Questo è il #109 di Catenaccio - una newsletter che parla di sport, cultura e società.
Cari Catenacciari, buongiorno, buon fine settimana!
È finalmente arrivato il nuovo magazine (n. 7) di Sportellate!
Il numero nasce con l’esigenza di ripercorrere i cambiamenti più significativi nei principali sport.
È innegabile che i cambiamenti, che riguardino semplici modifiche regolamentari o l’introduzione di strumenti tecnologici di supporto, abbiano plasmato il modo di interpretare i vari sport, dando vita anche alla ricerca di determinate caratteristiche nei giocatori.
Questa riflessione ci ha posto nell’ottica del pre e del post cambiamento delle regole: non abbiamo voluto esprimere giudizi di valore sulle regole in sé, ma semplicemente misurare l’impatto che ha avuto sui singoli sport il cambiamento di alcune regole - più o meno complesse che fossero.
Pensate solo a quanto sarebbe strano vedere un portiere raccogliere con le mani un passaggio di piede fatto da un proprio compagno di squadra. Di più, se fosse rimasta intatta quella regola, avremmo avuto una scuola di portieri abili anche a costruire il gioco e non solo a fungere da guardiani della porta?
Per leggere il Magazine #7, non dovete fare altro che associarvi a Sportellate e scaricarlo!
Come al solito, ricordatevi che potete scriverci per fare domande a Matteo, per insultarci, farci i complimenti, criticarci o qualsiasi altra cosa vogliate comunicare a catenaccio.sportellate@gmail.com o su tutti i canali social di sportellate.it
Buona lettura e non dimenticate di condividere Catenaccio con i vostri amici!
La sportellata settimanale di Gabriele Moretti
BEST OF 2024 - GLI ARTICOLI CHE VI (E CI) SONO PIACIUTI DI PIÙ
Normalmente lo si fa appena prima della fine dell’anno, questa volta ci tocca farlo all’inizio, l’importante è non abbandonare la tradizione. Anche questa volta, prima di ripartire per la nuova annata, Catenaccio vi propone gli articoli che avete apprezzato di più tra i tanti Contropiedi pubblicati nel 2024.
5) SAN SEVERO: LA PEGGIORE SQUADRA D’EUROPA?
La scorsa stagione il San Severo Calcio è retrocesso dal girone A di Eccellenza pugliese all’ultimo posto, con 0 punti fatti, 6 gol segnati e 173 gol subiti in 26 partite. Tuttavia, parlando con l’allenatore della squadra, abbiamo capito che dietro questi risultati disastrosi, abbiamo scoperto che si nascondeva una storia interessante e tristemente esemplare della situazione nelle serie minori del calcio italiano.
Una storia di calcio, società e politica internazionale accaduta lo scorso febbraio, quando l’Inter Miami di Messi, Suaréz e Busquets durante la tournée asiatica ha fatto infuriare al contempo i dissidenti di Hong Kong il governo - sia locale che della mainland China - semplicemente non giocando una partita.
3) IL PRIMO SLAM NON SI SCORDA MAI
Ci (o almeno mi) sembra sia passata una vita, ma non è trascorso nemmeno un anno da quando Jannik Sinner raggiungeva un traguardo fino a poco tempo fa semplicemente impensabile per il tennis italiano. Marco Bellinazzo e Nic Balossi ne hanno cantato le gesta per Catenaccio, ripercorrendo il percorso partito con le Next Gen Finals di Milano.
2) CAMPIONI SI NASCE O SI DIVENTA?
Quante volte ci siamo chiesti se qualcuno è portato o meno per lo sport, almeno ad altissimo livello? Se il suo essere campione dipende esclusivamente dall’allenamento, dalla mentalità, dall’ambiente in cui è cresciuto o se c’è qualcosa di innato? In questo articolo abbiamo provato a rispondere nel modo più esaustivo e scientificamente corretto possibile
1) I COMBATTIMENTI TRA MUCCHE SONO UNA COSA SERIA
Da oltre due secoli (ma forse molto di più) ogni anno nelle valli delle Alpi occidentali si organizzano le battailes des reines, una serie di combattimenti tra vacche che si svolgono tra la primavera e l’autunno, soprattutto in Val d’Aosta. Se a una prima lettura sembra qualcosa su cui si può soltanto ridere, vedere le batailles dal vivo è un’esperienza memorabile, tanto divertente quanto emozionante (e seria!).
