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☕️ Il caffè del lunedì · Jan 17, 2026

#quaderno di scrittura 1

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Mi piacerebbe realizzare una scrittura collettiva o un collettivo di scrittura qui, su Substack. Questo è il quaderno n. 1 e la parola scelta è: "amico".

Non ho idea di quante persone decidano di seguire questo per-corso di scrittura…

Per me è una cosa seria e, di conseguenza, ho deciso di separare gli esercizi, che sono il nucleo del mio esperimento, dalla “lezione” che rimarrà la newsletter del Caffè del lunedì.

Parola scelta: amico
Genere: monologo/flash back
Voce narrante: prima persona singolare
Livello di difficoltà: ★☆☆☆☆

Amico

Ma che cosa è in fondo l’amicizia? Che cosa ti fa dire “questo è un mio amico”? E, cosa ancora più difficile, come lo riconosci? Negli anni mi sono costruita la convinzione che esistano diverse tipologie di “amico”: esiste l’amico d’infanzia, l’amico-compagno di scuola, l’amico di cui sei innamorata ma non potrai mai dirlo, l’amico che è innamorato di te e che vorresti non te lo dicesse mai, l’amico di lavoro, l’amico di sesso, l’amico del tuo fidanzato, l’amico di università, l’amico del liceo, l’amico del bar, l’amico di sbronze, l’amico del tram/bus/treno, l’amico dell’amico dell’amico che diventa tuo amico, l’amico di penna, l’amico che condivide la tua passione (libri, birre, viaggi e quello che volete), l’amico del super…

Insomma, l’interminabile carrellata solo per dire che più spesso di quanto io creda, considero “amico” chi, in un modo dell’altro condivide con me una situazione o un tempo preciso della vita.

A me piacciono le amicizie improbabili. Quelle che non esisterebbero in nessun piano della realtà, anche verificandosi le condizioni di spazio e tempo, perché “uno così” non potrebbe mai essere mio amico. Eppure sono proprio quelle le amicizie più pure, non nascono da nessun tipo di convenienza o opportunità e non hanno alcun vantaggio se non la possibilità di diventare migliori, o peggiori, dipende dai casi.

Il più improbabile di tutti i miei amici è sicuramente M. Avevamo lo stesso gruppo di amici, lui veniva in spiaggia con gli scarponi da montagna, suonava la chitarra ma non cantava, preferiva stare in disparte piuttosto che ridere con tutti gli altri. La prima volta che gli ho rivolto la parola è stato per il desiderio di insultarlo. Continuava a sostenere che i capelli sono appendici inutili e se ne può fare a meno. Cazzate, insomma. Ma siamo diventati amici, non ci siamo mai innamorati, mai neanche un pensiero in tal senso, ci siamo sempre aiutati e sostenuti nei drammi che abbiamo attraversato e io ho continuato a detestare certe spigolosi del suo carattere e lui a cercare di elevare il mio spirito al suo QI da genio. A pensarci ora, era davvero un’amicizia improponibile: a me piaceva stare con le persone (allora ero giovane…), lui stava a disagio; a me piaceva correre, giocare con gli altri e arrampicarmi sugli alberi, lui era sempre immobile, al massimo giocava a calcio ma nel ruolo di portiere; io facevo moltissime cose rischiose e impulsive, lui per dire a una ragazza che era innamorato ha scritto un libro di poesie e ci sono voluti due anni…

Non era contemplato che diventassimo amici. Eppure è successo: lui ha insegnato a me a ragionare e pensare di più e io gli ho dato l’input per buttarsi di più nelle cose. Trascorrevamo giornate intere a discutere di ogni cosa, a sviscerare problemi, a romperci la testa nel capire perché avevo fatto così e perché lui non si decideva a fare, a raccontare di quello che era successo, di padre, madre, fratelli, amici e nemici e immaginare che cosa sarebbe stato.

Ogni tanto sento il rimorso di essere andata lontano da casa e forse tra i due è lui a soffrirne di più. Non c’è dubbio che è stato ed è l’amico più strano che ho incontrato, ma anche il migliore, un rapporto così limpido e profondo che forse pochi hanno avuto la fortuna di sperimentare.

Non sono riuscita a trovare una conclusione: come concluderesti? è necessaria? e tu che cosa hai scritto?

Dalle mie storie Instagram, ho recuperato questa foto che mi strappa sempre un sorriso…

A me piacerebbe leggere quello che è venuto fuori: è uno dei modi più semplici per poter aumentare l’ispirazione. Perciò se vuoi, condividi qui.

Buon caffè ☕

Simona

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