Io davvero non so da dove iniziare a raccontare questa cosa perché in fondo non l’ho neanche capita. Ma boh, mi gira in testa da due giorni, quindi le ipotesi sono 2:
capisco il motivo mentre scrivo
lo capite voi e me lo dite!
Interno giorno. Sono a pranzo dai miei nonni a farmi coccolare dopo mesi che non ci vediamo. Mia nonna (85 anni) ha cucinato 7 contorni (e bada che non è un eufemismo per dire che erano tanti, lei ne fa sempre almeno 7) e ci sono le famigerate erbette.
Burrose, pancettate, salate, pepate: squisite.
Io: ma cosa c’è in queste “erbette”? Cioè… che erbe sono?
Nonno (92 anni): è un misto! Bruscandoli, pissacan, rujoi, carletti… tutta roba trovata per campi!
Ora… su quali libri le trovo se di alcuni non so neanche la traduzione in italiano? In che prati si raccolgono? Qual è il periodo migliore per prenderle? Come si fa a non farsi sparare dai proprietari dei campi che ti vedono chino sul loro terreno? Cose pratiche perdio!
Io: nonno, domani andiamo insieme, mi insegni!
Mio nonno si rifiuta di portarmi. Prima mi dice che mi sporco, poi che è faticoso, poi che non ho gli stivali (!!!), e visto che continuo ad insistere (mostrando anche una foto di me con stivali - che ovviamente lui non usa) mi schiaccia con un “non è più stagione“. Non so se sia vero, ma non posso ribattere.
Partita chiusa.
(Se poi ti viene un’idea sul perché non voglia portarmici, puoi rispondere a questa mail o, se leggi da Substack, commentare, ma intanto vado avanti)
Sai cos’è la FOMO? Te la faccio breve, è l'ansia sociale di perdersi esperienze, eventi o informazioni gratificanti vissuti da altri. Solitamente se ne parla in relazione ai social per via delle vite patinate che alcuni influencer mostrano e che ci fanno sentire di non fare-essere-brigare abbastanza con le nostre vite.
Ma a me la FOMO (letteralmente “paura-di-perdersi-qualcosa“) viene al pensiero che tra qualche anno questi sapori non li potrò più gustare, se nessuno mi insegna a procurarmeli. Ed è un pensiero che non riesco a scacciare perché se i saperi, le tradizioni, le storie non si tramandano, sono destinate a scomparire.
E allora ecco, io non demordo. Mi sono appuntata un allarme per il 1° marzo 2027: “tornare alla carica per andare ad erbette”, e intanto mi sono cercata un corso di foraging.
Ma fallo anche tu. Non demordere.
Sì: questo è un appello. Entra in quell’ecomuseo, ce n’è almeno uno in ogni valle e solitamente è dove si annidano storie che rimangono aggrappate con le unghie ai volontari che tengono aperto un paio di giorni a settimana.
Chiedi ai tuoi nonni, ai tuoi zii, ai tuoi genitori di raccontarti la loro vita, presta un’orecchio ai vecchi di paese (che poi finisce che ti invitano per una minestra con verdure, pasta e carne tutto frullato insieme - com’è successo a noi in Piemonte). Scrivi un libro su quello che le persone hanno vissuto (o fallo scrivere da Davide che di lavoro fa proprio il ghostwriter, ed è specializzato in storie di persone e famiglie). Chiedi di imparare, di capire, di vedere.
Sono convinta che ci stiamo perdendo qualcosa perché non abbiamo più gli stivali di gomma, né il tempo di fermarci. Non voglio perderlo. E tu?
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È tutto per questo numero! Grazie per averci letto, ci vediamo il prossimo mese (e
prima sul blog e su Instagram).
Buone gite!
Silvia e Davide
❤️
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