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Dritti ai Diritti · Sep 14, 2025

15 domande (e risposte) sulle coppie di fatto

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Cathy La Torre · Dritti ai Diritti

Proviamo a fare ancora più chiarezza sulle COPPIE DI FATTO in 15 domande.

1. Cos’è una coppia di fatto?

È una relazione affettiva tra due persone maggiorenni che stanno insieme stabilmente. Possono essere dello stesso sesso o di sesso diverso. Non devono essere sposati, né legati da parentela, né da unione civile.

Il riferimento normativo è La legge Cirinnà (n. 76/2016).

2. Come si formalizza una convivenza di fatto?

Prima cosa: andare all’anagrafe del Comune dove si risiede insieme e fare una dichiarazione congiunta. Si compila un modulo in cui si dichiara che si convive stabilmente. Dalla registrazione dipendono una serie di diritti come quello di assistere il o la partner in ospedale nel caso di ricovero.

3. Che diritti riconosce la legge?

Chi è registrato in Comune come convivente di fatto ha diritto a:

• visitare il partner in ospedale o in carcere

• ricevere informazioni sanitarie

• essere designato per decisioni mediche, donazione di organi e celebrazioni funerarie

• subentrare nel contratto di affitto se il partner muore

• rimanere nella casa di proprietà del partner defunto per almeno 2 anni (o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni). Il termine minimo sale a 3 anni in presenza di figli minori o disabili.

• ottenere il risarcimento del danno se il partner muore (per esempio in un incidente stradale).

E tutto il resto?

Per il resto serve un ACCORDO DI CONVIVENZA (ne parlo più avanti).

4. Ci sono anche dei doveri?

Sì, ma sono più “morali” che giuridici: si parla di assistenza reciproca. Nessun obbligo di fedeltà o mantenimento economico, a meno che non venga stabilito in un contratto di convivenza (cioè a meno che la coppia non lo decida esplicitamente).

Solo nel caso in cui l’ex convivente versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento, il giudice può stabilire il diritto dello stesso di ricevere dall'altro convivente gli alimenti.

5. Quali sono le differenze con il matrimonio e l’unione civile?

• Il matrimonio è aperto solo alle coppie eterosessuali e comporta molti più diritti e doveri (successione e reversibilità della pensione)

• L’unione civile, è riservata SOLO alle coppie dello stesso sesso ed è simile al matrimonio.

• La convivenza di fatto è diversa: prevede molti meno diritti rispetto al matrimonio e all’unione civile; pertanto, per vedersi riconosciuti diritti ulteriori bisogna fare delle cose attivamente (registrazione convivenza, accordo di convivenza)

6. Che documenti servono per dichiarare la convivenza in Comune?

• Documento d’identità di entrambi

• Modulo di autocertificazione firmato

• Se possibile, una prova di coabitazione (es. contratto d’affitto)

7. Cosa è e come si fa un contratto di convivenza?

È un contratto in cui la coppia decide lati importanti del rapporto, ad esempio:

  • Come fare se ci si lascia e si ha una casa in comune.

  • In che modo e in quale proporzione ciascuno partecipa alle spese familiari comuni.

  • Prevedere le modalità di affidamento dei figli minori nel caso in cui la coppia si lasci, con il limite di garantire sempre il migliore interesse dei minori.

  • In sostanza in un accordo di convivenza si può mettere tutto quello che la coppia vuole (non si può mettere tutto quello che si vuole)

Per fare un contratto di convivenza è necessario l’intervento di un avvocato o di un notaio.

(Nel nostro Studio esiste un servizio riservato alle coppie di fatto; potete chiedere un preventivo a info@wslegal.it)

8. Una coppia di fatto può adottare un bambino?

No, le coppie di fatto non possono accedere all’adozione di un minore in stato di abbandono. In Italia infatti, salvo casi particolari, l’adozione è consentita solo alle coppie sposate da almeno tre anni o, se sposate da meno, a quelle che abbiano convissuto complessivamente per almeno tre anni.

Di recente, tuttavia, si precisa che la Corte costituzionale ha aperto alle adozioni internazionali per le persone single (ovvero, nè sposate né unite civilmente).

9. Chi convive ha diritto alla pensione di reversibilità?

Di base no.

Solo i coniugi e i partner delle unioni civili possono riceverla.

10. Come funziona l’eredità?

In caso di convivenza, non è prevista una successione automatica: il convivente non eredita nulla se non è stato nominato erede (o legatario) in un testamento. Anche in presenza di testamento, il convivente non ha diritto alla quota di legittima, riservata per legge a figli, coniuge e genitori.

11. Cosa succede alla casa in caso di separazione o morte?

Se l’abitazione è in affitto, il convivente può subentrare nel contratto intestato al partner defunto.

Se è di proprietà del partner defunto, può restarci per almeno 2 anni o per un periodo pari alla durata della convivenza, se superiore ai due anni e comunque oltre i 5 anni, ma non diventa proprietario.

12. I figli nati da coppie di fatto hanno gli stessi diritti degli altri?

Sì. La legge è chiarissima: nessuna differenza tra figli nati da persone sposate, conviventi o da genitori non legati da nessun vincolo. (art. 315-bis Codice Civile)

13. Se il partner si ammala, posso assisterlo?

Sì. Hai il diritto di:

• visitarlo in ospedale

• ricevere informazioni mediche

• essere nominato rappresentante per le decisioni in materia di salute e quelle concernenti la donazione di organi e le celebrazioni funerarie.

Tutti questi diritti derivano dalla registrazione come conviventi.

14. Come si “scioglie” una convivenza di fatto?

Con una semplice dichiarazione all’anagrafe da parte di uno o di entrambi. Nessun giudice, nessun processo.

Se ci sono figli minori o maggiorenni economicamente autosufficienti, va regolato l’affido con un accordo o davanti al Tribunale.

15. Ci sono agevolazioni fiscali per le coppie di fatto?

Poche, e molto limitate. Non è possibile:

• detrarre fiscalmente il partner

• beneficiare della totalità dei vantaggi prima casa (se intestata a uno solo)

• accedere a tutte le agevolazioni per i nuclei familiari

A volte ci sono eccezioni locali, legate a regolamenti regionali o comunali.

In sintesi?

Essere una coppia di fatto oggi in Italia è possibile, ma significa avere diritti parziali.

Dunque serve consapevolezza per tutelarsi facendo 3 semplici cose:

- registrarsi come conviventi

- fare un contratto di convivenza.

- fare testamento

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Read the original on cathylatorre.substack.com

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