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Alkalina · Nov 29, 2023

SPRINT 2023 e networking per scrittori

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Lo scorso weekend si teneva SPRINT 2023 a Milano, una fiera per artisti e editori indipendenti.

Lo scorso weekend si teneva SPRINT 2023 a Milano, una fiera per artisti e editori indipendenti. Il vostro M. era lì in incognito a tenere un banchetto:

Una foto del vostro vicino all’artista con cui condivideva lo stand. Volti reali!

SPRINT non è un evento specifico per l’editoria, però capite bene che non potevo tenere le mie manacce lontane da qualcosa che ha la scritta “indie” sulla copertina.

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A SPRINT ho presentato una mia raccolta di racconti, Consulenza Blues, e un progetto che ancora deve trovare un formato online, “Gavan al cuore del deserto giunse”.

Tenere banco a una fiera per un weekend è un’esperienza strana che ho amato dall’inizio alla fine - una notizia inaspettata considerata la mia tendenza alla misantropia. Quindi, tra una chiacchierata e l’altra, cercando di spiegare il mio lavoro come scrittore e perché alcuni progetti possono nascere solo nell’ambito indie, ho finito per fare pubblicità alla rivista.

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Sono stato un bravo redattore, mi merito un biscotto.

Ecco un paio di riflessioni sull’esperienza e perché la rifarei immediatamente:

Indie è bello. No, sul serio.

Il mio stand era tra un produttore di musica indie su cassetta1, una rivista indipendente2, e poco più avanti un illustratore di Valencia semplicemente incredibile3.

Parlando con queste realtà (una frazione davvero piccola della varietà di espositori alla fiera) mi sono reso conto che fare arte (e non solo ‘creare contenuti’) non è così strano.

Erano molti i punti in comune:

  • il rivolgersi, per forza di cose, a un pubblico di nicchia;

  • un distacco con la produzione “tradizionale” delle grandi etichette;

  • il lavoro fatto per passione;

  • un rapporto più diretto con i propri lettori/clienti/ascoltatori/fan.

Se è un po’ deprimente pensare che il mercato tradizionale, quello che mette a tavola la stragrande maggioranza dei nostri media, manca proprio di queste caratteristiche, mi sono trovato per due giorni in un ambiente pieno di artisti contenti del loro lavoro e contenti di conoscere dei colleghi.

Un’atmosfera che difficilmente mi è capitato di sentire al Salone del Libro.

Nessuno scrive nel vuoto

Il mito dello scrittore chiuso nella cameretta è stato smentito più e più volte, eppure è ancora estremamente pervasivo. Ogni scrittore che io conosca stringe un po’ i denti alla prospettiva di parlare della propria opera di fronte a una platea di sconosciuti.

SPRINT ha cementato una consapevolezza per niente scontata: fare networking è essenziale.

Da un punto di vista opportunistico, conoscere colleghi (e non solo spacciare il proprio lavoro ai lettori) vuol dire costruirsi un portafoglio di persone da cui si può imparare, e che sono anche ben felici di parlare dei loro progetti, delle loro sfide, e di come le hanno risolte. Senza contare che queste conoscenze possono dare vita a delle collaborazioni e creare progetti inaspettati.

Da un punto di vista meno egoista: è divertente. C’è un certo tipo di euforia che ti si attacca addosso vedendo persone fiere del proprio lavoro, e estremamente interessante vedere come persone diverse utilizzano arti diverse per comunicare. Un’esperienza che consiglio caldamente soprattutto se comparata con l’attività preferita dello scrittore: fissare il vuoto in attesa dell’ispirazione.

Il punto sopra, ma ripetuto un’altra volta

Vale la pena rischiare di suonare un po’ boomer se dico che la qualità delle conversazioni che si hanno a una fiera non ha nulla a che fare con un classico scambio di commenti su Instagram. E nulla, l’ho detto. Instagram, i social in generale, le mail, e tutta una serie di strumenti imprescindibili non battono un attimo di gentilezza in cui il tipo a fianco ti porta una birra.

L’interesse per Alkalina - e gli scrittori nascosti

Nonostante non fossi lì per pubblicizzare specificatamente la rivista, mi ha sorpreso a quanti siano brillati gli occhi sapendo del progetto. Almeno cinque persone diverse scrivevano o avevano amici scrittori, soprattutto nelle fascia d’età degli universitari. Questo coincide un po’ con quello che ho visto gestendo la rivista negli ultimi anni - l’amore per la letteratura sarà pure distribuito equamente, ma gli scrittori tendono a avere tra i venti e i trenta.

L’intuizione dietro la fondazione di Alkalina era corretta: esiste una fascia inespressa di scrittori che faticano ad emergere, ed esiste una necessità per un aggregatore di contenuti come noi4.


Chiudo dicendo che la prossima fiera a cui parteciperò sarà nei panni di redattore della rivista. Rimanete in attesa perché ci saranno delle buone notizie a breve!

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Incidentalmente ne abbiamo anche parlato nel podcast “Chiacchierando ai margini del canone” che vi consiglio.

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