Succedono cose strane in questi tempi.
Ad esempio, che non ci sia un ministro alla ricorrenza della peggior strage terroristica del paese o che si chiudano le frontiere per qualcosa che non riguarda i nostri confini. O la discussione alla camera di ieri dove un deputato, in un eloquio che definirei “orribile” (ma non rende giustizia al termine), ha affermato tranquillamente il falso.
D’altronde, con l’uomo più potente della terra che continua a mentire tenendoci ostaggi delle sue teorie, il mondo intero sembra essersi ormai rivoltato in un “downside up”, come nelle migliori serie televisive di fantasia, dove ormai, il mondo vero sembra essere quello sottosopra.
“Stranger things”. Strane cose in effetti.
Una me ne è successa l’altro giorno, robetta eh.
A piazza Crispi, qui a vitercio, la città dove dormo. Stavo andando a prendere un gelato con mia moglie, parcheggiato nei posti appositi come quelli bravi, disco orario messo, camminata verso il sottopasso.
Un signore con la barba, di fronte a me, sul muretto che sporge sulla ferrovia, scarta un gelato e butta l’involucro di plastica oltre la staccionata, verso il buco sottostante, in cui passa la ferrovia.
Lo vedo.
Senza dire nulla, gli passo a fianco, raccolgo la plastica dell’involucro e la butto nel cestino a 4 metri di distanza, leggermente indietro da dove venivo. Lui mi guarda e mi dice: “allora raccolga anche tutto il resto che c’è qui”. Non rispondo, gli ripasso di fronte e improvvisamente esplode.
Mi dice, urlando: “lei mi sto insultando, lei non si deve permettere, non può prendersi queste libertà, io non mi faccio insultare da lei!”
Gli rispondo: “ho solo raccolto e buttato la sua plastica”.
Impazzisce. Non so il motivo, magari si è sentito colto sul fatto, magari si è sentito umiliato, sta di fatto che continua, una serie di parole, di frasi, mia moglie che mi tira, e lui che a un certo punto dice, ad alta voce, urlando verso altra gente che passava: “non mi faccio insultare a 70 anni da questa testa di cazzo!”.
E niente.
Mia moglie ha capito immediatamente! Mi è venuta sotto a dirmi: “ti prego, andiamo, fallo per me”.
Ho fatto silenzio.
Sono andato via.
Ci ripensavo. Ci ho ripensato oggi. E’ strano. La reazione smisurata, intendo. Ci ho ripensato perché sto guardando il video della discussione alla camera e non ho mai visto nulla di più brutale, di così violento.
E con così tante bugie.
E siccome le bugie arrivano da quelli che invece non le dovrebbero dire, ho fatto un paragone con quello che sta accadendo a livello climatico, con quello che leggo ogni giorno.
Ad esempio, guardavo la grandezza di questo super El Niño in arrivo. Sta diventando sempre più evidente. Per comprenderlo, dobbiamo guardare non solo alla temperatura oceanica superficiale, ma al cambiamento nello strato di miscelazione fino ai primi 200 metri di profondità...
Nell’ultimo mese, nell’Oceano Pacifico lungo l’equatore su un’area di 10.000 km di mare, le temperature a 200 m di profondità hanno superato la norma di 4-6 °C! Questa massa d’acqua si sta espandendo progressivamente e trasporta una quantità di energia smisurata. Questo significa che l’El Niño sarà sia molto violento sia più lungo del previsto! Sembra che manterrà la sua energia anche nei primi mesi del 2027...
Nessuno ci dice nulla. Nessuno ne parla. Abbiamo cose molto più gravi, tipo chiudere le frontiere, una legge elettorale, le armi.
Ora, mi sono chiesto: quelli che parlavano ieri, con quell’energia utilizzata per raccontando bugie assurde, hanno contezza dell’energia che c’è in gioco? Mi chiedevo: qualcuno di questi signori ha mai pensato di proporre idee all’intero paese, in funzione di quello che sta accadendo e di quello che accadrà? Mi son chiesto se qualcuno di loro ha mai pensato, che so, di destinare fondi a impianti di desalinizzazione, se ha mai pensato a depavimentare le isole di calore, se ha mai pensato di creare corridoi d’ombra per i cittadini, a creare leggi per proteggere gli edifici più sensibili come le scuole, gli ospedali, gli ospizi.
A me ad esempio è bastato andare al cimitero della città in cui dormo. O mi basta, come ogni volta che scrivo di clima, andare a vedere i profili di quelli che vengono, leggono e ridono. Si, lo ammetto. Li vado a vedere i loro profili. Per capire chi sono. Hanno figli. Spesso nipoti. Sono tutti accomunati dallo stesso identico campionario di cazzi propri.
E niente.
Ho ripensato a quel signore. Alla sua furia.
Ho ripensato alla discussione alla camera.
E mi sono detto: ma tutta questa rabbia per cosa? Eppure stanno tutti bene. Sopravvivono, hanno cose. Non manca nulla.
E cosa succederà quando dovranno, anzi, dovremo rinunciare a cose che riteniamo diritti acquisiti, come il cibo, l’acqua corrente, la sicurezza, la libertà di movimento.
E se dovessimo davvero affrontare una crisi che questi signori continuano a negare? Come reagiremo? Cosa faremo?
Visto che non c’è nessuno che parli di impatti, nessuno, io ci penso.
Senza alcuna ansia.
Ma ci penso.
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