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Cartoline da Firenze · Jun 30, 2024

Casa Museo Schlatter

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A sustainable home · Cartoline da Firenze

Ho sempre amato visitare le case museo. Forse perché mi piace sbirciare nelle case degli altri, ma anche perché trovo così poetico raccontare la storia di una famiglia o di un personaggio attraverso la sua quotidianità fatta di arredi, cimeli e oggetti di uso personale mescolati a opere d’arte.

Varcare la soglia di una casa museo è come viaggiare nel tempo, entrando in un fermo immagine in cui tutto si è mantenuto intatto, e il vissuto privato ci racconta non solo la storia personale di chi ha abitato in quel luogo, ma anche usi e costumi di un’altra epoca.

La casa museo di cui vi voglio parlare oggi è una vera chicca poco conosciuta anche dai locali (a breve vi racconto perché).

Casa Museo Schlatter si trova in una villetta liberty al numero 14 di Viale dei Mille, elegante viale alberato nella zona di Campo di Marte, a Firenze. Individuarla non è difficile: a farle da guardia ci sono due maestosi draghi in bronzo che svettano sul tetto e davanti alla porta d’ingresso una fontana che affaccia sul viale. Se avete la fortuna di capitare da queste parti in primavera, potrete inoltre ammirare la fioritura del maestoso glicine che si arrampica sulla facciata.

Il villino risale ai primi del ‘900, quando intorno era tutta campagna, e il giovane Carlo Adolfo Schlatter decise di farci il suo atelier e abitazione. Oggi è Alessandra, la pronipote, ad aprire le porte di casa e a mettere a disposizione del pubblico, attraverso visite e incontri, alcune fra le oltre 360 opere del bisnonno, tra dipinti, sculture, opere grafiche e libri totalmente realizzati a mano.

Un patrimonio artistico e intellettuale rimasto nascosto tra le mura dell’atelier per tantissimo tempo. Carlo Adolfo, infatti, in quanto artista mistico lontano dalle convenzioni sociali, considerava l’arte frutto di illuminazione divina che aiuta l’uomo in un percorso di elevazione spirituale, e si rifiutava di asservirla al mercato o di scambiarla per denaro.

Carlo Adolfo viveva con l’amatissima moglie Emma in semplicità, completamente dedito alla pittura e alla filosofia, alla teosofia e all’arte.

Questa completa mancanza di sue opere nel mercato è una delle ragioni per cui fino a oggi è rimasto praticamente sconosciuto. Tuttora la sua opera è conservata per intero dalla famiglia (tranne qualche rara eccezione), che ne ha rispettato volontà, esplicitata nel suo testamento spirituale, conservato al Gabinetto Vieusseux.

Oggi la dimora è sia una casa museo a lui dedicata, sia un B&B, ma anche un’associazione di promozione sociale che ospita eventi culturali.

Tramite le varie opere visibili durante la visita guidata, si ripercorre parte della storia della famiglia Schlatter, intrecciata con quella d’Italia.
Quello che ho amato di questa casa museo, oltre al grande amore tra Carlo ed Emma e alle vicende della famiglia che traspaiono in molte delle opere esposte, è stato il racconto del legame con il territorio. Un punto di vista più ‘intimo’ rispetto ad altri tipi di musei, che fornisce uno scorcio sulla città tramite chi ci ha vissuto.

Per visitare la casa museo, potete scrivere ad Alessandra: aps.casamuseoschlatter@gmail.com

La visita dura circa 1 ora e mezza e si può fare un’offerta libera o iscriversi all’associazione per la quota base di 10 euro.

Read the original on asustainablehome.substack.com

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