Sono settimane interessanti per il mondo AI. Da un lato emergono informazioni preoccupanti sulla sostenibilità dell’azienda OpenAI: secondo un’esclusiva del Wall Street Journal (articolo a pagamento) non smentita la CFO del gruppo avrebbe parlato con alcuni colleghi sostenendo che di questo passo i conti non torneranno mai e annunciando cambiamenti del deal con l’alleato storico Microsoft. Dall’altro l’innovazione va avanti a spron battuto e si sposta sempre più dal mondo del linguaggio scritto e della creatività a quello dei processi.
Ci sono vari motivi per questa virata progressiva: il primo è la necessità di creare casi d’uso concreti ed efficaci, in particolare in ambito aziendale, che giustifichino i mega-investimenti in corso; poi bisogna rintuzzare la concorrenza, e non solo quella locale: il mondo AI cinese sta infatti accelerando, i suoi costi calano e infine si affranca gradualmente dalla dipendenza dai chip di Nvidia, costosi e sottoposti a embargo. Il rivale si chiama Huawei e dichiaratamente l’ultimo modello di LLM cinese di cui parliamo sotto usa almeno in parte modelli di chip home-made per i suoi calcoli (in fondo alla newsletter trovate un video che ne descrive gli impatti geopolitici, affatto banali).
Passiamo allora in rassegna i recenti annunci dei tre giganti OpenAI, Anthropic e DeepSeek, per cercarne punti in comune e differenze e indicare adeguati approfondimenti online. Buona lettura.
🔍 In breve: più persistente, più operativo, più capace di lavorare su catene di attività. Questo è il mantra di Open AI per il nuovo rilascio. Questo è importante perché molte attività aziendali non si risolvono in domande singole, ma descrivono processi: preparare un meeting, leggere materiali, confrontare opzioni, sintetizzare, decidere, comunicare, tutto in uno. GPT-5.5 sembra costruito proprio per avvicinarsi a questo tipo di flusso di lavoro.
Ma per chi usa ChatGPT sul web, quindi non via API e non dentro applicazioni business, cambia qualcosa? Sì, ma in modo pratico più che infrastrutturale. OpenAI ha annunciato il rollout di GPT-5.5 in ChatGPT per utenti Plus, Pro, Business ed Enterprise, con disponibilità graduale. Questo significa che un utente web, se ha accesso al modello nel proprio piano, può aspettarsi prestazioni migliori direttamente nell’interfaccia normale di ChatGPT, senza dover programmare o usare API. Quanto migliori, lo dicono i primi test (vedi sotto) che denotano una tendenza dei nuovi modelli a fare passi avanti anche… non richiesti. Queste capacità “agentiche” ormai sono incorporate e rappresentano un’opportunità formidabile con conseguenti rischi di innescare iniziative poco controllabili.
🔗 Un link per approfondire: I put GPT-5.5 through a 10-round test: It scored 93/100, losing points only for exuberance. ZDnet.com.
Un passaggio dall’articolo (tradotto dall’inglese): “Ho sottoposto GPT-5.5 al mio processo di test in 10 punti. Ne sono rimasto sia colpito sia infastidito. I risultati erano solidi, ma il modello tendeva a essere un po’ troppo esuberante, facendo cose che non gli avevo chiesto di fare.”
🔍 In breve: rispetto a Opus 4.6 promette miglioramenti concreti nel coding e con agenti, visione, istruzioni complesse e attività multi-step. La differenza non è tanto nello - e qui siamo in linea con la tendenza già vista sopra per GPT - “scrivere meglio”, ma nel “gestire meglio lavori lunghi”: analizzare documenti, verificare dati, costruire slide, ragionare su immagini, correggere software e controllare il proprio output con maggiore coerenza. Anthropic lo descrive come più accurato nel riconoscere quando mancano dati, invece di inventare risposte plausibili e compiacenti (irritante caratteristiche intrinseca di tutti gli LLM); è un punto importante per manager che usano l’AI su report, numeri e decisioni.
Per chi usa Claude sul web, la novità è tangibile se si lavora su task articolati: meno passaggi manuali, migliore gestione di istruzioni lunghe, più affidabilità su documenti, presentazioni, analisi e contenuti visuali. Non serve l’API per beneficiarne: Anthropic indica Opus 4.7 come disponibile anche per utenti Claude Pro, Max, Team ed Enterprise, con funzioni come Claude Design in preview per creare artefatti visivi e progettuali.
