“Silvia, io lo so che chiediamo troppo. Che abbiamo un sacco di esigenze”.
“Pietro, questa è una cazzata”.
Siamo in Umbria, tra le caldissime, bellissime, assolatissime e quasi-tutto-issime colline e stiamo percorrendo un cammino tra i più belli e famosi d’Italia: la Via di San Francesco.
Lo stiamo facendo insieme a dei ragazzi con disabilità. Loro in sedia a ruote, noi a piedi. O in bici, quando la tappa diventa troppo lunga... per noi.
In questi giorni li ho visti adattarsi a tutto. Questa è la giornata media:
Non c’è il bagno per noi? Non riusciamo ad entrare nel bar? Non possiamo salire sul marciapiede? Ops… ora che siamo saliti non c’è la rampa per scendere? Non possiamo farci la doccia al piano e dobbiamo riscendere le scale? C’è un cestino messo proprio al centro del passaggio? Un’auto è parcheggiata sulle strisce?
Sembrano tante domande, tante pretese. Eppure non sono niente (ma un niente che fa incazzare).
Quello che si chiede è che quando si progetta uno spazio - o quando lo si gestisce - ci si ricordi che esistono anche persone che si muovono in modo diverso.
Poi penso a quante cose pretendono le persone quando viaggiano, arrivando a lamentarsi se in un rifugio a 2.500 metri non c’è Starlink, non c’è il bidet, non c’è un millesimato da abbinare al risotto con lo scampo crudo.
L’accessibilità non è un favore. Non è un’attenzione riservata a una minoranza. È un modo di progettare luoghi migliori. Perché una rampa serve a chi è in sedia a ruote, ma anche a chi spinge un passeggino, a chi trascina uno zaino con il trolley, a chi accompagna una persona anziana (o alla persona anziana che si arrangia), o a chi ha una caviglia dolorante. Serve a me, a te, a noi.
Perché una città, un locale, un sentiero, un cammino accessibile, lo è PER TUTTI.
PS: l’esperienza è andata oltre ogni aspettativa e sono tornata a casa con il male alle mascelle dal ridere. Se non ci hai seguito sui social e vuoi saperne di più su questo progetto ti lascio qualche riferimento. Il progetto - l’ideatore (Pietro, appunto) e l’associazione - Il racconto live (IG) - Il nostro reel finale.
Ci abbiamo messo solo due anni, da quando ce l’hanno proposto.
Due anni di: scartabellare elenchi, consultare siti, contattare persone, pianificare, fare gli zaini, partire, camminare (oh, quanto!), prendere appunti, fare foto e video, tornare, scrivere e montare video, ripartire.
Due anni, ed eccolo qua:
Questo tipetto è la nostra ultima guida: Cammini in Italia. 10 itinerari brevi e poco conosciuti. È edito da Editoriale Programma, è pratico e leggerissimo. Ed è pieno zeppo di informazioni.
Il libro si troverà fino al 20 luglio nelle edicole, in abbinamento ai quotidiani: Resto del Carlino (Emilia Romagna), Nazione (Toscana), Giorno (Milano e dintorni), La Stampa (Piemonte). È disponibile (o ordinabile) nelle librerie fisiche e online. Ancora, sarà disponibile negli espositori Editoriale Programma che trovi nei posti più impensabili, come autogrill, tabaccherie, supermercati, centri commerciali...
👉 E su Amazon qui.
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110 chilometri per scendere da Madonna di Campiglio a Trento, giusto per beccare il giorno del patrono della città - San Vigilio, appunto San Vili.
Quasi 3.000 metri di dislivello (la variante bassa ne conta meno) per esplorare un Trentino meno conosciuto, fatto di boschi e prati, chiesette e borghi, castelli e laghi.
5 giorni per riempire gli occhi, conoscere persone, storie ed emozionarci.
Ed è uno dei pochissimi cammini da fare in estate, perché la montagna, il bosco e le quote, da questo punto di vista, sono gentili.
👉Abbiamo scritto una guida con tutte le informazioni per aiutarti a pianificare e percorrere il Cammino di San Vili. La trovi cliccando qui o sull’immagine.
È tutto per questo numero! Grazie per averci letto, ci vediamo il prossimo mese (e prima sul blog e su Instagram).
Buone gite!
Silvia e Davide
❤️
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