Un uomo ammanettato dagli agenti di Polizia muore sull’asfalto. Ma è originario del Marocco, anche se è in Italia da tanti anni con un’attività e un permesso regolare di soggiorno. Anche se aveva gridato: «Aiuto, basta!». Nell’Italia al contrario che insegue Roberto Vannacci è un uomo che vale di meno. Un uomo di serie B perché, come dice il titolo del Giornale stamane è un “marocchino”. Magari anche di religione islamica, insomma uno che ci voleva invadere. Così come erano di serie B i rapinatori inseguiti per strada e uccisi dall’ultimo eroe santificato da Matteo Salvini (che è andato a trovarlo in carcere per la seconda volta nel giro di 48 ore) e da Giorgia Meloni: il gioielliere Mario Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione. Un Paese che non sembra più il nostro, in cui persino la premier assume il punto di vista pericoloso di una deriva securitaria da Far West.
La buona notizia di oggi è che Antonio Tajani rompe il silenzio sul caso Roggero e prende le distanze dalle follie dei suoi alleati nel centrodestra. Lo fa con un’intervista al Corriere della Sera in cui fissa alcuni principi. Dice fra l’altro: «Non c’è dubbio, per noi Roggero ha sbagliato. Ha commesso un reato, è colpevole. È andato oltre la legittima difesa, e non abbiamo nulla da contestare alla magistratura che ha giudicato. Non attacchiamo la sentenza». Per poi aggiungere: «Riteniamo un reato gravissimo quello di aver ucciso, non siamo per il Far West o la giustizia privata. È lo Stato che deve garantire la sicurezza, e stiamo lavorando al massimo per questo. Ma siamo per un perdono, considerando tutte le circostanze particolari di questo caso, il contesto, perché ogni caso va valutato a sé (…) La famiglia di Roggero ha chiesto la grazia sulla base proprio del pentimento che l’uomo avrebbe maturato. Ma in ogni caso il peso morale di aver ucciso due persone se lo porterà dietro tutta la vita, come è giusto che sia».
Il Fatto stamattina, con Lina Milella, ricostruisce poi l’iter dell’attuale legge sulla legittima difesa voluta fortemente dall’allora ministro degli Interni Salvini e votata nel 2019 anche da Fratelli d’Italia che pure era all’opposizione. Ora Meloni e Salvini vorrebbe modificarla “allargando” la possibilità di difendersi. Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia per Forza Italia, dice alla Stampa: «Senza la proporzionalità tra aggressione e reazione e la verifica dell’attualità del pericolo, avremmo una difesa indiscriminata, praticamente incontrollabile. Le scriminanti come la legittima difesa rendono, in via eccezionale, lecito un comportamento che, senza tale eccezionalità, sarebbe punito e severamente. Con la proposta di modifica appena formulata si corre il rischio di stravolgere la coerenza del sistema penale, praticamente un “liberi tutti”...».
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