Non so se lo sapete ma c’è una Ceuta anche per i boschi.
Lo so, è lungo, ma chi viene qui sa che deve leggere.
Non so se l’avete notato, ma me ne sono accorto e me ne accorgo io che sono nessuno.
Se ne accorgono anche tutti quelli che sono nella comunità scientifica e che usano i social come mezzo per condividere conoscenza e che invece, si ritrovano giornalmente ad esser subissati da ignoranza.
Da ormai due anni, lo ripeto spesso, gli algoritmi pompano contenuti che monetizzano l’ignoranza. Il “rage baiting”, quel neologismo che è stata nominata parola dell'anno 2025 dall'Oxford English Dictionary, è entrato ormai come fonte di reddito per chi utilizza i social (in malafede).
E’ il motivo, sappiatelo, per cui tolgo molto spesso la possibilità di commentare, spesso all’inizio di flame generati da cretini siderali o direttamente dai BOT, se poi mi chiudono, fa nulla. Non ho bisogno di Facebook per esser realizzato.
Però, per darvi un’idea di quello che ormai stanno facendo gli algoritmi, e quello che fa la disinformazione, vi volevo raccontare quello che è scritto nel rapporto "A Summer of Extreme Lies: Heatwave and Wildfire Climate Disinformation in 2026", pubblicato il 24 luglio 2026 dalla coalizione Climate Action Against Disinformation (CAAD).
In italiano è "Un'estate di bugie estreme: disinformazione climatica su ondate di calore e incendi nel 2026”.
Tanto per cominciare basterebbe vedere la risposta americana al fumo degli incendi. La parola d’ordine è stata (da capo in giù): incolpate il Canada, poi usate retorica violenta contro i canadesi.
La stessa retorica che viene utilizzata contro manifestanti e difensori del territorio negli ultimi anni, come quegli gli appelli alla violenza individuale che ormai sono diventati letteralmente una costante sotto i post dove si parla di questo tema.
Come quello che succede da noi dove tutta la narrazione della destra e in particolare dei quotidiani di un noto imprenditore (peraltro deputato della Repubblica) indicano come causa principe del caldo, tutta la politica green e i suoi adepti. In pratica non è il petrolio che li fa soffrire ma dei ragazzetti che manifestano.
Ora, fateci caso. Pensate solo agli incendi.
Tutte queste risposte si basano su narrazioni di disinformazione climatica che presuppongono che i paesi trascurino la gestione delle foreste e debbano essere ritenuti responsabili delle conseguenze degli incendi boschivi.
Come se fosse un’altra Ceuta ma riferita ai boschi.
Chiaramente i proprietari delle piattaforme social (due, ormai in oligarchia) difficilmente correggono o moderano i contenuti. Figuriamoci. Ormai la fogna è aperta, il ventilatore sulla merda non ha più freni.
E se le grandi aziende tecnologiche restano a guardare, i responsabili politici hanno iniziato ad agire, inserendo la disinformazione sul clima all’avverarsi di eventi meteorologici estremi, con tanto di molestie nei confronti degli scienziati.
Il rapporto analizza come le ondate di calore e gli incendi boschivi dell'estate 2026 siano stati accompagnati da una massiccia diffusione di disinformazione climatica sui social media. Secondo gli autori, i principali schemi di disinformazione erano stati previsti già prima dell'estate, ma le piattaforme digitali non hanno adottato misure efficaci per limitarne la diffusione.
Lo studio mostra che, nonostante le crescenti prove scientifiche che collegano il cambiamento climatico all'aumento della frequenza e dell'intensità degli eventi estremi, online continuano a riemergere gli stessi messaggi ricorrenti.
Tra le narrazioni più diffuse figurano:
- negazione del ruolo del cambiamento climatico negli incendi e nelle ondate di calore;
- attribuzione degli incendi esclusivamente a piromani o cattiva gestione forestale;
- accuse ai governi di privilegiare le politiche climatiche invece della prevenzione degli incendi;
- descrizione delle ondate di calore come semplice "allarmismo mediatico";
- teorie del complotto sulla geoingegneria e sulla manipolazione del meteo;
- attacchi alle energie rinnovabili e alle politiche di decarbonizzazione.
Insomma. Cagate.
Ora, lasciamo perdere quello che succede negli USA, dove ormai siamo di fronte a paradossi di onnipotenza di uno che non è in grado di gestire una piscina con le alghe.
Per l'Europa, il rapporto documenta campagne coordinate che presentavano i condizionatori d'aria come vittime delle politiche climatiche europee, ignorando il fatto che proprio il riscaldamento globale sta aumentando il fabbisogno di raffrescamento. In Portogallo e Spagna sono risultate particolarmente diffuse accuse di "catastrofismo", negazione dei rischi sanitari delle ondate di calore e teorie complottiste sulla manipolazione del clima.
L'analisi, basata su dati raccolti con la piattaforma Brandwatch, mostra che queste narrazioni raggiungono milioni di utenti e tendono a intensificarsi proprio durante gli eventi estremi. Gli autori concludono che il problema non deriva solo dalla polarizzazione politica, ma anche dal funzionamento degli algoritmi dei social media, che amplificano contenuti sensazionalistici e fuorvianti.
Quindi, lo ripeto, se vedete che tolgo i commenti è perché qualcuno vuole accendere micce che a casa mia, non si accendono. Anzi, in genere il piromane che dopo aver acceso l’incendio mi viene a cagare sul pavimento di casa, io lo caccio.
E se chiosate di democrazia, con questi temi, forse è il caso che torniate a studiare.
Le foto che vedete sono l’outlook della temperatura per i prossimi tre mesi del WMO, la mappa delle concentrazioni di c02 di oggi con gli incendi attivi, la mappa della desertificazione europea e il mostro in formazione nel Pacifico (e sarà davvero dura poi).
Ah, dimenticavo: quando incontrate un cretino, come inizia a parlare di scie e cagate varie, ditegli cose a caso. Quando vi chiederà: “ma mi stai prendendo per il culo?” voi rispondete: “si ma hai iniziato tu…”.
fonte:
https://caad.info/analysis/reports/summer-of-extreme-lies/
https://wmo.int/resources/publication-series/global-seasonal-climate-update/gscu-aso2026
https://preview.mailerlite.io/emails/webview/1060151/194340353444153054
https://www.sciencedaily.com/releases/2026/08/260801093239.htm
https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/handle/JRC146546
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