Buongiorno carissime amiche e amici!
Vi scrivo oggi per mostrarvi il lavoro che ho fatto a Pasquetta. Protrebbe essere di ispirazione, siamo a ridosso della Design Week di Milano e in questo periodo di ogni anno mi piace trattare alcuni argomenti di remise en forme della casa o approfondire argomenti dei grandi del design, lo scorso anno credo di aver approfondito il tema della casa sulla cascata, Fallingwather o Casa Kauffman; dell’architetto F.L.Wright, la trovate pubblicata in archivio.
Quest’anno rimango umile e vi propongo la mia parete poetica, l’ho definita cosi.
La casa era vuota. I ragazzi erano nella casa di famiglia in Lomellina, tra le risaie, con gli amici per una grigliata.
In questo periodo i campi iniziano ad allagarsi e si entra nel tempo della nuova coltura del riso: è uno dei momenti che amo di più, quando il paesaggio cambia volto e tutto sembra riflettere cielo e memoria.
Quella casa, immersa tra le risaie, per ora è disabitata. I ragazzi si sono portati tutto l’occorrente per grigliare e hanno riportato a casa anche tutta la spazzatura.
Spero davvero che, nel corso di questa estate e fino all’autunno, riusciremo a goderci un po’ di più quella casa, vivendo qualche giorno lì e dedicandoci a piccoli lavori, sia di manutenzione, sia di abbellimento. Se riuscirò ad andarci, mi collegherò proprio da lì e vi porterò con me in alcuni luoghi non così scontati, pieni di poesia silenziosa e verità contadina.
In questi giorni sono anche immersa in una ricerca che mi emoziona molto: sto cercando informazioni sulla mia famiglia, sul ramo di mio nonno Cassola e della sua mamma Pizzi.
Ho trovato un vecchio libretto di famiglia che mi ha acceso un’idea — per ora top secret — e insieme una curiosità nuova: quella di intervistare le persone più anziane di questo piccolo paese, per ricostruire dettagli, storie, passaggi di vita che rischiano di andare perduti.
Dovrò approfondire anche il ramo di mia nonna, Amelia Michelotti, e una vicenda di cui conosco solo contorni fumosi: una morte sospetta avvenuta negli anni Venti nella mia famiglia.
Mi sa che dovrò davvero scrivere un libro.
Ci sono troppi retroscena, troppi fili nascosti che chiedono di essere intrecciati.
Intanto però vi mostro ciò che ho fatto in casa.
A Pasquetta, come vi dicevo, mi sono dedicata a un nuovo piccolo restyling domestico: ho ridipinto la parete del living. Questo rimanere impegnata fa si che anche l’appetito si sopisca; chi mi legge nel percorso della dieta che seguo (mi ha permesso di perdere 15 chili), sa come sto organizzando le mie giornate. Tra qualche giorno arriva la nuova newsletter con alcune novità.
Devo dire che i miei ragazzi hanno un pò “subito” questa mia scelta, come del resto quasi tutte le trasformazioni che faccio da quando la casa non è più minimal. Riccardo e Stefano osservano con quella loro ironia affettuosa, mentre Paolo, il Lusu — abbreviativo del suo cognome — mi segue sempre e approva.
Promossa persino dalla mia mamma.
Se volete vedere il video è pubblicato in Instagram su @amandadeni, lo metto anche nelle “note” qui in Substack.
Ho scelto di trasformare una sola parete della zona living, quella che vedo sempre mentre lavoro sul coffee table del salotto, il mio angolo creativo quotidiano, complice anche un post che ho pubblicato in cui mostravo alcuni effetti con pitture murarie, le trovate qui
Volevo che rimanesse coerente con l’anima più moderna di questa stanza, ma con una morbidezza nuova, più poetica, fatta di luce, ombre e vibrazioni cromatiche.
Per questo ho scelto ComeUnAffresko di Novecento Paint, una pittura minerale murale con un meraviglioso effetto lime wash, capace di creare superfici morbide, patinate e naturalmente antichizzate.
Ho lavorato con le tonalità Oxford e Segesta, caricando la pennellessa a metà con il colore chiaro e a metà con quello più scuro, così da ottenere chiaroscuri delicati e una patina morbida, senza perdere la modernità del living, sul bLog Rossotibet.com
Il risultato finale è esattamente quello che desideravo: una parete che conserva il carattere contemporaneo della stanza ma introduce quel fascino di muro vissuto e leggermente consumato dal tempo che amo nelle case con memoria.
È incredibile come una sola parete possa cambiare il respiro di un ambiente e renderlo più vicino al proprio sentire.
Se amate i muri materici, le atmosfere morbide e gli interni con anima, credo che questo progetto vi piacerà moltissimo.
NB: Questa newsletter è spontanea, promuove -anche- tuttavia un prodotto che produce l’azienda ( Novecento Paint) con la quale collaboro e per la quale produco contenuti video distribuiti su Instagram prevalentemente. Era però un lavoretto troppo carino e volevo mostrarvelo. Per trasparenza inserirò anche la sigla ADV
Vi auguro un buon week end.
Amanda

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