RSS Amplifier

Immersioni · Feb 1, 2026

L'energia delle idee quando nascono

0
Sign in to vote or save

This page did not load. You can still read it on the original site — the toolbar below keeps your place in the directory.

Misticanza di cose di lavoro.

Ciao, sono Chiara Gandolfi: verbal designer e voice actress. Con l’iscrizione a Immersioni hai vinto anche Misticanza di cose di lavoro che è questa newsletter mensile qui in cui dico quello che sto facendo. È la sorella anarchica di Immersioni, la secchioncella che parla dell’universo. Non si toccano mai come in Ladyhawke, ma sono il mio giorno e la mia notte.


Quando è stata l’ultima volta che un’idea è venuta a friccicarti il cervello? Te la ricordi quella sensazione di quando le possibilità si espandono, quando il potenziale pulsa e vuole uscire? A volte è l’idea per un progetto creativo, un evento o un incontro, altre volte una ricetta o un trasferimento in un’altra città; le idee sono entusiasmanti perché si portano dietro la promessa di qualcosa di nuovo.

Eppure l’energia delle idee appena nate può essere volubile. L’eccitazione può trasformarsi in ansia, la vitalità può sgonfiarsi nel confronto e l’azione può bloccarsi nel dubbio delle incognite. È una tensione che si snocciola tra la nostra capacità di pensare e generare e l’eccesso di pensiero. L’overthinking assume molte forme: preoccupazione, rimuginio, indecisione, invidia, immobilità. Può portarci a immaginare lo scenario peggiore alla fine del percorso prima ancora di aver fatto un solo passo. Forse perché è nella nostra natura risolvere problemi, cercare comprensione, prepararci. Aristotele in apertura della Metafisica dice:

Tutti gli esseri umani desiderano per natura conoscere.

Vogliamo sapere se un’idea è quella giusta, se una decisione ci porterà verso il percorso corretto. Vogliamo certezza, garanzie, rassicurazioni e la mente gira a vuoto finché non le trova. Il problema è che ci sono risposte che non possiamo ottenere pensando soltanto: dobbiamo fare esperienza per sapere di più. Dobbiamo iniziare a scrivere il libro perché il libro si riveli, organizzare il primo evento, esplorare una nuova città, lasciare la vecchia vita per poterne abbracciare una nuova, separarci, iniziare quel corso. Rimuginare non è una pratica che mi appartiene ma mi è capitato a volte di sapere quale fosse il prossimo passo da fare e convincermi di aver bisogno di più tempo, di più chiarezza, quando in realtà dovevo solo mettermi in moto.

Quello che per me è stato più utile è notare davvero la differenza tra pensare e iper-pensare (che è un po’ la stessa distanza che c’è tra occuparsi e preoccuparsi). Il secondo porta con sé inquietudini, proiezioni e inerzia. Il primo, se fatto con intenzione, può aiutarci a imparare. Tipo, a volte rivivere una conversazione, tra imbarazzo e riflessione su ciò che avrei potuto dire diversamente, può far parte dell’apprendimento. Lo stesso vale per le idee: concedere loro un po’ più di tempo nel pensiero permette di farle maturare.

Ma ci prendiamo davvero lo spazio per ponderare, osservare da vicino, esplorare? Spesso c’è una pressione ad andare oltre in fretta e, quando attraversiamo le riflessioni di corsa, qualcosa si perde. Restare un po’ più a lungo con le cose aggiunge profondità al nostro paesaggio emotivo. Allo stesso tempo, però, serve ricordarsi di agire: seguire quel friccicorio, provare, vedere se ci piace, prima che la mente ci convinca del contrario.

15 cose sull’overthinking dal mio diario-archivio

Giovedì 12 dicembre 2024 | Perché mi incastro nel chiedermi se qualcosa funzionerà, quando anche lo scenario peggiore è comunque qualcosa che so di poter gestire?

Venerdì 10 gennaio 2025 | Chiedo a S. come sta andando con qualcosa di difficile nella sua vita e lui dice: non posso risolvere il problema oggi quindi che senso ha preoccuparmene oggi?

Martedì 4 marzo 2025 | A volte bisogna mettere una decisione in panchina finché non diventa chiaro ciò che si desidera.

Giovedì 27 marzo 2025 | Nota per me: quando cerco di risolvere un problema, soprattutto se riguarda le motivazioni degli altri, ricorda il rasoio di Occam: privilegia la spiegazione più semplice con il minor numero di ipotesi.

Martedì 15 aprile 2025 | Sentito per caso: «Come quando leghiamo i calzini insieme, mi chiedo se cercare continuamente di tenere tutto insieme non indebolisca la nostra capacità di farlo».

Sabato 31 maggio 2025 | B, cliente freelance mi chiede cosa mi aiuta a non perdermi nella mia testa. Potrei dire cose come camminare, vedere amici, leggere, andare in terapia. Ma in realtà la cosa più utile è accettare che vivo nella mia testa e che anche nei giorni in cui mi sento offuscata dall’incertezza, tutto questo fa parte del lento processo di conoscermi.

