Il primo gennaio è scomparso il professore Livio Poldini, emerito di ecologia vegetale dell'Università degli Studi di Trieste. Il professore da sempre è stato un promotore dell'ambientalismo e assoluto punto di riferimento per le politiche ambientali regionali, ma non solo. Se nella prima parte della sua vita si è dedicato all'approfondimento scientifico, negli ultimi anni si è interessato particolarmente alle politiche di gestione degli ecosistemi e del territorio.
Il suo contributo e supporto scientifico, motivazionale, di visione ecologica è alla base dello sviluppo di innumerevoli realtà locali. Profondo conoscitore dei territori carsici e regionali, ha coordinato la definizione delle aree protette. Tra gli ultimi lavori che ci riguardano direttamente, ha recentemente supervisionato la tesi di laurea di un ragazzo delle Valli del Natisone sulla flora del sito di interesse comunitario, il SIC del Matajur.
Conobbi il professore nel 2012 alla Stazione di Topolò, quando il Movimento FreePlanine promuoveva la raccolta firme per contrastare l'edificabilità dei prati di Tribil Inferiore / Dolenji Tarbij, oggi biotopo naturale.
Da quella occasione proseguì una costante frequentazione, che riprese con una camminata nei castagneti di Dughe. Ricordo presenti il micologo Sergio Costantini, Franco Qualizza, il dott. Roberto Pizzutti, l'arch. Renato e Sabina Marcon ed i dottori forestali Valentino Floreancig e Gabriele Iussig. Con il contributo di quest’ultimo, in quella circostanza si è parlato per la prima volta a Stregna di associazionismo fondiario.
Era un costante frequentatore delle Valli del Natisone, della nostra gastronomia e ospitalità. Non era raro incontrarlo camminare lungo i prati stabili di Cravero e Tribil Inferiore, oppure analizzare la vegetazione dei muretti a secco in diversi ambienti, della quale era molto appassionato.
Ho avuto modo di apprezzare le sue lezioni anche nelle numerose conferenze pubbliche che abbiamo organizzato a Stregna, tra le quali: "Specie aliene invasive in Friuli Venezia Giulia e Valli del Natisone", "Praterie seminaturali di elevato valore naturalistico e pascolo controllato a bassa quota", "Pianificazione forestale ed utilizzo delle risorse locali". Uno dei pochi in grado di trattenere a livello molto alto l'attenzione del suo pubblico fino a due ore.
Lo incontrai lo scorso settembre in occasione del suo 93esimo compleanno in una trattoria a Turriaco. Per due minuti ebbi piacere di ascoltare uno degli ultimi monologhi del professore Livio Poldini, dal quale riporto la frase conclusiva "...di amare ciascuno il proprio territorio, e anche quello con cui ci si mette in contatto, perché lì sono le nostre vere radici". Z Buogam.
Luca Postregna
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