Ciao!
Come annunciato nel Calendario dell’Avvento (lo stai seguendo? Se non lo hai fatto, puoi recuperarlo qui!), ho dovuto sospendere per qualche giorno causa Più Libri Più Liberi, la fiera della piccola e media editoria che si tiene a Roma ogni anno a inizio dicembre.
Se non ci sei mai statə, te la consiglio: è un’esperienza bellissima, che permette ogni anno di scoprire nuove realtà indie che fanno cose spettacolari.
Ma andiamo con ordine.
Cosa ho letto?
Dalla volta scorsa, mi sono data alle letture brevi: Pellegrino è l’universo di Lorenzo Bianchi (che sto rivendendo su Vinted, se ti interessa), Corpo di Silvio Valpreda, Seppellitemi lassù in montagna di Francesca Tacchi, La Freccia Azzurra di Gianni Rodari, Il disegnatore di nuvole di Giorgia Simoncelli, Dormono sulla collina (Kipple, 2023), I bambini di Baltimore House di Davie Calì e L’Archivio dei Finali Alternativi di Lindsey Drager.
Sì, mi rendo conto che suona come una lista della spesa, ma potrei parlare per ore di ciascuno di questi, anche se per motivi diversi.
Consigli di lettura
Non ho avuto la fortuna di incontrare un romanzo indie[1] che coniugasse il Natale con il genere fantastico, quindi il mio consiglio per questo mese è La notte dei desideri di Micahel Ende. Dimostra tutti i suoi anni, ma può considerarsi quasi un classico. E poi, dai, ci sono gli animali parlanti.
Come indie, invece, ti consiglio Il disegnatore di nuvole, non solo perché è uno steampunk per ragazzi (e al periodo sono un pizzichino presa dal genere), ma perché potrebbe essere un ottimo regalo da mettere sotto l’albero.
Più Libri Più Liberi 2023
Ma eccoci, finalmente, alla cronaca di questa avventura.
A differenza degli anni scorsi, ho deciso di fare weekend lungo e tornare a casa lunedì. Questo mi ha dato la possibilità di apprezzare di più (e con la dovuta calma) quanto questa immenso Paese dei Balocchi ha da offrire.
Partenza
Quest’anno ho pensato di prenderla un po’ più comoda, ma il mio cervello sembra rifuggire con tutto se stesso la possibilità che io affronti un viaggio in treno senza un debito di sonno che fa provincia a sé. Quindi sono andata a dormire all’una e ho aperto gli occhi alle sei e un quarto.
Ho impiegato tutta la mia forza di volontà per trasformarmi da blob in essere umano e uscire giusto in tempo per prendere l’autobus. Era buio-un-po’-meno-pesto dell’anno scorso perché era quasi l’alba, ma la nebbia si poteva tagliare con il coltello. Spoiler: la luce del giorno non ha migliorato le cose.
Neanche a dirlo, il treno ha deciso di migliorare le cose con venti minuti di ritardo, ma almeno ho potuto finire Dormono sulla collina, avere un colpo di micro-sonno e iniziare L’Archivio dei Finali Alternativi di Lindsey Drager – poi divorato nel viaggio di ritorno.
Arrivata a Roma (più o meno) sana e salva, tanto valeva pranzare, quindi sono arrivata in fiera in tutta calma, in compagnia delle mie sisters.
Dentro la fiera
La prima tappa non poteva che essere lo stand di Moscabianca, dove ho già adocchiato le prime vittime del mio saccheggio. Ma anche solo fare un giro (parziale) del piano terra è stato una caccia al tesoro. Dalle shopper di tela (come questa) di people alla collana I bouquet (a tema leggende, racconti e fiabe) di Coppola Editore, avrei voluto tutto.
Ho lasciato le mie sisters da Moscabianca per il loro firmacopie e sono andata di sopra per provare a vedere La Nuvola da vicino, ma c’era tanta di quella gente in fila che anche quest’anno la vedrò l’anno prossimo.
La “controfiera”
Per concludere la giornata, abbiamo fatto un salto alla “controfiera” nel centro arci. Oltre a respirare più fumo passivo che ossigeno, non ne ho ricavato granché. I banchetti degli editori sparivano nella marea umana ammucchiata intorno alle stufe e per fare un minimo di conversazione bisognava stare all’esterno, sotto la pioggia. Se anche avessi voluto interessarmi ai libri, sarebbe stato impossibile.
Per fortuna, la presenza di gente interessante ha compensato, ma sono uscita per il resto abbastanza delusa dalla serata – almeno da come è stata organizzata.
