Due ventilatori puntati addosso, una matita 2B, un teschio di gesso girato di tre quarti. Non è l’attrezzatura di uno studio d’arte, è quella di una diretta del venerdì sera fatta con l’aria condizionata che non basta e il cane che protesta per motivi suoi. Eppure è lì, in quella scomodità, che si vede la differenza tra disegnare e imparare a disegnare.
Il tema della serata è il muscolo temporale e il massetere — i due gruppi muscolari che governano la masticazione e che, sulla superficie del cranio, disegnano quella zona d’ombra profonda tra l’arco zigomatico e la mandibola. Il riferimento è Bridgman, con le sue tavole dove quell’ombra è più pesante di quanto la memoria tenda a suggerire.
Il metodo, in diretta, si vede meglio che spiegato. Niente misurazioni, niente costruzione geometrica preventiva: la matita entra dritta nella massa. Prima la cresta sopraccigliare, poi la fronte, poi la curva della fossa temporale che scende e si chiude sotto lo zigomo. Da lì il massetere, il muscolo che fa masticare, e sotto un secondo fascio che lo accompagna. Le forme non escono dal contorno — escono dall’ombra. È la gomma pane a scavare la luce dentro il buio già steso, non una linea a delimitare un bordo.
C’è un errore evidente nel primo disegno — la larghezza del cranio è più stretta di quanto dovrebbe essere — e non viene corretto sul momento. Resta lì, visibile, perché il primo disegno di una serie è sempre quello che sbaglia la proporzione generale: serve a tarare l’occhio per il secondo.
Nella diretta c’è anche una considerazione che vale la pena portarsi via dal tavolo da disegno. Fino a un paio di secoli fa, chi voleva studiare l’anatomia sotto la pelle doveva farlo di nascosto — la dissezione dei cadaveri era vietata, e i pittori che la praticavano rischiavano grosso. Oggi la stessa informazione è a disposizione di chiunque abbia una connessione e la voglia di cercarla. Il problema non è più l’accesso ai dati. È cosa farne, seduti davanti a un modello, con una matita sola e un venerdì sera che si fa sempre più caldo.

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