Mi sento pronta a trasferirmi di nuovo? La mia palpebra ha uno spasmo. Ovviamente no. Dev’essere un cattivo presagio, malocchio urbano. Sono tesa tra cronos e kairos, tra il check-out e la prossima timeline; penso al deserto e poi penso a Santorini, come se entrambi avessero qualcosa da dirmi. Guardo la stanza: bucato non piegato, piatti non lavati, il divano sommerso da scatole vuote, un groviglio di collant neri e appunti pieni di segni, imbrattati di caffè. Il Bardo Thodol è faccia in giù sul pavimento e mi deride.
Il mio dito segue la linea sottile tra alta performance e dissociazione sulla lista di cose da fare, scritta malissimo. Poi mi alzo di scatto e cambio le lenzuola, così, senza motivo. Mi giro e rovescio il vino di ieri su un kimono di seta comprato a Nakano Broadway. Per un istante mi vedo lanciare il bicchiere contro il muro in slow-motion, Talking Heads in sottofondo. Non lo faccio. Lo appoggio piano. Tragicomicamente. Prendo il telefono e salto a un’altra traccia con una gestualità aggressiva. Modalità non disturbare: sedici notifiche. Tutte ignorate. “Rispondo dopo”, dico a me stessa sapendo di mentire. Dopo trenta secondi cambio di nuovo canzone. Euforia. Desolazione. Tachicardia. Il senso di colpa mi afferra. Altri cinque ancora in sospeso. Correggo un errore di battitura in un messaggio di una settimana fa e perdo dieci minuti a scorrere la cartella degli screenshot. Forse dovrei calarmi un acido e strofinare il pavimento con uno spazzolino da denti. Reset karmico.
Qualche settimana fa ho raggiunto un risultato epico: mi sono auto-ipnotizzata con vecchie registrazioni new age degli anni ’80, quelle con voce monotona e promesse di “riallineare il campo eterico”, fino a perdere completamente l’appetito. Non scherzo. Un tentativo violento di espiare i miei carbo-crimini del Mediterraneo. Due giorni dopo, il mio stomaco ha fatto sciopero e per quattro settimane sono sopravvissuta solo a riso bianco. Il mio personale momento Ozempic.
Poi, esattamente un mese dopo, alle due del mattino, sono saltata dal letto a saccheggiare la mia triste dispensa come una creatura posseduta, mentre nella mia testa risuonavano canti gregoriani e il jingle delle Haribo.
Momenti così, in cui mente e corpo vengono spinti oltre il margine (quando mai non lo sono?), rivelano qualcosa di scomodo sulla realtà. New age o no, è tutto nella testa. E nel feed. Davvero tutto. Soprattutto ora che inciampiamo sui resti sfilacciati della realtà condivisa mentre il nostro ancoraggio al mondo fisico si dissolve. Cadiamo giù in una guerra assurda contro l’anticristo della sanità mentale, ognuno perso nei propri network states e nelle proprie micro-monarchie psicopolitiche. Memoria e identità: già evaporate. Forse non sono mai state stabili come volevamo crederlo.
Allenta la mandibola, senti il battito. Sei ancora un grumo di carne, per fortuna. I corpi non si lasciano fregare dalla semiotica. Forse è l’unica ancora rimasta.
In questo movimento incessante e privo di direzione, il cambiamento è l’unico punto fermo. La temperatura sale. Mi butto sul letto e registro diciassette messaggi vocali per Alice. Con ogni messaggio parlo più in fretta. Mi serve caffè. Mi serve una sigaretta. Mi serve qualsiasi tipo di stimolo. Dovrei trasferirmi a Tokyo o è solo la fase luteale che parla? Doomscroll. Perfetto, grazie universo.
Penso a Philip K. Dick. Al test in cui metà dei partecipanti ricordava film inesistenti dopo aver visto trailer deepfake. Ovvio. Dopo sei mesi i miei ricordi diventano poltiglia indistinta: sogni, meme, realtà, sbornie tutte mescolate. Non importa se l’hai detto da ubriaca o solo nella tua testa. Accetta le timeline ramificate. Ma scegli bene quale metafiction vuoi abitare: l’identità è un pattern neurobiologico, bambina. E la responsabilità è tutta tua.
“Ma l’ho visto coi miei occhi.” Davvero? L’hai visto? O era una clip di SORA 2.0? Una piccola psyop notturna? L’IA non erode la fiducia nei media: erode la fiducia nella nostra percezione. Lascia andare la necessità di una narrazione lineare, lascia andare l’illusione del controllo, mi ripeto, mentre verso detersivo alla lavanda nella lavatrice come fosse un gesto semi-sacrificale.
