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La Versione di Banfi · Jul 22, 2026

Ma la vita è sacra

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Alessandro Banfi · La Versione di Banfi

I due casi che riguardano il tema della sicurezza in Italia, quello del gioielliere condannato per aver inseguito e ucciso due rapinatori, Mario Roggero, e quello del 42enne, Abderrahim Fakir, rimasto ucciso durante un fermo di polizia a Bologna, finiscono per confluire nel calderone della stessa polemica. Anche il tono e il livello sembrano mutuati dal linguaggio dei social. I gravissimi disordini di lunedì sera a Bologna vengono definiti “inaccettabili” dalla premier Giorgia Meloni (sarebbero 70 i poliziotti feriti), mentre l’Associazione nazionale magistrati, che trova spazio soprattutto su Repubblica, denuncia il linciaggio nei confronti dei giudici dopo la condanna definitiva del gioielliere. Antonio Polito sul Corriere chiede in un lucido editoriale un patto bipartisan a governo e opposizione contro la violenza nel nome del popolo e della Costituzione. Scrive: «Traspare, in questa polemica contro la sentenza Roggero, anche un preoccupante indebolirsi del valore sacro della vita umana. In molti hanno fatto paragoni tra le pene inferiori comminate per altri reati, pure particolarmente odiosi, e quella inflitta per un duplice omicidio. Ma la vita è il supremo bene umano (e cristiano) che la Repubblica è chiamata a proteggere. O in questa orgia securitaria vogliamo alleviare le pene per l’omicidio, diventare più comprensivi verso l’uso delle armi da fuoco, incentivare una forma di giustizia fai-da-te, giustificata con una presunta debolezza dello Stato proprio da parte di chi, pro tempore, ne è oggi alla guida?».

Ma scrive anche: «Ho ascoltato in una trasmissione radiofonica accostare nello stesso dibattito la triste sorte di Abderrahim Fakir e la morte di Giulio Regeni, perché entrambi deceduti mentre erano nelle mani di forze dell’ordine. Stiamo scherzando? Un parallelo tra le torture inflitte nelle prigioni della polizia segreta egiziana e l’intervento per bloccare un uomo in evidente stato di alterazione psichica a Bologna? Le forze politiche democratiche (ormai ce ne sono anche di non democratiche nell’arena dei social) dovrebbero perciò sottoscrivere in quest’anno elettorale una sorta di patto costituzionale contro la violenza. Impegnarsi a non usarla neanche verbalmente. A non giustificarla o sostenerla da qualunque parte provenga. A riconoscere il monopolio dell’uso legittimo della forza da parte dello Stato e della giurisdizione da parte del potere giudiziario. Contrastare l’avversario, sì, ma senza mai perdere di vista il bene comune dell’ordine pubblico, che è anche ordine democratico».

Un centro destra all’inseguimento di Roberto Vannacci (Meloni dà negli ultimi tempi l’impressione di sbandare su questo punto) e un centro sinistra che non condanna la piazza violenta portano questo Paese in un vicolo cieco. Una campagna elettorale così pone le premesse di un altro record di astensioni e di una nuova ondata di sfiducia nella politica.

E dire che i problemi oggettivi non sono pochi. Oggi Il Sole 24 Ore riporta dei dati Ocse sui redditi italiani parecchio deprimenti. Ne scrive Gianni Trovati in una pagina che ritrovate nei pdf. Le retribuzioni dei dipendenti in Italia sono calate dal 1990 del 6 per cento calo mentre la media Ocse degli altri Paesi segna un +35% e gli Usa arrivano a +50,5%. Quando si leggono questi numeri si ha la conferma di fatti visti e vissuti negli ultimi 30 anni. Scrive Trovati: «L’Italia ha perso da tempo il treno dei redditi, mosso da un incremento del prodotto interno lordo che ha spinto in avanti le retribuzioni negli altri Paesi sviluppati, ma non da noi. Per tamponare i colpi della stasi infinita, i Governi hanno utilizzato soprattutto la strada fiscale: con una lunga serie di interventi sull’Irpef che hanno mitigato l’affanno dei titolari di buste paga più leggere, senza però affrontare le cause strutturali del problema: per la semplice ragione che non è questo il mestiere delle imposte, in un percorso che ora non mostra molti margini ulteriori di intervento».

La guerra ad Hormuz. Gli Usa hanno lanciato nuovi attacchi contro obiettivi militari in Iran per l’undicesima notte consecutiva. Lo ha annunciato il Centcom sottolineando che i raid puntano a «degradare le capacità dell’Iran di minacciare le imbarcazioni commerciali nello Stretto». Parlando dopo l’incontro con il presidente libanese Joseph Aoun (da leggere l’articolo di Camille Eid su Avvenire), Trump ieri ha sottolineato che al momento non ha interesse ad avviare nuovi colloqui con Teheran e ha annunciato un probabile imminente attacco contro il sito nucleare sotterraneo di Pickaxe Mountain. Il presidente Usa ha anche aggiunto di volersi occupare direttamente della situazione nel Mar Rosso nel caso gli Houthi imponessero davvero un blocco da e verso l’Arabia Saudita.

