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Alkalina · Sep 15, 2025

Vi presento Alkalina 7

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Dietro le quinte di un numero "ITALVIANISSIMO"

Eccoci qui! Sono passati diversi mesi dall’ultimo numero, ma molti di questi non sono passati nell’ozio. Alkalina ritorna con uno dei numeri migliori di sempre, e siccome ci piace essere controversi, abbiamo chiesto ai nostri autori di scrivere dell’Italia… soprattutto di come potrebbe peggiorare.

La copertina di Daniele Bassanese dovrebbe darvi già un' indizio. Ma andiamo con ordine: ricordavate il tema del numero?

ITALVIA 2.0 è una penisola che credete di conoscere ma non conoscete davvero.

Non si dica, insomma, che non siamo patriottici.

Milanocumbia, Milanosoviet (di Stella Schito) parte da una premessa realistica: la situazione affitti nella capitale lombarda. Non dico niente sullo sviluppo del racconto, se non che l’atmosfera della copertina è stata ispirata da una scena specifica.

Il Grande Gestore degli Orari (di Marco Parolai), invece, pur condividendo un certo gusto per l’horror con evidenti rimandi a Lovecraft, osa l’impossibile: chiedersi cosa saremmo disposti a fare pur di non avere il trasporto pubblico perennemente in ritardo.

Cara Angelica (di Francesco Tognetti) è un racconto epistolare dove le parti omesse sono importanti quanto quelle presenti. La premessa è semplice quanto realistica: a volte le comunicazioni non sono davvero private, e non sono davvero sicure.

Fin qui ci siamo mossi sull’horror distopico. Con Herba Mirabilis (di Dario Marcucci) ci spostiamo in casa di un ricercatore universitario ansioso di ritagliarsi una vita dignitosa. In questo caso non viene ritrovata una lettera, ma un manoscritto medievale… e dei semi mirabili.

In Quelli di Sotto (di Michele Borgogni) entriamo nell’esplorazione di un sottopassaggio mai terminato in un’incredibile viaggio, infernale ma a tratti satirico. Immaginatevi l’aldilà, ma anche la fila alle poste, e tanti vecchi che guardano un cantiere.

L’Alfa e l’Omega (di Camilla Azzoni) è una cronaca fantascientifica con tanto di documentazione annessa. Su che argomento? Le scoperte teologiche di un’IA religiosa, ovviamente.

Un futuro più recente, o alternativo, è quello di Si lotta sempre nel suo nome (di Giovanni Attanasio). Molta fiction - specialmente quella ucronica - si domanda come sarebbe il mondo se le cose fossero andate diversamente. In questo caso, la domanda è estremamente rilevante non solo per il lettore, ma soprattutto per il protagonista.

Più scanzonato è il racconto Il vincitore (di Diego Gurnari), dove un sedicente concorso seleziona una persona normale, forse anche mediocre, con l’obbiettivo di trovare l’italiano modello.

Ma torniamo alla fantascienza con La Repubblica delle Cose Bellissime (Daniele Nello Ferraiuolo). L’Italia qui è stata smembrata e divisa in una serie di staterelli. Quello milanese, che vediamo, predilige il senso estetico e massimizza il turismo vendendo esperienze tipiche ai più facoltosi.

Chiudiamo in bellezza con La voragine (di Eugenia Bardanzellu), che è proprio quello che pensate che sia: una buca nell’asfalto, di proporzioni immense, apertasi a Roma. Ancora più grande della buca è forse l’ego distruttivo del protagonista.

Insomma un numero denso di racconti, intrecciato a doppio filo con l’horror, il distopico, la fantascienza e il weird. Non senza una certa dose di sarcasmo - che forse è una delle qualità più italiane di tutte.

Dalla redazione speriamo che il numero vi piaccia: qui tutti i link per trovarlo negli store online.

Speriamo di vedervi presto e di sentire vostre notizie, su qualsiasi canale!

M., dalla redazione

Read on alkalina.substack.com

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