La psicosi pavloviana è quando il tuo cablaggio primordiale viene hackerato. Quelle facce nelle nuvole sono allucinazioni o magia? Magari funzioniamo con la computazione, ma non come computazione. Sarebbe troppo semplice. La mente analitica serve solo se sa tradurre i messaggi dal profondo; altrimenti vai in giro parlando come un chatbot. Il rapporto segnale-rumore si assottiglia, come il mio sangue, ma ogni tanto un lampo arriva e colpisce un nervo scoperto.
In questo sovrastimolo perpetuo, dove si nasconde la vera trasgressione?
Guardo il soffitto e c’è un insetto gigantesco con troppe zampe. Basta. Disinstallo la modalità “adulto”. Mi accascio sul pavimento del bagno e piango. Esiste una ricompensa per la sofferenza estetica? Nel Ponzi-scheme dell’attenzione sto letteralmente glitchando attraverso la texture.
Temo davvero che ogni mio pensiero finisca a nutrire un campo di risonanza morfica condiviso. Mille occhi orbitano nella noosfera e mi osservano partorire queste idiozie. Scrollano le spalle. Scrollo anch’io. Va bene così. Si fa quel che si può.
E quando, se non adesso? Abbiamo tutte le tecnologie della mente: pranayama, vipassana, new age, mantra, Bryan Johnson, digiuni, microdose, macrodose, goetia, sigilli digitali, piante, camere di deprivazione sensoriale, stimolazione cranica, TM, DMT. Scegli il menu. Paga il prezzo.
Ma come orientarsi senza una mappa? Come usare questi strumenti per vedere, invece di produrre l’ennesima illusione?
Accendo una Chesterfield e canto sopra una playlist eurotrash imbarazzante. Dragostea din tei. Accappatoio, profumo di nicchia, incenso, un bicchiere di vino naturale, un pugno di vitamine. Non ho finito, non sto finendo. Sono idratata, sono legale-buono, sono glamour-magica in fase discendente. La mia lettrice di tarocchi preferita giura che stiamo lasciando andare tutto quello che bloccava il passaggio dell’amore; ed E. è talmente tenero che finisco per credergli. Healing era, ragazze.
Questo infinito push-and-pull senza direzione. Riscriviti la narrativa. Dai. Prepara il tuo cocktail di memorie deepfake, calibra l’algoritmo per riflettere la realtà che vuoi, ripulita dall’irrilevante. Tecnomanzia > tecnofascismo, il più delle volte. Le realtà si separano come placche tettoniche digitali. È il tempo dei maghi. Racconta la tua giornata in terza persona e osserva lo slittamento: mania, risate, odio, violenza, stanchezza, auto-odio, amore. Shuffle. Repeat.
Apro Figma. Incollo grafici. Arrivano tre email. Non capisco nulla. È quasi mezzanotte. Penso agli archetipi. Penso alla possibile distruzione nucleare dell’umanità. Penso a Castaneda. Apro Airbnb. Errore di runtime. Una nuova riunione sul calendario. Ho promesso due cene e… una seduta spiritica? Domani.
Chi si offenderà meno se cancello?
Eseguo un paio di script. Scrivo altri prompt. Aspetto. La pazienza è sempre facile quando non è il tuo sistema nervoso a sfaldarsi. Provo a meditare sul pavimento. Dopo venti secondi sono già di nuovo davanti allo schermo: compro per 200 euro letteratura porno-intellettuale su Lazada e scorro Twitter odiando quasi tutti. Prenoto un’altra lezione di reformer pilates. Cerco voli per Cebu, Rio, Città del Messico. Sì, lo so.
Se riesco a finire tutto stasera, domani mi compro dei gigli bianchi. E un croissant alle mandorle.
Il mondo è irriconoscibile. Noi anche. Troppo, troppo in fretta. Guardo il soffitto e vorrei scivolare fuori da questa pelle, infilarmi in un’altra. Come si fa a restare una persona, con un corpo, una volontà, un minimo di morbidezza, mentre tutto ci tira a pezzi? La gentilezza è uno sport di resistenza. Nessuno ci allena.
Ora più che mai dobbiamo tenere stretta la nostra autodeterminazione, decidere noi il taglio della nostra esistenza. Questo testo è un incantesimo, se non l’hai capito. Tutto lo è.
Va tutto bene. Va tutto bene.