Secondo giorno
La mia giornata è iniziata con la gatta di mia sorella che sembrava molto confusa dalla mia presenza nel suo territorio. Mi ha annusato come una cosa estranea ed è fuggita a zampe levate… finché non è stato il momento di reclamare cibo.
Ce la siamo presa abbastanza comoda, per arrivare in fiera, ed è stato a quel punto che è iniziata la caccia. Sapevo che non sarei riuscita a fermarmi a tre libri (anche se la mia TBR implora pietà), ma per fortuna la bellissima shopper di Fandango mi ha evitato di spaccarmi la schiena.
Se vuoi vedere cosa ho comprato, trovi il reel sul mio profilo!
Forse perché ero più stanca o perché sono entrata sapendo già dove (più o meno) avrei lasciato i miei soldi, è stata una giornata molto più toccata e fuga, anche se non è mancato il momento Foto di Fine Fiera con la dolcissima Laura Marinelli (che è un muffin anche se scrive cose sconvolgenti come Organica).
Ma devo ammettere che il momento migliore della giornata è stato la visita al Romeow Cat Bistrot.
Tornare a casa
Mi sono svegliata con la peste addosso e il terrore di essere inciampata nel Covid con tre anni di ritardo. Per fortuna, il tampone mi ha poi detto che sono salva.
Ma, nel frattempo, mi aspettava un viaggio di ritorno che è iniziato con un’altra mezzora di ritardo. Per fortuna, la coincidenza era un’ora dopo.
In treno ho fatto piani per il futuro (che non so quando daranno i loro frutti), fatto il post di fine fiera, divorato L’archivio dei finali alternativi e dormicchiato.
Tempo di stendermi che era già mattina.
Conclusioni
Come dicevo anche su Instagram, quest’anno mi sono goduta molto di più la fiera, non solo per il ritmo molto più rilassato, ma anche perché le persone: ho salutato chi conoscevo già, incontrato gente nuova, condiviso un sacco di gossip (e cosa si sta in editoria a fare, se non per il gossip?), fatto progetti e molte, molte più foto del solito. Insomma, mi sono sentita a casa e già non vedo l’ora di tornarci l’anno prossimo.
L’importanza di fare networking
Il mio consiglio per questa newsletter non sarà di scrittura, ma ti assicuro che c’entra lo stesso.
Se vuoi avvicinarti a una casa editrice (o a qualsiasi altra realtà che orbita intorno al settore editoriale) il modo migliore per farlo è entrare in contatto con le persone che ci lavorano, faccia a faccia. Non avrai mai un’occasione migliore di una fiera (che sia Più Libri Più Liberi, Stranimondi o SPRINT), perché in nessun’altra occasione avrai l’occasione di interessarti non solo ai libri, ma alle persone che quei libri li hanno fatti perché ci hanno creduto.
Solo in fiera avrai l’occasione di incontrare editor, direttorз di collana, editorз e professionisti che potranno raccontarti libro per libro la quotidianità della casa editrice, della redazione della rivista e così via.
Il Calendario delle Fiere Interessanti
Quindi, al posto di un esercizio, ti lascio una richiesta.
Un po’ per volta, vorrei creare una lista di fiere indie che potrebbero essere interessanti. Se ti va di aiutarmi a compilarla, raccontami una fiera a cui hai partecipato e perché dovrebbe stare in questa lista.
CaPitch ’em all!
Vorrei concludere questa newsletter come l’ho iniziata: con i libri indie.
Immagina di avere anche tu uno stand a una fiera e che io mi fermi al tuo banchetto e ti chieda: «Hai un libro fantasy, sci-fi, horror o comunque di fantastico adatto all’atmosfera natalizia? Non per forza ambientato a Natale, ma che sia in tema». Chiama a raccolta tutta la tua passione per quello che credi sia il libro perfetto e prova a vendermelo.
Se ci riuscirai, sotto l’albero di Alkalina ci sarà un pacchetto in più. Ma non voglio dirti niente: non si aprono i regali prima di Natale!
Bene, that’s all, folks!
Ci si becca più tardi con il Calendario dell’Avvento!
[1] In questo caso inteso sia come “pubblicato da casa editrice medio-piccola” sia come “pubblicato in self”.
Se ti è piaciuta questa newsletter, non dimenticare di lasciare un like o un commento: oltre a farmi piacere, i feedback sono sempre fondamentali!
Se vuoi fare due chiacchiere (o se hai dubbi sulle sfide e gli esercizi), puoi seguirmi su Instagram: mi trovi come @pennarossa_tralerighe. La mia chat è sempre aperta!

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