Sport e numerologia con Alessandro Ginelli
2 - Come le partite che sono servite a Sergio Conceicao per entrare nella leggenda di una squadra storica come l’AC Milan in qualità di allenatore a cui sono servite meno partite per sollevare un trofeo. In 2 partite Conceicao si è preso tutto: scalpo della Juve, vittoria nel derby e trofeo con sigaro in coda al thriller. Non male come inizio.
2007 - L’anno di nascita di Luke Littler, fresco nuovo Campione del Mondo di freccette al termine di uno degli appuntamenti più attesi delle Feste: il Mondiale di Professional Darts Championship in scena all’Alexandra Palace di Londra. Littler ha confermato di essere un autentico fenomeno al termine di un torneo spettacolare, di cui nessuno in Italia ha voluto acquistare i diritti in una scelta onestamente semi-incomprensibile.
5,4 - Il distacco finale tra i primi tre della classifica generale del Torneo dei Quattro Trampolini, altra grande attrazione del periodo delle festività. Nell’edizione 2025 è stato monopolio austriaco con Daniel Tschofenig che ha preceduto Jan Horl e Stefan Kraft, scioltosi proprio sull’ultimo salto dopo aver condotto da favorito la maggior parte della manifestazione.
3 - I gol segnati da Viktor Gyokeres nella prima stagionale del suo Sporting Lisbona, come a volerci ricordare che gli anni cambiano, ma le abitudini no. Nella seconda partita del 2025 lo svedese si è anche preso il lusso di segnare il gol partita che ha deciso la sfida con il Porto. Decisamente pronto per altri palcoscenici, lo aspettiamo.
40 - Gli anni di LeBron James, compiuti il 28 dicembre. Ecco, poi però in settimana ha stampato una schiacciata con cambio mano in aria, che i ragazzini di 18 vedono con il binocolo. Ecco perché The Chosen One passa veramente una volta ogni tanto. Video consigliatissimo.
Matteo Orlandi ha 5 opinioni su tutto
La Juventus di Thiago Motta sembra un adolescente alle prese con l’altro sesso per la prima volta. Tanta teoria (troppa?), tanta voglia di fare, tanto entusiasmo. Manca peró tutto il resto. Esperienza, autoconsapevolezza, capacità di improvvisare quando richiesto. La Juve pensa di suonare il suo spartito ma in realtà è ancora afona. La squadra mon riesce ancora ad imparare a camminare e nulla sta davvero funzionando. Agli errori e alla cocciutaggine di Motta si aggiunge una rosa mal costruita da un direttore sportivo verosimilmente bendato, resa ancora più squilbrata da infortuni pesanti. Oggi i bianconeri si approcciano ad un derby contro il Torino che mostra le ennesima lacune di una rosa asimmetrica, con tanti centrocampisti, un attaccante, due difensori centrali, due portieri titolari, nessun terzino destro se non Savona, inventato da Motta stesso. Confusione vera. Cinque riflessioni sulla Juventus 2024-25.
Ceci n’est pas Milik
Rispetto alla sua famosa opera Maigritte disse: “Chi oserebbe pretendere che l'immagine di una pipa è una pipa? Chi potrebbe fumare la pipa del mio quadro? Nessuno. Quindi, non è una pipa? Allora chi potrebbe pretendere che Milik sia oggi un attaccante? Esiste ancora? Qualcuno lo ha recentemente visto giocare a calcio? Calciare un pallone? Anche soltanto camminare? Respirare? Tutto tace e nulla si muove. Questo non è Milik. Come si è potuto credere potesse essere l’attaccante di riserva della Juventus?