Sospiro con una speranza feroce, post-doom. L’amore è l’ultimo atto di insubordinazione. Restiamoci vicini, ok? Non c’è nient’altro che conti davvero.
Stiamo guidando a duecento all’ora nella corsia sbagliata, urlando di gioia e terrore insieme.
A questo punto, davvero, tanto vale prendersi per mano.
La “Quarta Svolta” è un modello generazionale concettualizzato da Neil Howe e William Strauss, che descrive l’evoluzione della società anglo-americana come un susseguirsi di quattro fasi cicliche – Alta, Risveglio, Disgregazione e Crisi – ricorrenti nell’arco di circa 80–100 anni, periodo definito saeculum. Secondo questa impostazione, gli Stati Uniti si collocano attualmente nella fase di Crisi, fatta risalire al crollo finanziario del 2008. Tale fase è caratterizzata da un indebolimento delle istituzioni, dalla riduzione della fiducia sociale e da crescenti tensioni strutturali, che conducono infine a un processo di rinnovamento sistemico. Il modello ha trovato applicazione in ambiti eterogenei, dall’analisi politica alla strategia aziendale fino ai contesti legati alle criptovalute, pur rimanendo, nella formulazione degli autori, un quadro descrittivo privo di finalità normative.
La teoria assegna inoltre specifici archetipi alle generazioni sulla base della fase del ciclo in cui hanno origine. Nell’attuale saeculum, ai Baby Boomers è attribuito l’archetipo dei “Profeti”, alla Generazione X quello dei “Nomadi”, ai Millennials quello degli “Eroi”, mentre la Generazione Z è identificata come quella degli “Artisti”. I Boomers detengono le posizioni apicali durante il picco della Crisi, fattore che contribuisce storicamente a forme di idealismo e rigidità decisionali. I Millennials, che entrano nelle posizioni di responsabilità durante la fase di uscita dalla Crisi, avrebbero invece il compito di guidare la ricostruzione istituzionale. Questa dinamica intergenerazionale ricorre, secondo gli autori, in più cicli storici.
Sebbene Strauss e Howe presentino il modello in termini sociologici e demografici, la struttura del ciclo risulta strettamente parallela al periodo orbitale di Urano, pari a circa 84 anni. Le quattro Svolte trovano corrispondenza nei quattro quarti del ciclo uraniano, associati a fasi di sviluppo sociale quali nascita, espansione, opposizione/ri-orientamento e riforma. Storicamente, l’ingresso di Urano nei segni cardinali coincide con transizioni significative nelle fasi del ciclo. Il marcatore più costante è rappresentato da Urano in Gemelli, che nelle precedenti occorrenze ha accompagnato momenti di crisi strutturale e di innovazione tecnologica rilevante per gli Stati Uniti: la Rivoluzione americana (diffusione della stampa e del sistema postale), la Guerra Civile (telegrafo e ferrovie) e la Seconda guerra mondiale (radio, radar e tecnologie nucleari). Il prossimo transito di Urano in Gemelli si estenderà dalla seconda metà degli anni 2020 ai primi anni 2030.
La sequenza delle fasi dell’attuale saeculum segue il modello del secondo dopoguerra:
– Alta (1946–1963);
– Risveglio (1963–1981);
– Disgregazione (1981–2008);
– Crisi (2008–presente).
La precedente fase di Crisi ha coperto il periodo compreso tra il 1929 e la conclusione della Seconda guerra mondiale.
Le fasi culminanti di una Quarta Svolta sono storicamente associate a conflitti di ampia portata. L’esito dell’attuale ciclo rimane incerto, ma l’ambiente geopolitico contemporaneo presenta dinamiche coerenti con precedenti fasi di Crisi: guerra Russia-Ucraina, rivalità strategica tra Cina e Stati Uniti, escalation mediorientale, conflittualità cibernetica e riallineamenti economici internazionali. Sul piano interno statunitense si osservano polarizzazione politica, tensione istituzionale crescente e un aumento dei rischi di violenza politica. In base al modello, eventi di natura “anticipatoria” si manifestano già nella fase di Disgregazione: la Prima guerra mondiale nel ciclo del XX secolo e l’11 settembre nell’attuale.
Le Quarte Svolte coincidono anche con ristrutturazioni monetarie o profondi nei sistemi finanziari internazionali. L’ordine di Bretton Woods sorse dalla precedente Crisi. Le analisi sui cicli del debito di Ray Dalio individuano meccanismi simili quando il debito sovrano supera livelli sostenibili, condizione osservabile oggi in diverse economie. In tale contesto, il dollaro statunitense appare come la riserva meno vulnerabile, senza tuttavia essere priva di tensioni strutturali.
