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Il diario di un'agroecologa · Apr 17, 2026

Quello che non vi racconto mai

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Non sono quella che sembro, faccio anche io tantissimi errori

Sono le 21.10 e non riesco ad addormentarmi. Per me è tardi, di solito a quest’ora sono già in viaggio verso il sonno. Sarà la primavera, saranno questi giorni di pioggia che mi hanno tenuta più in casa. Sta di fatto che sono qui, sveglia, con la testa che gira.

E allora scrivo.

In questo periodo sto ragionando su quanto mi rendo umana davanti agli altri.
Mi sono fatta questi dubbi perché mi sono capitate delle persone che mi hanno chiesto o mi hanno fatto notare della mia “bravura” in determinate aree della vita.

Qualche giorno fa un amico mi guarda serio e mi dice “Adelaide, ti devo fare una domanda: ma come fai ad essere così focalizzata?”. Lo guarda abbastanza sorpresa della domanda e gli chiedo con un sorriso “da cosa deduci che io lo sia?”, lui “Perché quando ti mando un messaggio in orario di lavoro, non rispondi fino a tarda sera o il giorno dopo”, naturalmente sono scoppiata a ridere, perché il motivo per cui agivo in quel modo era tutt’altro che per focalizzazione.

Oppure qualche tempo fa, una mia collega nell’associazione Resilient Bee mi ha chiesto come facevo ad essere sempre così calma quando dovevo parlare in pubblico, risultando tutt’altro che timida. Le ho risposto “Oh beh, fingo. Io sono molto timida, ma a forza di fare la stessa cosa, quella sensazione di imbarazzo prima di iniziare un corso, la conosco così bene che mi ci sono abituata. Mi dovresti invece vedere davanti ad un uomo che mi piace come non riesco a spiccicare una parola”.

La verità è che ho imparato molto bene a non farmi vedere sbagliare. Ho paura del giudizio e nel tempo ho sviluppato una specie di armatura automatica.

Quello che mi sono chiesta è però quanto questa armatura possa diventare un problema qui online. Magari un amico che mi vive nella vita reale, vede i miei difetti, le mie imperfezioni e inciampi. Ma qui online non ne parlo, perché mi sento troppo esposta.

Credo però, che così facendo, non arrivo a realizzare quello che voglio tanto fare: aiutarvi a superare le difficoltà per creare la vostra azienda agricola dei sogni. Perché il mondo ha bisogno che il vostro sogno si realizzi e io sicuramente non voglio essere di ostacolo.

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Quindi oggi strappo il cerotto e ti racconto tre errori che ho fatto nel mio percorso per realizzare la mia azienda agricola.

1. Ho costruito un’azienda dentro una relazione senza tutelarmi abbastanza.

Per quasi 4 anni ho lavorato su un progetto agricolo insieme al mio compagno dell’epoca, su una casa e terreni che appartenevano alla sua famiglia. L’azienda era tutta intestata a me (in apparenza doveva essere una tutela, in realtà è stata una catena al collo). Su sua insistenza ho comprato un terreno e preso un bando di primo insediamento. Quando la relazione è finita, ho dovuto lasciare tutto per potermi allontanare e proteggere.

Questo è un tema enorme nel mondo agricolo, ma anche molto delicato ed infatti quasi nessuno ne parla apertamente: le aziende costruite in coppia, le tutele legali insufficienti, il rischio concreto di perdere anni di lavoro quando una relazione finisce. Ho fatto scelte che all’epoca sembravano ragionevoli, in un sistema che non protegge abbastanza chi costruisce un progetto agricolo dentro una storia d’amore.

2. Porto avanti a spada tratta l’allevamento al pascolo rotazionale delle galline. Sono quattro mesi che vivo in questa casa e il pollaio mobile non è ancora fatto.

Ci vorrà ancora del tempo. Nel frattempo le galline aspettano e io convivo con questa incoerenza. Non sento di essere ipocrita perché credo sia normalissimo che ci sia un gap tra visione e realizzazione se le risorse o il contesto in quel momento non permettono il nostro sogno. Quando avevo iniziato in agricoltura mi sentivo spesso ipocrita e mi vergognavo a dire certe cose ma poi mi sono resa conto che è la normalità. Solo che online non mi espongo per paura delle critiche che non prendono mai in considerazione “the whole picture”.

3. Una volta mi è successo di dimenticare la porticina dell’alveare chiusa dopo averlo spostato in un nuovo apiario. Quell’alveare è morto.

Ho perso delle api per colpa mia, per distrazione. Purtroppo quando si deve gestire tante cose ed emotivamente non stiamo bene, basta un momento di stanchezza o sovraccarico. È il tipo di errore che fa malissimo, non solo praticamente, ma dentro. È successo ormai qualche anno fa eppure ancora al pensiero mi si stringe il cuore.

Se ti va, nei commenti o in privato, raccontami tre errori di cui ti vergogni nel tuo percorso agricolo. Non importa quanto grandi o piccoli. Non importa se stai ancora cercando di rimediare. Questo spazio è fatto per chi vuole costruire qualcosa di reale, non per chi ha già tutto a posto.

Io credo che il nostro lavoro sulla terra abbia senso solo se siamo disposte a starci dentro davvero: con le mani sporche, con le decisioni sbagliate, con i momenti in cui non sappiamo cosa fare.

Rigenerare la terra e rigenerare se stesse non sono due cose separate. Sono la stessa cosa, che si impara facendola.

Un abbraccio,

Adelaide 🌱

P.S. Se senti che il tuo progetto agricolo ha bisogno di uno sguardo esterno - che tu stia partendo da zero, ripensando quello che hai costruito, o semplicemente cercando chiarezza - puoi prenotare una consulenza con me direttamente qui: Prenota la tua consulenza

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