Si dice che si inizia ad apprezzare il tempo quando manca. Che sia il bene più prezioso che abbiamo. Che chi ce l’ha, non lo perde. C’è chi, sul tempo, fonda il proprio business. Il primo nome che mi viene in mente è Moleskine che, sull’organizzazione del tempo in versione cartacea, ci ha costruito un impero. Non so se il motivo per cui adoro i prodotti Moleskine c’entri col fatto che davvero credo che il tempo sia il bene più prezioso che possiedo o se è perché l’ADHD mi impedisce di avere un rapporto sereno con esso. Temo c’entri qualcosa anche il fatto che chi lavora nel reparto creativo e marketing di Moleskine sappia il fatto suo.
Forse il fatto di essere ADHD e libera professionista mi ha inconsciamente attirato verso forme concrete di gestione del tempo: per me il concetto stesso di tempo è talmente impalpabile che per anni mi sono riempita la scrivania – sia digitale che fisica – di corsi, agende di ogni genere e fattezza, calendari da tavolo – e da parete, scrivania, portatili – e post-it per ricordarmi ogni tipo di scadenza. Il panico del tempo che passa senza che me ne accorga mi ha portato ad ambire a una perfetta organizzazione delle mie giornate.
Se il tempo non entrava nel mio cervello, doveva essere il mio cervello a entrare nelle righe e nei riquadri delle agende.
E se anche tu hai un rapporto strano col tempo, be’
Perché, a un certo punto, della produttività non se ne può più
Inutile dire che non ha funzionato, eppure persevero nella messa a punto di un metodo che mi illudo un giorno diventerà IL metodo. Nel mentre, arranco e cerco di far quadrare i conti di ore e giorni che passano troppo in fretta senza che io riesca a combinare tutto quello che avevo in programma di fare. Al punto che mi è venuto un dubbio: il problema è davvero come ottimizzare il tempo? O si tratta prima di capire come usarlo?
Prima il perché e poi il come: eureka! Prima capisco come mai mi trovo perennemente in affanno, e poi lavoro su come non affannarmi più. Potrebbe sembrare banale, ma non lo è affatto. Perché il flusso che si genera nelle menti ADHD quando iniziano a fare cose è incomprensibile per la maggior delle persone neurotipiche.
Dunque, se adesso parlo del tempo dovrò leggermi qualche pagina sul tema nei manuali ADHD. Dove li ho messi? Ah già, sullo scaffale vicino alle candele. Ma stamattina non ho acceso la candela, mannaggia a me. Aspetta che l’accendo. Ah cavoli, è quasi finita, devo ricordarmi di comprarne di nuove. Me lo segno su un post-it ché se no mi dimentico. Dicevamo: i manuali, sezione “gestione del tempo”. Caspita, fammi vedere questo studio a cui fa riferimento! Figo, dovrei farci un articolo. Però aspetta, me lo segno sul file del piano editoriale, sennò ciao.
Nel mentre sono passati 15 minuti e io non ho ancora iniziato a scrivere. Il tutto senza notifiche o altre possibili distrazioni. Direi che la mia testa è più che sufficiente.
Questo per dire che se anche mi segno sull’agenda “2 ore a testa bassa di Atipiche” è probabile che quelle due ore non mi bastino. O che avanzino, perché sono particolarmente ispirata e l’iperfocus fa il suo dovere. Ci vuole flessibilità, ce lo siamo detti più volte su queste pagine. Ma non basta. Serve un minimo di autoanalisi e presa di coscienza. Perché è possibile usare il tempo a nostro vantaggio senza subirlo.
Oltre che di Moleskine, sono una fan accanita delle liste. Faccio liste per tutto, anche per capire come uso (male) il mio tempo. Un po’ come la lista dei buoni e dei cattivi, scrivo da una parte quello che mi fa sprecare tempo e dall’altra quello che me lo fa fruttare. Nell’elenco non metto mai i momenti consapevoli di cazzeggio, perché se decido di stare mezz’ora sui social per decomprimere, quello è tempo ben impiegato. Però, appunto, deve essere una scelta. E, soprattutto, deve essere un cazzeggio con scadenza, perché è un attimo finire nel flusso ADHD.
A fare gli elenchi ho scoperto che molte attività che consideravo mangia-tempo potevano trasformarsi in tesoretti. Come il tempo passato su Vinted, che mi permette di risparmiare soldi ed evitare di andare a fare shopping in negozi non proprio a misura di neurodivergente. O quello passato a interrogare ChatGPT, che mi permette di prendere decisioni veloci e sensate quando sono freezata o non ho tempo di fare una comparativa su quale sia l’aspirapolvere migliore per chi vive con tre allergici in casa. Già che procrastino, almeno lo faccio bene.
Le liste scritte a manina sono il modo migliore per rendersi conto di quanto poco usiamo gli strumenti che abbiamo a disposizione per gestire il tempo, come gli alert, le app per monitare il tempo passato sul telefono (c’è davvero qualcunə che le usa con successo?), i nostri stessi post-it.
A volte mi rendo conto di ignorare la mia stessa agenda perché “tanto so esattamente cosa devo fare”, salvo poi lasciare i pezzi per strada. Insomma, a furia di cercare IL metodo, va a finire che il metodo si mangia tutto il tempo che ho. Non rimane che comprare l’ennesima uscita Moleskine, che mi pare abbia introiettato bene l’essenza ADHD.
🛠️ Tips wow – A proposito di neurodivergenze e tempo
Ps: Moleskine non mi ha pagato per scrivere questo pezzo. In compenso, La Revue Dessinée, anche per questa settimana mi riconosce una piccola percentuale sui pre-ordini di Neurodivergenza e salute mentale, un volume a fumetti che parla di noialtre. Ci troverete anche un po’ di tavole che parlano di gestione del tempo. Fino a sabato 31 gennaio potete preordinarlo qui col codice ATIPICHE0125.
📖 Dizionario divergente
Ogni settimana scegliamo una parola che racconta il mondo Atipiche.
Alessitimia: è la difficoltà a riconoscere, distinguere e dare un nome alle proprie emozioni. Non significa non provare emozioni, ma faticare a capire cosa si sta sentendo e perché, spesso percependo prima segnali fisici (tensione, stanchezza, agitazione) che emotivi. È frequente nelle persone neurodivergenti e può rendere più complessa la comunicazione emotiva con gli altri, soprattutto sotto stress o affaticamento. Ne ha parlato Anna Rita Longo sul suo profilo Facebook.
Grazie per aver letto Atipiche anche oggi, a venerdì prossimo!
Un abbraccio,
Anna

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