Mi ha fatto pensare che certi traumi non scompaiono davvero. La mente è brava a nasconderli, per proteggerci dall’orrore.

Ma il corpo non dimentica nulla.

La fuga dalla Diaz

May 3

I ricordi rappresentati nella pagina della fuga sono reali, anche se ho dovuto ricostruirli in sequenza. Il panico mi ha lasciato solo frammenti di memoria.

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Read the original on christianmirra.substack.com

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