L’uomo DiGre non lotta contro il male
Di Gregorio veniva da due belle stagioni a Monza, ma pensare potesse prendere l’eredità pesantissima di Szczęsny sembrava effettivamente un’idea ardita. Il tempo lo sta dimostrando in modo impietoso. Di Gregorio è un portiere limitato, fisicamente non molto dotato, timoroso nelle uscite e non a suo agio con palla tra i piedi. Lo stemma pesa e le strisce bianconere non sono solo colori su una maglietta di tela. La Juventus doveva trovare un nuovo portiere, ma doveva trovare di meglio. Pagare Szczęsny per andare via e per poi inoltre spendere circa 25 milioni di Di Gregorio è un disastro difficile da comprendere.
E dove lo metto?
Thiago Motta sta cercando di replicare passo dopo passo tutti i meccanismi del suo magico Bologna, come uno chef alle prime armi che prova a copiare una ricetta. Gli ingredienti peró sono diversi e il piatto non è al momento molto buono. Al netto dello stato di partenza delle cose (ad esempio, Locatelli non vale Freuler), la spesa è stata fatta male e le responsabilita sono anche del mister. In Koopmeiners Thiago Motta vedeva un giocatore capace di rompere le linee e assaltare l’area avversaria, un Ferguson potenziato e muscolarizzato. Nulla di più diverso. Koopmeiners è un giocatore cerebrale, lento, capace di rendere al meglio solo dentro sistemi ipercodificati. Metterlo dietro le punte in una squadra così povera di qualità nella speranza di vederlo trasformare in Ozil, è una mossa difficilmente comprensibile di Motta. La Juve è caduta nella trappola gasperiniana, acquistando un centrocampista essenzialmente di rottura e di pensiero (in Olanda faceva anche il centrale di difesa), pensando di acquistare un trequartista goleador. C’è tempo per rimediare, ma come dicono i saggi “presto che è tardi!”
La stella al centro
Se Yildiz vuol dire stella in turco un motivo ci sarà. No? Anche in un contesto di gioco a tratti incomprensibile, Yildiz funziona e ruba sempre l’occhio. Schierato largo da Motta in una zona di campo non sua e costretto a corse chilometriche sulla fascia come un Politano qualsiasi, il turco sta crescendo partita dopo partita e allora la domanda sorge sempre spontanea. Perché non vederlo al centro, libero da compiti difensivi, in quella porzione di campo abusivamente occupata da Koopmeiners, che dovrebbe invece essere sua di diritto?
Con calma
Se Thiago Motta merita una serie di oggettive attenuanti legate soprattutto all’esperienza e agli infortuni, chi meriterebbe ad oggi un licenziamento in tronco per giusta causa è Cristiano Giuntoli, che a Torino fin qui ha sbagliato di fatto qualsiasi cosa. La dice lunga il fatto che l’unica mossa indovinata è accaduta per sbaglio, ovvero l’arrivo di Kalulu low cost dopo la trattativa saltata per Todibo. Poi solo disastri: gli acquisti di Djaló e Alcaraz lo scorso anno, a gennaio, con la squadra a un punto dall’Inter sono da ritiro del patentino. Spendere un centinaio di milioni nell’ultima settimana di mercato per completare la rosa il 30 agosto a campionati iniziati è, in parole povere, una mossa da asino. I soldi c’erano e sono stati spesi nel modo peggiore, a fine mercato, con l’acqua alla gola e senza tempo all’allenatore di costruire la squadra. In queste settimane peró il delitto più grave. Il crociato di Bremer è tristemente saltato il 2 ottobre. Quello di Cabal il 12 novembre. Con una difesa all’osso, in circa tre mesi di tempo, la Juventus non è ancora in grado di fornire almeno un difensore centrale al suo allenatore, con il mercato ormai aperto da quasi due settimane. Con calma, senza fretta. Onestamente inaccettabile.
I momenti più imbarazzanti della settimana secondo Leonardo Salvato.
Buon anno a tutti i lettori di Catenaccio da parte di "La qualità ci ha rotto il c***o"!
