Buongiorno Catramellɜ,
Catrame fa quello che vuole, si sa, ma Catrame ascolta anche il suo Caro Pubblico, e risponde, e adesso, forte del mio fiammante nuovo computer (usato), non più powered by una banda di poveri criceti sequestrati, vendutomi da un Caro Cliente che non ne poteva più di vedermi lavorare con il computer demmerda che avevo, posso lavorare meglio anche per voi.
Se volete remunerare le ore che spendo a star dietro al progetto di Catrame, utto tempo sottratto alla fatturazione e al leggere libri in panciolle al parco o in spiaggia o in pineta con l’amaca cambogiana, quindi se apprezzate potete farlo qui.
Dice: che inelegante chiedere soldi, Paola.
Se dovessi avere questo pensiero, ti rimando all’episodio sul Parebruttismo che abbiamo fatto sempre con Carola Moscatelli qualche mese fa, dove raccontiamo di come il pare brutto, il non parlare di soldi, il non chiedere soldi, paralizza, impoverisce e mantiene gli stipendi bassi.
vi mando le puntate di CatramePod qui, financo scaricabili per ascoltarle offline, per tutt3 voi che mi avete detto iononusoSpotify, che capisco, ma io sono una e le piattaforme sono tante ecco quindi intanto facciamo cos'ì
Mondo reale: per quell'idea balzana di dover mangiare tre volte al dì, pare che io debba lavorare: posso aiutarvi a parlare inglese o francese a cuore tranquillo, o scrivendo per voi, mentre voi vi occupate di quello per cui siete format3. O invitarvi al bar.
Catrame Müzik, una sezione nuova per i numeri col pod: musica da mettere su qualunque app o YouTube per inserire biodiversità non solo nei libri, ma anche nella musica che ascoltate.
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Tempo di lettura: 6 minuti circa, esclusi Manifesto e Malloppo del Lavoro.
Questo è il Tinello di Perpignan,
Sottopod di CatramePod dove una bimba di antropologia culturale (Carola di Prove Tecniche di Trasmissione) ed una di scienze politiche (io) si mettono il grembiule a fiorellini e prendono il caffè (e il mate),
parlando di cose culturali italiche che hanno più o meno senso, come una che è fuori da più di un decennio e non capisce un cazzo, e una che invece è rimasta, e spiega cose a quella che è partita.
Oggi si è parlato del G8 di Genova 2001, di come alcune persone giovani non sappiano una ceppa di cosa sia accaduto, del governo Tambroni e di Scelba, delle marinière a Genova e perché sempre Genova, della polizia che ammazza sempre a luglio (un po’ come i milanesi il sabato secondo Scerbanenco), e se è vero o no che non c’è stata vitalità nelle manifestazioni dopo questo evento — la risposta potrebbe sorprendervi.
CatramePod è la colonna podcast di Catrame & Libertà.
Per chi ama i podcast, vuole riposare gli occhi dagli schermi, e sentirsi raccontare cose interessanti mentre fa le pulizie, pela le patate, va in metro al lavoro.
Tanto amore per Asia orientale, sudest asiatico e Asia meridionale, e per l’America Latina.
Ecco qui la puntata.
Potete pure scaricarla per sentirla in aereo, insomma, più accessibile di così, impossibile.
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Ecco una lista di risorse audio e da leggere per avere contesto sul G8 2001, visto che noi abbiamo scelto di focalizzarci sulle sue implicazioni più che sull’accaduto stesso.
La Sospensione, Bolzaneto e il G8 25 anni dopo, Francesca Zanni per Amnesty International
Limoni, Annalisa Camilli per Internazionale. Prodotto per il ventennale
Venticinque, Simone Pieranni, dal podcast Fuori da Qui
Genova, 21 luglio 2001, qui la parte 2, Stefano Nazzi, Altre Indagini (dietro paywall, chiedete a un’anima pia che ve lo regali o scrivete a me o Carola)
Stomaco, Gaslighting e fascismo dal G8 di Genova ad oggi, Giorgia Mazzucato, People edizioni
Abbiamo Ragione da Vent’anni, Mauro Biani, Carlo Gubitosa, People Edizioni
Genova oltre Genova, Giovanni Mari, People Edizioni
Il Braccio Armato del Potere, Michele di Giorgio, Nottetempo
È così frequente morire durante un fermo della polizia in Italia? di Donata Columbro su Ti Spiego il Dato
Buon ascolto.
Il mio obiettivo è aiutarvi ad aumentare la diversità culturale presente nelle vostre vite.