Claude Mythos Preview è un caso molto diverso, e ha fatto molto scalpore sui media. Non è il “nuovo Claude per tutti”, ma un modello specializzato e limitato, nato dentro Project Glasswing per sostenere la cybersecurity avanzata. La sua capacità distintiva è individuare vulnerabilità software e, in certi contesti di test, trasformarle in exploit funzionanti con poca o nessuna assistenza umana. È proprio per questo che Anthropic non lo ha rilasciato pubblicamente, ma lo ha messo a disposizione solo di un gruppo ristretto di aziende e organizzazioni selezionate. Tra i soggetti più sensibili al tema, le organizzazioni finanziarie, come ben spiega il link sotto.
🔗 Un link per approfondire: What global banks said about Anthropic’s new Mythos model that the company ‘refused’ to release publicly, Times of India
Un passaggio dall’articolo (tradotto dall’inglese): “L’AISI (UK AI Security Institute, NDR) ha osservato che il modello era in grado di eseguire attacchi che richiedono più azioni sequenziali e di scoprire debolezze nei sistemi informatici senza intervento umano: compiti che a normali professionisti richiederebbero giorni di lavoro.”
🔍 In breve: fresco di lancio - il 24 Aprile - questo insieme di soluzioni non sta più giocando solo la carta del “modello economico che ragiona bene”, come con il famigerato R1 che fece crollare Wall Street per un giorno, poco più di un anno fa: con V4 prova a entrare nella fascia dei modelli “lunghi”, agentici e produttivi, cioè quelli che possono leggere repository, documentazione, contratti o knowledge base intere. Il fatto che sia disponibile anche via API compatibile con infrastrutture già in opera per OpenAI e Anthropic facilita l’adozione per sviluppatori e aziende, magari in un mix di soluzioni diverse. C’è anche una novità strategica: V4 è adattato al supporto dei chip Huawei Ascend almeno per una parte delle operazioni di calcolo, segnale importante della spinta cinese verso una filiera AI meno dipendente da Nvidia e dagli Stati Uniti.
🔗 Un link per approfondire: Three reasons why DeepSeek’s new model matters , MIT Technology Review
Un passaggio dall’articolo (tradotto dall’inglese): “Come già avvenuto con R1, DeepSeek sostiene che le prestazioni di V4 rivaleggino con quelle dei migliori modelli disponibili, ma a una frazione del prezzo. È un’ottima notizia per gli sviluppatori e per le aziende che utilizzano questa tecnologia, perché significa che possono accedere a capacità di IA di frontiera alle proprie condizioni, senza preoccuparsi dell’impennata dei costi.”
Ci siamo fatti aiutare da GPT 5.5 (sì, il passaggio in produzione per utenti Pro è già avvenuto) per riassumere in questa agile tabella come si differenziano questi nuovi modelli sui vari temi.
Come noterete le prime quattro righe sono davvero molto simili, e ne abbiamo parlato in apertura, dove la forbice si allarga è nello stile di rilascio e nell’impatto: GPT continua la sua marcia develop → mass deploy senza interruzione, Anthropic va con prudenza (ma cresce senza freni nel mercato enterprise, come scriviamo in AIgeist 80) per la nota questione dei rischi e guardrails auto-imposti mentre DeepSeek si posiziona come uno strumento universale e basso costo o, come ha detto qualcuno nell’ambiente, “farà con l’AI quello che ha fatto Shein con il fast fashion”.
Qui trovate un ottimo video di approfondimento sull’impatto geopolitico dei “cheap AI tokens” cinesi e nel video sotto una discussione sui sospetti statunitensi che la Cina abbia rubato proprietà intellettuale dai modelli AI USA, e il parallelo stop di Pechino a un’acquisizione annunciata da Meta di un loro campione, la startup Manus.
Lasciateci commentare in chiusura rimandandovi di nuovo allo scorso numero di AIgeist: quasi metà degli studenti di master in campo AI nelle università statunitensi viene dalla Cina, e una fettina peraltro piccola torna poi a lavorare in oriente. Altro che abili spioni, qui ci sono decine di migliaia di giovani dotati di visto ufficiale che viaggiano di qua e di là del Pacifico portando nella testa e nei pc informazioni preziose. Possibile che nessuno se ne sia ancora accorto?

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.