Howe colloca la conclusione dell’attuale fase di Crisi nei primi anni 2030, con un picco attorno al 2030 e una transizione verso una nuova fase di Alta intorno al 2032. Questa tempistica coincide con il passaggio di Urano dal Gemelli al Cancro e con una congiunzione Saturno–Urano. Nello stesso periodo si dissolvono inoltre gli ultimi sestili esatti tra Plutone e Nettuno, configurazione che nell’ultimo passato storico caratterizzò la Riforma protestante e la rivoluzione copernicana. Una parte della comunità astrologica estende il periodo di uscita fino al 2035–36, basandosi non sul tema natale della Dichiarazione d’Indipendenza, ma su quello della Costituzione statunitense.
Storicamente, durante le fasi di Crisi si registra un aumento dell’impegno politico e istituzionale da parte delle generazioni più giovani, motivato dal desiderio di ripristinare coerenza e funzionalità nelle strutture pubbliche. Tale fenomeno è già rilevabile nel contesto attuale.
Il modello non implica determinismo storico, ma individua regolarità cicliche. Sia descritto attraverso il linguaggio della demografia sia attraverso quello dell’astrologia, l’elemento centrale rimane invariato: cicli civici di circa ottant’anni, innovazioni tecnologiche concentrate nei picchi di Crisi, ricambio generazionale e fasi di frammentazione sociale che precedono la ricostruzione istituzionale. La Crisi è in corso, ma la sua risoluzione è verosimilmente collocata entro la prossima decade. La generazione emergente definirà i contorni del nuovo ordine sociale.
Ogni volta che Urano entra in Gemelli, l’Occidente attraversa una crisi strutturale caratterizzata da rivoluzioni dell’informazione e da una ristrutturazione delle istituzioni: negli anni 1770, negli anni 1860, negli anni 1940 e, oggi, nel periodo 2025–2033.
Cicli di Urano allineati con le Quarte Svolte USA
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Periodo | Posizione di Urano | Fase storica
1770–1780 | Gemelli | Rivoluzione americana
1850–1860 | Gemelli | Guerra civile
1930–1940 | Gemelli | Grande Depressione + WWII
2025–2033* | Gemelli | Quarta Svolta attuale
* finestra previstaFinestre di transito di Urano in Gemelli
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Entrata | Uscita | Durata | Contesto di crisi
giu 1774 | mag 1781 | ~7 anni | Rivoluzione americana
giu 1858 | mar 1866 | ~8 anni | Era della Guerra civile
ago 1941 | giu 1949 | ~8 anni | WWII + ordine di Bretton Woods
lug 2025 | mag 2033 | ~7,9 anni | Crisi strutturale attualeQuarti del ciclo di Urano (saeculum post-WWII)
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Fase | Anno | Periodo Strauss–Howe
Quadratura crescente | ~1965 | Risveglio
Opposizione | ~1988–89 | Disgregazione
Quadratura calante | ~2010–11 | Crisi
Congiunzione | 2027–28 | Finestra del picco di CrisiInnovazioni tecnologiche ai picchi di Crisi
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Epoca | Innovazioni principali | Impatto strutturale
1770s | Pamphlet, rotte postali | Rivoluzione
1860s | Telegrafo, ferrovie | Consolidamento
1940s | Radio, radar, scienza nucleare | Riorganizzazione dell’ordine globale
2025–33| IA, autonomia, droni, reti cyber | Riconfigurazione della governance digitaleSintesi temporale della Quarta Svolta
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Fase | Tempistica approx. | Interpretazione
Inizio Crisi | 2008 | Rottura del sistema finanziario
Accelerazione | 2025–2028 | Urano in Gemelli, stress sistemico
Picco | ~2030 | Esiti decisivi
Transizione | 2032 | Urano entra in Cancro
Consolidamento | 2035–36 | Finestra del ritorno costituzionale di Plutone
Date chiave
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2025 | Entrata di Urano in Gemelli (discontinuità comunicative e istituzionali)
2027 | Ritorno di Urano del ciclo della WWII
2028 | Soglia di ri-orientamento sociale
2030 | Probabile picco della Crisi
2032 | Urano in Cancro (inizio della stabilizzazione)
2035 | Finestra del ritorno costituzionale di PlutoneL’eliminazione dei dazi è una misura potenzialmente positiva, sebbene discutibile dal punto di vista delle politiche economiche e potrebbe risultare tardiva. Tuttavia, potrebbe fornire uno stimolo sufficiente affinché i mercati riprendano un andamento rialzista verso nuovi massimi storici nel periodo stagionalmente favorevole delle festività.