La guerra in Ucraina. Ha vinto la piazza: Volodymyr Zelensky ha rimosso dall’incarico il capo delle forze armate del Paese, Oleksandr Syrskyi, sostituendolo con Mykhailo Drapatyi. La decisione è arrivata dopo giorni di proteste dei cittadini contro il precedente licenziamento del ministro della Difesa, Mychajlo Fedorov, che da tempo era entrato in rotta di collisione proprio con il generale. I droni ucraini sono intanto i grandi protagonisti della fiera di Farnborough, salone dell’industria aerospaziale militare che si svolge ogni due anni a sud di Londra, alternandosi con quella francese di Le Bourget.

Grande eco nei media di mezzo mondo è stato suscitato dal libro “Disarmata e disarmante” che raccoglie gli interventi di Papa Leone XIV sul tema della pace. Nei pdf trovate l’articolo dell’Osservatore Romano. Qui il bell’articolo di Rome Reports in spagnolo e in inglese e qui quelli di Vatican News. Oggi ne scrive anche Vito Mancuso sulla Stampa. Per rispondere alle sue critiche nei confronti della pastorale di papa Leone XIV sulla pace, basterebbe rileggere il breve saggio di Immanuel Kant Sul detto comune: «Questo può essere giusto in teoria, ma non vale per la pratica». Perché Mancuso sostiene: sì la pace sarebbe in teoria giusta, ma è meglio armarsi e fare la guerra. Senza veri argomenti logici. Insomma, finché c’è guerra, c’è speranza.

Tornando all’Italia, Giorgia Meloni (“testona” secondo il Foglio) insiste per reintrodurre le preferenze nella legge elettorale ora all’esame del Senato. Battuta alla Camera per un voto, vuole riprovarci. Anche perché a Palazzo Madama non c’è voto segreto. Scrive Carmelo Caruso: «In Senato è semplice: si vota in commissione Affari Costituzionali, e chi avrà il coraggio, con voto palese, di votare contro Meloni? Solo che la legge ritorna poi alla Camera».

L’Assemblea Nazionale francese ha approvato in via definitiva una legge che impone il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni. La Francia è il primo Paese europeo a prendere una decisione di legge su un tema tanto sentito. Ci sono dubbi su come la nuova misura potrà essere applicata ma potrebbe essere l’inizio di un’inversione di tendenza per la “generazione ansiosa”.

Dalle pagine culturali segnaliamo per l’appunto l’articolo di Luigi Ballerini per Avvenire, scrittore per ragazzi e medico psicoterapeuta, sull’importanza del viaggio. Sempre su Avvenire da non perdere la bella intervista di Andrea Milanesi al pianista Pietro De Maria che partecipa a “Musica d’Estate”, il 31esimo International Summer Music Festival organizzato dalla Fondazione Accademia di Musica Ets di Pinerolo e Torino a Bardonecchia. È uno straordinario punto d’incontro tra giovani talenti e grandi interpreti della scena musicale internazionale. Per restare sulla musica e sull’incontro coi giovani, Giovanni Allevi è andato a Giffoni in un commovente incontro raccontato dalla Stampa. Continuano a uscire articoli sull’Odissea, potenza di Hollywood e di Christopher Nolan.

Oggi La Versione di Banfi, come sempre di mercoledì, è APERTA A TUTTI. Per chi voglia leggere ogni mattina La Versione integralmente può abbonarsi anche subito cliccando qui:

LA FOTO DEL GIORNO

Il presidente Usa Donald Trump vuole il presidente della Fifa Gianni Infantino come prossimo segretario dell’Onu. Lo ha scritto il New York Post citando alcune fonti, secondo le quali Trump ritiene che Infantino «sia rispettato da tutti nel mondo e abbia un’abilità speciale nell’unire le persone». Il prossimo segretario generale dell’Onu dovrà essere eletto quest’anno per sostituire Antonio Guterres, che lascerà alla fine di dicembre.

Foto: Ansa

Vediamo i titoli sui giornali di oggi.

LE PRIME PAGINE

La piazza violenta, la sicurezza, il governo: ecco i temi dominanti di oggi. Il Corriere della Sera ha il punto di vista della premier: Meloni accusa, lite su Bologna. Spiega il Quotidiano Nazionale: Scontro sulla piazza violenta. Meloni: no a chi alimenta odio. Il Messaggero riassume: Bologna, scontri e polemiche. Il Giornale propone un’intervista del direttore alla presidente: Meloni: “Ora tolleranza zero”. Libero si riferisce ai poliziotti: Cornuti e mazziati. La Verità è sullo stesso tema: La sinistra pacifica: 70 agenti feriti. Ironico il Manifesto su foto di Meloni: Black bloc. Il Domani punta sul tema sicurezza: Fakir, il faro dei Pm sui soccorsi. L’Anm: “Minacciati per Roggero”. Repubblica mette a tema il linciaggio anti-magistratura aizzato dalla destra: Roggero, odio sui giudici. La Stampa scava sul caso: Fakir, la catena degli errori. Il Fatto torna sulla legge elettorale: Melonellum nel pantano: preferenze e ballottaggio. Il Sole 24 Ore pubblica dati deprimenti: Gelo dei redditi in Italia: -1,6% dal 1990. Nei Paesi Ocse la crescita è del 35%. Avvenire guarda alla carestia sulla Terra: Un mondo di fame.

ARTICOLI DI MERCOLEDÌ 22 LUGLIO

In un unico pdf tutte le citazioni che meritano in ordine logico:

Articoli di mercoledì 22 luglio 2026

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