Ciao!
In questo episodio di SPAM, Ilaria ci dimostra quanto in Europa il gap generazionale sia ampio, anche quando si parla di violenza di genere. Giada, invece, ci porta in Cina dove i giovani stanno protestando con una intensità che non si vedeva da decenni. Lorenzo ci parla del mondiale degli africani, non solo di quelli che giocano a pallone però, mentre Francesco e Sara volano nelle Americhe per presentarci due ritratti: il primo è quella della consigliera per la gioventù del governo colombiano, il secondo- molto meno lusinghiero- è quello di uno degli atenei più famosi al mondo, l’Università di Yale.
Iniziamo!
ITALIA ED EUROPA 🇪🇺
Generazione Z inascoltata
Il 25 novembre è stata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. L’Osservatorio indifesa realizzato da Terre des Hommes e OneDay Group, che ha coinvolto più di 10.000 ragazze e ragazzi italiani, ha portato avanti un sondaggio relativo all’opinione della Generazione Z sui temi riguardanti la violenza di genere.
Ciò che è emerso è un vero e proprio atto di accusa al mondo delle generazioni più adulte. Il 74% dei giovani crede che studenti e studentesse vittime di violenza non vengano presi sul serio dagli adulti.
Siamo noi giovani che dobbiamo farci sentire per andarci a prendere il mondo che vogliamo perché nessuno altro sembra volerlo fare per noi. In questo caso i giovani devono diventare protagonisti di un cambiamento che assicuri loro pari opportunità e diritti e crei un ambiente libero dalla violenza e dagli stereotipi.
Per saperne di più puoi leggere il report qui.
Ilaria Sacco
ASIA ⛩
Le proteste in Cina
In Cina, numerose città sono state teatro di proteste contro la politica zero Covid imposta dal governo e molte persone sono scese in piazza con dei fogli A4 bianchi per criticare la censura del partito comunista nei confronti dell’opinione pubblica. Molti hanno colto in queste proteste qualcosa di inedito che in Cina non si vedeva dalle manifestazioni di piazza Tienanmen. Se ti interessa approfondire la cosa, dai un’occhiata qui e qui.
Nelle proteste degli ultimi giorni sono stati soprattutto i giovani a scendere in piazza e a riempire le strade. Costretti a vivere in isolamento, infatti, sono stati coloro che più di tutti hanno subito gli effetti della politica zero Covid, venendo privati delle loro esperienze giovanili e di numerose opportunità lavorative e di istruzione. Sono anche tra coloro che stanno vivendo in maniera più forte gli effetti del rallentamento economico, dal momento che il 19% dei giovani in Cina è attualmente disoccupato. Proprio la loro incertezza sul futuro ha finito per alimentare i disordini. Molti giovani, infatti, hanno deciso di far sentire la propria voce e di occupare le università in segno di protesta, criticando le politiche del governo e reclamando maggiori diritti come la libertà di parola, di espressione, e di associazione.
Se ti interessa sapere di più sulla disoccupazione giovanile in Cina puoi cliccare qui, mentre se vuoi approfondire il coinvolgimento dei giovani nelle proteste clicca qui.
Giada Zagnoni
AFRICA 🦁
Il mondiale dei giovani africani
E’ iniziata finalmente la Coppa del Mondo di calcio 2022, quest’anno tenuta in Qatar. A causa di questo evento, da anni l’emirato si trova al centro di una tempesta di polemiche che non si è placata nemmeno con il fischio del calcio d’inizio della prima partita, il 20 novembre. La scelta del Qatar di fatto ha permesso all’emiro di portare nel deserto uno degli eventi più seguiti al mondo e, con esso, moltissimi lavoratori accorsi da ogni parte del mondo per costruire tutte le infrastrutture necessarie per ospitare un evento di tale portata. Ovviamente, tra i tanti lavoratori immigrati nel Paese arabico risultano anche tantissimi giovani africani. Per farti un’idea di cos’hanno dovuto subire questi giovani per assicurasi una paga misera clicca qui.
Su una nota più lieve invece, l’Africa ha motivo di festeggiare per le performance delle sue squadre nel torneo. Il Senegal si è già qualificato per gli ottavi di finale infatti, così come il Marocco. Un fattore interessante, inoltre, è quello riguardante la media d’età di ogni squadra. La squadra più giovane in assoluto in Qatar è quella ghanese infatti, mentre le altre si trovano tutte nella top 10.
Se sei curioso di saperne di più puoi andare qui e qui.
Lorenzo Vertemati
AMERICA LATINA 🌎
Una giovane per i giovani
Sembra scontato- o almeno dovrebbe esserlo- che all’interno della squadra di un Governo, a occuparsi delle esigenze e degli interessi della parte più giovane della popolazione debba essere una persona giovane. Purtroppo non è sempre così e in Europa lo sappiamo bene. In Colombia, invece, almeno su questo punto, il Governo di Gustavo Petro sembra avere le idee molto chiare. La Consigliera Presidenziale per la Gioventù si chiama Gabriela Posso, ha 26 anni e nessuna intenzione di starsene in disparte.
El País l’ha intervistata. Trovi il suo ritratto qui.
Francesco Tabarrini
STATI UNITI 🍔
"The dark side of Yale"
Il mondo universitario puó essere spietato. Ansia per gli esami, pressioni per non finire fuoricorso, stress per una competizione eccessiva rischiano di creare un ambiente tossico in cui la singola persona diventa valutabile solo in base alla propria prestazione universitaria, al proprio merito. Ma come vengono affrontate le problematiche legate alla propria salute mentale in una delle università piú prestigiose del mondo? Il Washington Post ci racconta la testimonianza di una studentessa di Yale.
«Ti fanno sentire come se fossi la migliore delle migliori, una cosa splendente e luminosa. Ma se qualcosa va storto non vogliono avere nulla a che fare con te».
Puoi leggere la storia di S. e di altri studenti di Yale all'interno di questo link.
(Ci teniamo ad avvertire che puó essere un testo un po' forte ma riteniamo importante condividerlo per mostrare quanto possa essere nociva la retorica del merito).
Sara Varcounig Balbi
SPAM finisce qui per oggi.
Al prossimo episodio! 👋

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