Non solo i mercati azionari, ma anche quelli delle materie prime e delle criptovalute presentano segnali di bisogno di un impulso positivo dopo la correzione della scorsa settimana, coincisa con l’inizio del periodo di Mercurio retrogrado il 9 novembre. Tradizionalmente, questa fase è associata a decisioni imprecise e a un ambiente informativo carente, con conseguenti errori operativi.
Fino a mercoledì e giovedì, diversi indici globali mostravano solidità, con nuovi massimi storici per DJIA, FTSE londinese e Bovespa brasiliano, e un nuovo massimo decennale per lo Shanghai Composite. Altri indici hanno registrato massimi secondari nello stesso periodo. Successivamente, il sentiment di mercato si è deteriorato, alimentato da timori legati a una possibile bolla dell’intelligenza artificiale. Venerdì, vari indici sono scesi rapidamente a minimi plurimensili, suggerendo che il picco del ciclo primario potrebbe essere stato raggiunto.
Anche oro e argento hanno subito una correzione, in un contesto che lascia ipotizzare tensioni di liquidità o timori di margin call. L’argento ha toccato un nuovo massimo storico giovedì, per poi scendere sotto 50,00 il giorno seguente. L’oro ha registrato un massimo secondario giovedì, seguito da un calo significativo. Tale andamento è coerente con una fase ribassista verso i minimi del ciclo di 31,3 mesi previsti entro gennaio.
Nel mercato delle criptovalute, il clima è stato analogo: Bitcoin è sceso a 94.000, il livello più basso degli ultimi sei mesi. Tale movimento è in linea con la previsione di un massimo ciclico a ottobre e con l’avvio della fase discendente verso il minimo del ciclo quadriennale. Resta comunque possibile che parte di questi sviluppi rifletta rumore di breve periodo.
Il contesto valutario sta cambiando rapidamente. Il valore relativo di diversi strumenti e beni da collezione si è modificato in modo significativo: un tempo un bitcoin valeva un centesimo, oggi si avvicina a 100.000 dollari. Dinamiche simili si osservano in altri mercati da collezione. Negli ultimi sette anni, il transito di Urano in Toro è stato associato a forti oscillazioni nella percezione e nella determinazione del valore economico.
Sul piano politico, l’amministrazione Trump ha annunciato l’eliminazione dei dazi su alcune importazioni, tra cui le banane, un’inversione rispetto a una politica tariffaria molto contestata che aveva generato attriti con alleati, interruzioni nei flussi commerciali e benefici economici limitati. La misura potrebbe rappresentare l’avvio di un cambiamento più ampio.
Questi sviluppi si inseriscono in un quadro più generale segnalato dall’allineamento Giove-Saturno a 0° Acquario del 21 dicembre 2020 e, successivamente, dalla configurazione in 0° Ariete prevista per il 2025–2026. Il simbolismo viene interpretato come indicativo di una transizione: il dissolvimento di assetti tradizionali e la formazione di un nuovo ordine globale, processo caratterizzato da instabilità e trasformazione.
Le prossime due settimane presentano configurazioni astrologiche particolarmente dinamiche: il Sole e successivamente Venere formeranno un grande trigono d’acqua con Giove e la congiunzione Saturno-Nettuno, mentre si inserirà simultaneamente una tensione data dall’opposizione a Urano. Tali aspetti planetari sono associati a potenziali fasi di volatilità economica e finanziaria, possibili rilasci imprevisti di dati macroeconomici e reazioni di mercato accentuate.
Il Sole avvierà questa fase tra il 17 e il 21 novembre, nel passaggio dallo Scorpione al Sagittario. La settimana successiva, Venere ripeterà un percorso simile, tipicamente interpretato come un periodo favorevole a nuovi contatti e, allo stesso tempo, instabile per le relazioni già esistenti. Nello stesso periodo potrebbero verificarsi oscillazioni marcate nei mercati, dato che Urano viene associato sia a rotture sia a inversioni di tendenza. Il ciclo si concluderà attorno al 30 novembre, poco dopo la stazione diretta di Saturno e la fine della fase retrograda di Mercurio, elementi tradizionalmente collegati a ulteriori variazioni nei trend consolidati.
Grazie per essere arrivato fino a qui.
Ti voglio bene,
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