Martedì 3 giugno 2025 | L. mi dice: «Se lui ti confonde, forse è perché è confuso».

Giovedì 12 giugno 2025 | A volte penso che sia un vero peccato non poterci vedere come ci vedono gli altri, il nostro sguardo è sempre astratto, distorto, ovattato, come il suono della nostra voce nella testa.

Lunedì 21 luglio 2025 | Pianificare, a volte, è solo una preoccupazione con un calendario.

Domenica 10 agosto 2025 | Non sopporto le persone il cui automatismo è passare in rassegna lo scenario peggiore quando potrebbero fare lo stesso con quello migliore.

Giovedì 11 settembre 2025 | Invece di rimuginare su ferite accidentali, delusioni non intenzionali o errori, ho ricordato a V. di pensare che siamo umani. E che potrà rimediare e andare avanti. E che è ancora tutto possibile.

Domenica 26 ottobre 2025 | Questa cosa è davvero il problema o è solo un problema più facile su cui la mia mente si fissa?

Sabato 8 novembre 2025 | Cose che cerco di ricordare: senso di colpa, vergogna e rimpianto indicano che stiamo vivendo nel passato. Paura, preoccupazione e ansia indicano che stiamo vivendo nel futuro. Chiarezza, accettazione e gioia indicano il presente.

Martedì 2 dicembre 2025 | Forse, invece di cercare certezze farei meglio a cercare chiarezza.

Giovedì 15 gennaio 2026 | Dentro il libro Energy Rising della neuropsicologa Dr. Julia DiGangi ho annotato questa frase: «Sii una cercatrice di informazioni, non di rassicurazioni».

Optit

Io e la matematica siamo sempre state a distanza di sicurezza. E quando mi sono ritrovata a lavorare con modelli, algoritmi dentro la scienza delle decisioni grazie a Optit, non ho potuto bluffare: ho dovuto studiare, fare ordine, accettare che le parole sarebbero servite a reggere una complessità vera. È stata dura ma hey, quante cose ho imparato.

Nel portfolio racconto questo attraversamento un po’ improbabile e molto serio: come si costruisce un’identità verbale quando la materia è tecnica e precisa; come si decide cosa dire, cosa tagliare e quando fermarsi; come il linguaggio si usa per far funzionare i numeri.

Abbiamo affidato a Chiara la scrittura dei testi del nuovo sito di Optit, azienda italiana che si occupa di supporto alle decisioni con la matematica avanzata, l’intelligenza artificiale e il machine learning. Nonostante la materia fosse molto tecnica, Chiara si è mossa con competenza e autonomia. È riuscita a rendere accessibile la complessità senza banalizzarla e ha saputo dosare bene creatività e rigore. Chiara, inoltre, ha contatti con altre professioniste e professionisti di livello che dietro richiesta del cliente può coinvolgere: in questo modo si ha l’opportunità di lavorare con un team già rodato e funzionale.

Giada Rossi, Responsabile comunicazione e marketing di Optit

Frammenti di farò cose

  • [podcast] Sto cercando te. Insieme a Ilaria Liberti, stiamo pensando a un podcast che parli di relazioni e di tutto ciò che ruota intorno alle coppie. Partiremo ogni volta da una storia che attraversa uno di questi temi (o più di uno): la rottura, il restare insieme nonostante, il tradimento, la coppia aperta, scegliersi, restare amici dopo la rottura, la gelosia, invecchiare insieme, le relazioni a distanza, il sesso. Cerchiamo voci. Complessità. Onestà. Se senti che c’è qualcosa che vuoi dire, scrivimi a info@balenalab.com: raccontaci a grandi linee la tua storia. Il resto lo costruiremo insieme.

  • Il vlogmas 2025 è stato un bell’esperimento: ho parlato, partendo da me e dalla mia esperienza, di rottura, coppie, essere single, sesso. Le 4 puntate sono qui. Penso che mi piacerebbe farne un altro ciclo l’anno prossimo.

  • Sto organizzando un mini Storione, workshop sulla scrittura autobiografica a San Benedetto del Tronto in primavera e uno a Parigi in autunno. Intanto la butto lì.

  • Ho avuto l’influenza e la febbre: non mi ricordo quando è stata l’ultima volta che mi sono ammalata così.

  • Vuoi lavorare con me alla tua identità verbale e alla tua comunicazione? È un ottimo momento. Scrivimi (info etc oppure rispondi a questa mail) :)

È tutto da parte mia. Ma se tu vuoi scrivermi qualcosa, un ciao, un quantunque, mandarmi paracetamolo e vitamine, il tuo pensiero ricorrente, raccontarmi di quella volta che la tua storia è finita e meno male, sono qui. Puoi anche pagarmi un caffè. Se no, ci troviamo sul fondale nella prossima Immersione.

Prenditi cura di te,

Chiara

Read on balenalab.substack.com

Comments

Nothing yet. Say the first thing.

    Sign in to join the conversation.