È un modo diverso e gioioso di fare politica.
Se il diverso lo ascolti, lo conosci, lo leggi, tenti di capirlo, da una posizione di apertura e curiosità, apprendendo dai e dei modi altrui di stare al mondo, è più difficile essere chiusi e bigotti. E non per forza questa apertura la si deve cercare attraverso il viaggio, che non è alla portata di tutti.
La cultura può permettere di aprirsi anche a chi non può o non vuole muoversi.
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Prima di entrare nel mondo reale, vi aggiorno sulla mia missione dell’estate, che è quella di creare uno spazio simile a quello del Joy Luck Café, ma per la compagine francofona di Catrame: ho buone notizie!
In queste settimane mi hanno scritto due persone che vorrebbero unirsi a me e alla Benny di Bruxelles per provare a montare la cricca francofona! Forse ci riusciremo! una non è sicura e la sento presto, e una volta che abbiamo capito come siamo messe, vediamo chi è in vacanza quando, e iniziamo.
Ho anche messo al lavoro l’Omino del Cervello, che se leggete Catrame da un po’ lo sapete che è un po’ il mio Armadillo, a pensare a un nome carino per questo spazio, tra suggestioni letterarie, ispirazioni di donne migranti che scrivono in un francese appreso come lo è il nostro. Mi sa che ne ho uno, ma non ve lo dico ancora perché devo lasciare marinare l’idea e decidere se è proprio lui.
Il malloppo sul lavoro, in 4 punti
Se leggi, scrivi, e guardi cose in inglese senza fatica, ma ti manca uno spazio dove parlare inglese regolarmente e senza pressioni, vieni a The Joy Luck Café, il mio spazio di language coaching di gruppo. Rendiamo il parlare inglese accessibile, leggero, e buena onda, con pratica di public speaking e molto altro. Tutte le info le qui. Ti stanchi meno che negli 1:1, conosci persone pucci, pratichi regolarmente, e impari con piacere.
Se vuoi lavorare in un spazio più intimo da solə con me in un luogo tranquillo dove non devi performare, un po’ di coaching linguistico 1:1 con me potrebbe fare al caso tuo. Se ci stai pensando, contattami pure, senza impegno né pressione di comprare NULLA — la odio su di me, non la farò certo al prossimo. Sarai tu a decidere i tuoi obiettivi, col mio aiuto. Completa questo modulo per dirmi che ti serve, ci troviamo e ti racconto come lavoro, e vediamo come ci sentiamo. 20 minuti per conoscersi: la relazione umana è fondamentale perché tutto funzioni. Qui tutte le le info sul language coaching 1:1. Qui le esperienze di chi ha già lavorato con me, chi meglio di loro per raccontarvi tutto?
Sì, ma perché non lavori a scuola come tutt3, Pa’? Il mio progetto di coaching linguistico è nato perché le scuole di lingue sottopagano e maltrattano chi insegna, mica perché il nomadismo digitale. Ho deciso di cambiare e passare al coaching per avere autonomia decisionale e didattica al 100%, per essere meglio preparata a gestire l’emotività di chi lavora con me, e per non essere più sfruttata. Certezze sempre zero, ma posso fare il mio lavoro in primis come serve davvero a chi mi sceglie, e poi come piace a me, lasciando spazio anche alle clienti per cui scrivo, poche ma buone, e alla mia vita improduttiva di studente, nerd, lettrice, flâneuse, scribacchina, yogina, podcastina wannabe Joe Rogan, ma femmina e pucciosa.
Dove altro mi trovi: su The Mindful Speaker. Fai pratica leggendo in inglese e impari già per i fatti tuoi, che poi è la cosa migliore che puoi fare. Se usi LinkedIn, qui, qui, e qui parlo di come funziona il coaching linguistico. Il mio Instagram personale di cazzeggio multilingue senza filtro, che uso pochino ultimamente, è @migrabonda. Se usi la app di Substack, possiamo seguirci anche su Notes che è ormai il mio spazio social principale. Le mie interviste su lingue e viaggio da sola in inglese, francese e italiano sono qui.
Addestriamo gli algoritmi
Oggi, oltre che nello spazio viaggiamo nel tempo: andiamo nel Brasile degli anni 70, con un gruppo che nemmeno mi ricordo come ho scoperto, ma che mi piace sempre molto.
Qui la loro pagina su Wikipedia: con l’estate, direi che un gruppo di Salvador de Bahia è adatto alle temperature attuali :)
A presto 🧿🪬
Un abbraccio,
Pao

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