Quanto vi sono mancate, durante questa pausa natalizia che ci siamo presi, le prodezze dei nostri improbabili eroi al contrario? In cuor nostro speriamo tanto, ma se anche la risposta fosse "poco perché pensavo a fare schifo a tavola con i parenti durante le feste", a noi andrebbe bene così. Anzi, spero abbiate fatto del vostro meglio. Di certo però non avrete fatto schifo quanto Kaua Santos, che ha dato il via alla goleada del Magonza contro il suo Eintracht Francoforte con uno degli autogol più strani che siano mai capitati persino su questi schermi.
Come si è soliti dire nella giornata del 31 dicembre (quantomeno dalle mie parti), "Buona fine e buon principio", a indicare il passaggio di consegne quantomeno simbolico esistente tra il giorno di San Silvestro e quello di Capodanno. Se per la Fiorentina la fine del 2024 non era stata incoraggiante, con un dicembre che ha regalato due sconfitte e il pareggio in extremis contro la Juventus, l'inizio del 2025 è stato persino peggiore. Non bastava infatti per il pesante passivo casalingo subito dalla capolista Napoli, e neppure il terribile inizio di avventura di Moreno in Serie A, che di fatto spiana la strada ai partenopei: ai toscani è toccata persino una delle esultanze più brutte degli ultimi dieci anni di Serie A (arrivata, va detto, dopo un gol bellissimo).
Chi lo ha detto però che il 2025, per quanto iniziato male, debba per forza partire con l'ignominia del fallimento? Meno di 24 ore dopo la performance di Moreno, ecco che il 2025 già può entrare nella storia: a scriverla Morten Thorsby, che a Lecce con il suo Genoa fallisce un gol che probabilmente entrerà negli annali come il più clamoroso di sempre. La sua conclusione, secondo il modello degli Expected Goal, vale 0,98 xG: ovvero, in condizioni identiche, quel tiro si tramuta in rete 98 volte su 100. E proprio a Thorsby capita la volta in cui finisce sui legni... certo, però ha fatto la storia, vuoi mettere?
Cose da leggere, guardare e acoltare suggerite da Lorenzo Lari
Sergio Conceicao ha ribaltato il Milan, di Antonio Belloni [ARTICOLO]
In appena una settimana Sergio Conceicao è entrato nel cuore del popolo rossonero. L'ha fatto esordendo sulla panchina del Milan con due vittorie consecutive contro Juventus e Inter ed il contestuale trionfo in Supercoppa Italiana. In questo articolo uscito sui nostri canali, un ottimo Antonio Belloni ci racconta di come già si può notare la mano dell'allenatore portoghese. Soprattutto a livello di gestione delle risorse umane.Stephen Curry: underrated [DOCUMENTARIO]
"Far below NBA standard in regard to explosiveness and athleticism... He's not a great finisher around the basket. He needs to considerably improve as a ball handler. Stephen must develop as a point guard to make it in the league". Esordisce così, leggendo le parti salienti di uno scouting report a lui dedicato pre draft 2008, il bel documentario dedicato a Stephen Curry disponibile oggi su Apple TV. Un'ora tre quarti che vi volerà via tra immagini di repertorio, highlights con protagonista il fuoriclasse dei Warriors ai tempi della NCAA, vecchie interviste e testimonianze inedite.Intermezzo, di Sally Rooney [LIBRO]
Dopo la lettura di "Intermezzo", l'ultima fatica di Sally Rooney, mi sento pure io costretto a salire sul carro della giovane scrittrice irlandese (sì, i precedenti "Persone Normali" e "Parlarne tra Amici" non mi avevano fatto impazzire). "Intermezzo" è un romanzo che parla della vita di tutti i giorni, indagando l'animo umano in tutte le sue sfaccettature e complessità, con delicatezza ed intelligenza. Una storia semplice che però di semplice non ha nulla ed in cui sono racchiuse tante diverse emozioni.
La foto più bella della settimana secondo la redazione di Catenaccio
Alula, Arabia Saudita - 8 gennaio 2025
Henk Lategan e Brett Cummings durante la quarta tappa della Dakar 2025.
(Christophe Ena / AP)

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